Come i governi del mondo reagiscono quando la crisi è senza precedenti storici

Il CoVid19 è una sfida mai affrontata prima, e ora ogni governo del mondo, contemporaneamente sta proponendo soluzioni completamente diverse, vediamo insieme quali

 

Nella politica internazionale siamo abituati a rivedere pressappoco sempre gli stessi schemi, a causa del fatto che per quanto le persone al potere cambino, spesso le situazioni si ripetono. La guerra del Golfo diventa la guerra in Siria, ma sempre guerra rimane, la crisi migratoria una volta nasceva dall’Albania, ora dall’Africa ma sempre crisi umanitaria rimaneva. Ora però si naviga a vista perchè nessuno ha mai dovuto reagire a una effettiva pandemia da quando abbiamo creato i mezzi per combatterla cosa che ha generato diversi livelli della gestione della crisi.

Dove tutto è iniziato

Cina

Wuhan, il focolaio della pandemia del coronavirus, non ha riportato nuovi contagi per il secondo giorno di fila: in tutta la Cina, ha riferito la Commissione sanitaria nazionale, ci sono stati altri 39 casi di infezione importata e 3 decessi, di cui 2 nella provincia dell’Hubei e uno in quella del Liaoning. I casi confermati sono saliti a 80.967 totali, comprensivi di 6.569 pazienti ancora sotto trattamento medico, di 3.248 morti e di 71.150 persone dimesse dagli ospedali, che hanno spinto la quota dei guariti all’87,8%. Sui 39 casi importati, 14 sono relativi al Guangdong, 8 a Shanghai, 6 a Pechino e 3 al Fujian. Infine, uno ciascuno a Tianjin, Liaoning, Heilongjiang, Zhejiang, Shandong, Guangxi, Sichuan e Gansu. Alla fine di giovedì i contagi di ritorno totali sono saliti a quota 228. Sono 730 le persone dimesse ieri dagli ospedali, mentre i casi di contagio gravi sono calati di 178 unità, a 2.136.
Ammontano a 104, ha spiegato la Commissione, le persone che sono attualmente sotto osservazione per il sospetto di contagio, mentre sono 8.989 quelle entrate a stretto contatto con i contagiati e quindi sotto monitoraggio.

Corea Sud

I nuovi casi di coronavirus in Corea del Sud sono ritornati a scendere sotto quota 100, a 87, all’indomani dell’impennata inattesa a 152: il Korea Centers for Disease Control and Prevention ha aggiornato i contagi a 8.652, in base ai dati della fine di giovedì. Sono 3 i nuovi decessi, per 94 totali, in gran parte registrati della popolazione più anziata già affetta da altre gravi patologie, come il cancro. Il tasso di mortalità per gli uomini è dell’1,53%, contro lo 0,81% delle donne: quello complessivo resta poco sopra l’1%.

Sudamerica

Argentina 

Il presidente argentino Alberto Fernandez ha annunciato ieri sera la realizzazione in tutto il Paese di un isolamento sociale preventivo obbligatorio, in sostanza una quarantena, a livello nazionale, per contrastare l’espandersi del coronavirus. La quarantena si concluderà il 31 marzo alle 24. Il rispetto della quarantena, ha sottolineato il capo dello Stato, sarà sorvegliato dalla polizia nazionale e locale e dalle forze armate. La misura si aggiunge ad altri provvedimenti già adottati, come la sospensione delle lezioni fino al 31 marzo, e l’obbligo per tutti coloro che entrano in Argentina dall’estero di mettersi in quarantena per 14 giorni. Poco prima dell’annuncio del presidente, il ministero della Sanità argentino aveva aggiornato il bilancio dei contagiati dal covid-19 a 126, con un aumento rispetto al giorno precedente di 31 casi.

 Brasile 

Il Brasile ha deciso di vietare l’ingresso nel Paese ai cittadini dell’Europa e di gran parte dell’Asia. Il provvedimento, che sarà in vigore a partire da lunedì, durerà per 30 giorni e riguarderà le persone non di nazionalità brasiliana che arrivano da Unione europea, Gran Bretagna, Islanda, Norvegia e Svizzera, così come da Cina, Giappone, Corea del Sud, Australia e Malesia. Sono escluse dal divieto le persone che hanno un lavoro qualificato in Brasile o che viaggiano per raggiungere la famiglia.

Europa

Francia

Il ministro dell’Economia, Bruno Le Maire, ha lanciato un appello alle aziende francesi affinché versino un bonus esentasse ai loro dipendenti, in particolare, coloro che “hanno il coraggio di recarsi sul posto di lavoro”. Intervistato da LCI, Le Maire ha evocato, in particolare, “settori vitali come l’agroalimentare o la grande distribuzione”, con l’auspicio di un bonus di “1.000 euro totalmente esentasse ai loro dipendenti”.

Germania

Lockdown in Baviera, il Land più grande del Paese. Il presidente del Consiglio dei ministri locale, Markus Söder (CSU) ha spiegato che ci sono ancora troppe persone che viaggiano in gruppo e che questo è pericoloso. “Uscire solo in casi eccezionali”, ha tuonato il primo ministro. Le nuove misure saranno monitorate e controllate dalla polizia e dai servizi di ordine pubblico. “Coloro che li violano saranno soggetti a pesanti multe”, ha detto Söder. Secondo il provvedimento sarà possibile uscire di casa solo per fare acquisti indispensabili, andare in farmacia o dal medico, aiutare persone bisognose, visitare il proprio partner o per fare sport. Le attività fisiche saranno consentite però solo da soli o al massimo in coppia. Domenica la cancelliera Angela Merkel ed i governatori dei Land si consulteranno per decidere un’eventuale estensione di queste misure a tutto il Paese.

Regno Unito

Secondo quanto riporta la Bbc il Servizio sanitario nazionale (NHS) sta inviando le lettere ai medici e agli infermieri in pensione in Inghilterra e nel Galles. Inoltre, le autorità hanno chiesto a chiunque abbia lasciato la professione medica negli ultimi tre anni in Scozia di ritornare in servizio.

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