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Come l’autoformazione può trasformare la scuola: l’insengnamento di Maria Montessori al tempo del Covid

Come le teorie di Maria Montessori possono cambiare la didattica a distanza.

Le moderne tecnologie hanno aumentato le nostre possibilità e l’emergenza sanitaria ha cambiato le nostre abitudini ma il mondo dell’insegnamento è rimasto uguale a prima. Ma per rendere lo studio più piacevole basta basarsi sulle proprie capacità.

Didattica virtuale e potenziale individuale

La sempre crescente emergenza sanitaria ha portato il governo ad adottare misure sempre più drastiche che inevitabilmente hanno finito per riguardare anche il mondo dell’istruzione e la vita scolastica. La chiusura delle classi e lo spostamento delle lezioni all’interno di uno spazio virtuale ha consentito di proseguire il percorso didattico e formativo degli studenti che invece di ricevere insegnamenti in uno spazio condiviso possono continuare a frequentare le proprie attività formative tra le pareti di casa. Malgrado i disagi e i malumori che l’uso di questo strumento digitale ha fatto sorgere il mezzo vertuale, oltre ad essere la sola alternativa disponibile per proseguire gli studi, ha anche delle potenzialità non indifferenti. Il computer consente di avere a disposizione materiale pressochè infinito, contenuti audio e video, foto e collegamenti ipertestuali che la scuola in presenza non potrebbe garantire. Come per ogni cosa esistono dei pro e dei contro nell’uso del pc per imparare. Tuttavia, mutati i tempi, ci sarebbe da chiedersi se la didattica eterodiretta e guidata, dove un insegnante segue un determinato programma, sia ancora il metodo più funzionale per la formazione dell’individuo. Se invece del programma rigidamente da seguire l’insegnamento si basasse sulla curiosità individuale nell’apprendere alcune nozioni, a giovarne non sarebbero solo gli insegnanti (che vedrebbero alleggerito il loro lavoro) ma anche gli studenti che potrebbero muoversi in campi del sapere in cui si sentono competenti e interessati. Momenti di autoformazione da alternare alle lezioni frontali potrebbero essere la chiave vincente per una nuova didattica in grado di adattarsi a tempi e abilità di ognuno.

Che cosa è l’Autoformazione

Storicamente l’autoformazione ha la sua origine nel pensiero educativo socratico del “so di non sapere” ovvero di una presa di coscienza dell’individuo delle proprie mancanze e delle proprie necessità informative e di una ricerca costante di apprendimento e perfezionamento dei contenuti che non parte da un percorso esterno ed eterodiretto ma che nasce dall’individuo e dalla sua motivazione. Lungo il percorso storico possiamo ritrovare i casi di molti filosofi, letterati e scienziati che “si sono fatti da soli” ovvero che hanno approfittato del forte bisogno di conoscenza per formarsi in autonomia fino a diventare delle personalità importanti del mondo accademico internazionale. L’autoformazione come processo di fornmazione personale e accrescimento della cultura è stata molto incoraggiata alla nascita degli Stati Uniti dove le biblioteche erano considerate un bene prezioso per la collettività perché consentivano a chiunque fosse in possesso solo delle basi della cultura (lettura e conoscenza dell’alfabeto) di svolgere un percorso ricco dal punto di vista formativo. In un momento storico come quello attuale, dove l’uso dello strumento digitale dell’insegnamento rappresenta una possibilità enorme (sebbene faticosa) per gli studenti, la possibilità di introdurre nella didattica spazi di autoformazione consentirebbe di soddisfare due importanti esigenze pedagogiche: la prima riguarda la sfera della conoscenza. Elementi di autoformazione consentirebbero la motivazione degli studenti, la possibilità di approfondire in autonomia concetti oltre ad aiutare l’individuo in formazione a trovare la propria “dimensione”, ovvero la propria strada per il futuro.

Autoformazione nella teoria di Maria Montessori

Sebbene negli Stati Uniti e in Francia l’autoformazione sia un campo di studi conosciuto e ampiamento esplorato, in Italia l’autoformazione non riceve ancora lo stesso grado di attenzione e di applicazione. Buffo a pensarci visto che la prima persona ad interessarsi delle possibilità del processo autoformativo fu Maria Montessori. Secondo la nota pedagogista l’autoformazione coincide con l’autoeducazione che risulta essere non pensabile separatamente dall’autoformazione. L’autoeducazione è solo un altro aspetto dell’autoformazione e risulta essere importante perchè rappresenta il principio di necessità che caratterizza il processo formativo stesso e che è in grado di condurre l’individuo sulla strada dell’autonomia e della libertà. Non intenzionata a sostituire l’educazione eterodiretta in toto, Maria Montessori riteneva che il metodo corretto per una crescita armoniosa e organica dell’individuo dovesse prevedere momenti eterodiretti di formazione che introducessero alcuni concetti per poi lasciare spazio all’autoformazione che, basandosi sulla curiosità dell’individuo e sulle sue esperienze pratiche, avrebbe portato l’allievo a soddisfare le proprie esigenze (in)formative. L’autoeducazione (basata sull’esperienza dell’individuo) e l’autoformazione  (basata sulla curiosità) potrebbero oggi essere uno strumento valido per la scoperta di nuovi interessi e talenti oltre che per una migliore qualità della vita scolastica.

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