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Come agisce e come è fatto l’HIV? L’infezione di Freddie Mercury e la sindrome da AIDS

Il grande re del rock degli anni 70/80 fu unico e imperturbabile sul palco finchè l’infezione da HIV lo obbligó a una rapida discesa.

A partire dagli anni 80 in tutto il mondo si diffuse l’epidemia del virus HIV e quindi la sindrome da AIDS che causò e seminò terrore tra la gente. Il frontman Freddie Mercury dovette abbandonare la sua carriera e purtroppo la vita a causa dell’infezione.

Il retrovirus che segnò un’epoca storica

L’HIV è un retrovirus a RNA della famiglia Lentivirus scoperto nel 1983 che causa una condizione nota come AIDS in cui l’individuo infetto è continuamente esposto a malattie debilitanti e va incontro a una profonda immunodeficienza. Esistono due tipologie di virus, HIV-1 e HIV-2, di cui la prima più diffusa, ma entrambi derivanti da un virus dello Scimpanzé, Pan troglodytes troglodytes.

Il virus si trasmette mediante rapporti sessuali non protetti, trasfusione di sangue ed emoderivati, trapianti, scambio di siringhe, allattamento e parto. L’HIV non si trasmette mai con il bacio perchè è un virus fragile cioè sopravvive per poco tempo fuori dall’individuo, necessita sempre di un contatto stretto. All’interno dell’individuo il virus è in grado di legarsi e uccidere i linfociti T helper, cellule del nostro sistema immunitario molto importanti per la difesa dalle infezioni. 

Nel 1981 negli Stati Uniti incominciarono a diffondersi molte forme di polmonite prima rarissime nella popolazione di omosessuali maschi di Los Angeles e poi successivamente in pazienti emofiliaci. Montagnier, noto scienziato e studioso del tempo, intuì l’esistenza di un nuovo virus responsabile di queste insolite malattie a cui diede successivamente il nome di virus dell’immunodeficienza umana acquisita. 

Da quel momento in poi si diffuse una vera e propria epidemia, si stima che al giorno d’oggi 37 milioni di persone risultino infette e 25 milioni siano deceduti a causa di AIDS. Nel mondo si diffuse la paura ma allo stesso tempo l’indifferenza nei confronti di questo pericolo tanto che lo stesso Freddie Mercury pensò fino alla fine che non avrebbe mai contratto il virus.

L’ AIDS

Dopo infezione da HIV il soggetto se non curato sviluppa l’AIDS: in un primo momento ha una malattia simil-influenzale come una mononucleosi infettiva in cui la gola è arrossata, ha tosse e febbre per poi guarire dopo qualche settimana. Segue una seconda fase in cui l’individuo si ammala continuamente ad esempio di tubercolosi, febbre persistente, infezioni batteriche perchè il virus continua a uccidere le cellule menzionate prima.

Infine, una terza fase in cui le infezioni sono molto gravi fino a poter sviluppare tumori nel soggetto a causa delle difese immunitarie molto basse con un valore di linfociti T helper di 200 unità / mm^3 . Negli anni 80/90 le persone morivano di AIDS perchè non riuscivano a combattere le varie infezioni opportunistiche a cui erano continuamente esposti ma fortunatamente in seguito c’è stata una svolta dal punto di vista terapeutico. 

Nel 1996 è stata trovata una cura per cronicizzare l’infezione da HIV senza eradicarla totalmente che ha permesso alle persone di non morire di AIDS ma di convivere con l’infezione. La terapia si basa su farmaci, soprattutto antivirali, che bloccano lo sviluppo del virus nelle nostre cellule. 

Freddie Mercury sconfitto dal virus

””A seguito di enormi congetture sulla stampa, desidero confermare di avere fatto il test per l’HIV e di essere risultato positivo[…] spero che tutti si uniranno a me, ai miei medici e a tutti quelli di tutto il mondo nella lotta contro questa terribile malattia. ””

Ventiquattrore dopo questa dichiarazione, il 24 novembre 1991 il fondatore dei Queen morì di AIDS. Negli anni 80 dopo la conferma delle prime infezioni da HIV, ogni individuo non sapeva a cosa andasse incontro, le modalità di infezione e l’andamento clinico erano ancora sconosciuti.

Lo stesso Freddie Mercury si trovò in un ambiente culturale e sociale del tutto estraneo all’epidemia e indifferente alle possibilità di contagio. 

Nei primi tempi il virus venne associato a una cerchia ristretta di popolazione escludendone il resto ma poi, dopo l’aumento esponenziale di infetti, gli inglesi, americani e non solo presero coscienza della pericolosità del virus  troppo tardi. Tutt’oggi con le nuove cure c’è un’inspiegabile e sbagliata tranquillità nei confronti del virus, le possibilità di infezione ancora esistono e con le terapie si convive ma non si guarisce mai di AIDS. 

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