Il Superuovo

Come la sofferenza può influenzare un canto d’amore? Gozzano e De André raccontano

Come la sofferenza può influenzare un canto d’amore? Gozzano e De André raccontano

Ogni canto per la propria amata può assumere varie sfumature, anche quella della sofferenza, che può ricorre nel sentimento del poeta per poi riversarsi inevitabilmente sul testo.

In testi come Le due strade di Guido Gozzano e Hotel Sopramonte di Fabrizio De André emerge questo tema, i due autori infatti in preda alla sofferenza, per svariati motivi, scrivono riguardo alle loro amate, evidenziando la fragilità dell’essere umano.

Il poeta malato

Guido Gozzano nel 1911 pubblica la raccolta di poesie I colloqui, tra la quale si ritrova Le due strade, nella sezione Il giovenile errore. L’autore in giovane età è afflitto da una malattia gravissima al tempo, la tubercolosi; che condizionerà la sua esistenza e lo porterà ad una precoce morte. In gioventù si era innamorato di questa ragazza, da cui, a causa del suo male, è costretto a separarsi, nonostante il sentimento fosse corrisposto. Ciò pregiudicò molto la sua esistenza e il suo modo di vedere il mondo, infatti egli considera l’amore Il giovenile errore. Già dal titolo della poesia emergono le due strade opposte che devono intraprendere i due giovani. Nei seguenti versi emerge l’affanno di Gozzano, il suo lamento per la delusione amorosa, oltre alla sua consapevolezza che per la sua malattia non potrai mai avere una donna:

O mio cuore che valse la luce mattutina
raggiante sulla china tutte le strade false?
Cuore che non fioristi, è vano che t’affretti
verso miraggi schietti in orti meno tristi;
tu senti che non giova all’uomo soffermarsi,
gettare i sogni sparsi, per una vita nuova.

Negli ultimi due versi si rende conto definitivamente che la sua vita e la sua felicità sono andate perdute, commiserandosi per il suo triste destino:

«Te ne duole?» – «Chi sa!» – «Fu taciturna, amore,

per te, come il Dolore…» – «O la Felicità!…»

Un amore rapito

Fabrizio De André scrisse Hotel Sopramonte in occasione del suo rapimento in Sardegna da parte di briganti nel 1979. La canzone è un’affettuosa dedica alla compagna che cerca di consolare poiché in preda alla paura e alla sofferenza, dando molto spazio al lato più umano e fragile della donna e della loro relazione.

E un invito all’Hotel Supramonte dove ho visto la neve
Sul tuo corpo così dolce di fame, così dolce di sete
Passerà anche questa stazione senza far male
Passerà questa pioggia sottile come passa il dolore
Il cantautore cerca di consolarla e di starle vicino, come emerge da questi versi:
Ma se ti svegli e hai ancora paura, ridammi la mano
Cosa importa se sono caduto, se sono lontano

Ma allo stesso tempo De André è consapevole di essere fragile e di non poter affrontare quella tragica situazione, soprattutto dopo che si ritrovò solo, avendo i briganti liberato per prima Dori Ghezzi.

E se vai all’Hotel Supramonte e guardi il cielo
Tu vedrai una donna in fiamme e un uomo solo
(…)
Cosa importa se sono caduto, se sono lontano
Perché domani sarà un giorno lungo e senza parole
Perché domani sarà un giorno incerto di nuvole e sole

In questo brano emerge il lato più umano del cantautore, che per la prima volta si ritrova da protagonista nei suoi testi, ed è consapevole della sua fragilità, che può essere colmata solamente dalla donna amata.

Qual è il ruolo della sofferenza?

Blocking the sunset on a perfect afternoon

La sofferenza nei canti d’amore è un elemento fondamentale e molto ricorrente, che fa emergere, non solo la bellezza di un testo, ma anche la sua umanità. Guido Gozzano e Fabrizio De André sono stati due esempi chiari nelle loro composizioni, di come la sofferenza, non solo influenzi la loro vita, ma anche il modo di scrivere. Forse può essere considerato il sentimento motore della maggior parte dei testi della letteratura, quasi a cercare un riscatto nella scrittura stessa.

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