Il Superuovo

Come la filologia può salvarci dalle fake news: il fact-checking e la filologia digitale

Come la filologia può salvarci dalle fake news: il fact-checking e la filologia digitale

Le fake news sono un vero problema per il mondo dei social, ma per fortuna esistono servizi che ci aiutano a riconoscerle e segnalarle.

Una delle ultime “bufale” smascherate da Butac.
(screenshot dal sito Butac.it)

Per chi frequenta assiduamente il mondo dei social, è quasi all’ordine del giorno incontrare il fenomeno tanto irritante quanto purtroppo diffuso delle fake news. Sebbene alcune di esse siano tanto assurde da risultare poco credibili, altre ricevono l’attenzione e la condivisione di molti. Vediamo come alcune piattaforme possono aiutarci nel contrastare questo fenomeno, e come l’operato dei fact-checkers sia simile a quello dei filologi.

La filologia: la continua ricerca tra i testi di ogni epoca

In un certo senso, ogni fact-checker è anche un po’ filologo, ma di cosa si occupa la filologia? Con “filologia” si intende in generale lo studio delle lingue e del loro sviluppo come forma di espressione scritta. La filologia è  caratterizzata da un’analisi particolareggiata dei singoli problemi provenienti dai testi scritti, insieme ad una fortissima interdisciplinarietà. Nella trasmissione dei testi scritti, può succedere che essi subiscano delle modifiche (volontarie o involontarie), che portano il testo a differire tra una copia ed un’altra, e in definitiva dall’intento dell’autore. Uno dei compiti principali della filologia è, quindi, correggere queste modifiche cercando di avvicinare il testo il più possibile alla volontà dell’autore. Il prodotto di questa operazione è l’edizione critica: un testo pubblicato nella forma scientificamente considerata come migliore, ovvero più simile a come era stata concepita. L’edizione critica è frutto di un processo laborioso che prevede il confronto delle varie versioni del testo e la scelta, nelle parti in cui i testi presentano differenze, della lezione (ovvero frammento di testo, “versione”) considerata corretta.

Lo stemma codicum è uno strumento importante per il filologo. Raccoglie tutti i codici che si utilizzeranno per la messa a testo dell’edizione, e ne identifica i legami. Questo è lo stemma utilizzato da Giorgio Petrocchi per la redazione della Divina Commedia “secondo l’Antica Vulgata”. (ResearchGate)

Combattere le fake news

Come abbiamo visto, uno dei compiti del filologo è individuare ed eliminare gli errori all’interno di un testo. Pensando alle fake news, il processo è simile: anch’esse devono essere individuate ed “eliminate” dalle notizie affidabili. Esistono alcuni siti e servizi che aiutano gli utenti in questa selezione, talvolta creando anche delle black list dei siti che si sono resi responsabili della pubblicazione di notizie false. È il caso del blog BUTAC – Bufale Un Tanto Al Chilo, che oltre a redigere e tenere aggiornata la propria “lista nera” si impegna a scovare e “sbufalare” alcune delle notizie false più diffuse nel Web. Allo stesso intento sono impegnate anche il portale Bufale.net, a cui si possono inviare gli articoli che vengono verificati tramite la lettura delle fonti ufficiali, e il progetto Fact-checking di Open. È interessante anche il Progetto Facta, che nasce dalla collaborazione di Whatsapp con Pagella Politica e consiste nella possibilità di inviare tramite Whatsapp al numero +393456022504 gli articoli da verificare. Sempre di Fact-checking si occupa anche Fact-checkers, gruppo che si occupa dell’educazione a questa pratica anche nelle scuole.

Ovviamente questa piccola rassegna non è esaustiva, e a questo proposito inviterei chi dovesse conoscere altre realtà di questo tipo a riportarle nei commenti sotto questo articolo.

Nuove problematiche: la filologia digitale

Se la pratica del Fact-checking è in un certo senso una nuova applicazione filologica, la filologia negli ultimi decenni ha dovuto affrontare nuove problematiche. Il caricamento di materiale su Internet non ha escluso (fortunatamente) nemmeno le opere letterarie, la maggior parte delle quali sono ora disponibili gratuitamente online, senza dover ricorrere sempre alle biblioteche. Tra i tanti ricordo Liber Liber,  piattaforma da cui possono essere scaricate moltissime opere. Proprio Liber Liber, all’inizio di ognuna delle sue opere, è solita indicare un “indice di affidabilità” del testo, in modo da rendere il futuro lettore consapevole della qualità del testo che sta per leggere. Se della qualità filologica delle edizioni cartacee delle opere è possibile avere consapevolezza abbastanza facilmente, spesso non è così per le edizioni che si trovano in rete. Infatti esse sono prodotte da un sistema automatico di scansione, non sempre dalle copie cartacee più affidabili e comunque soggette ad “errori di copiatura” in fase di scansione. Le problematiche legate a questo e ad altri fenomeni dei testi digitalizzati o digitali rientrano nelle competenze della filologia digitale, che rappresenta una nuova frontiera della disciplina.

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

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