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Codici a barre e vecchi televisori: scopriamo la musica elettronica del progetto “Electronicos Fantasticos!”

Codici a barre e vecchi televisori: scopriamo la musica elettronica del progetto “Electronicos Fantasticos!”

È musica, ma è fatta da codici a barre e vecchi televisori: la nuova frontiera dell’elettronica è il progetto “Electronicos Fantasticos!”.

Fonte: D Pl su Unsplash

Il progetto nasce nella moderna Tokyo, in Giappone, nel 2015. La mente creatrice è quella di Ei Wada, già noto nel mondo della musica per il suo stravagante utilizzo di tecnologia riciclata (tra cui lettori di codici a barre e televisori a tubo catodico).

“ELECTRONICOS FANTASTICOS!”: CHI, CHE COSA E PERCHÈ DEL PROGETTO

In uno stravagante uso della tecnologia moderna, il gruppo ha ottenuto molta fama grazie alla sua creativa invenzione musicale. Le performances sono stravaganti, così come gli strumenti musicali utilizzati d’altronde. Questo strano genere musicale è stato definito “barcode techno“: non c’è nome più azzeccato.

I principali partecipanti al progetto sono Ei Wada, Sonosuke Yamamoto, Rika Kawashima, Akira Ataka, Maiko Aoyama, Rinichi Washimi e Koki Naka, ma il progetto è andato ben oltre: ad oggi si contano 70 collaboratori, fra ingegneri, designer e semplici amanti della musica, oltre alle centinaia di migliaia di fans che seguono il progetto sui suoi canali social.

Fonte: Bruna Araujo su Unsplash

BARCODE BOARDING E MUSICA DEL POST-MODERNO: L’EVOLUZIONE ELETTRONICA

Il gruppo si esibisce in strabilianti e divertenti show, dove vengono suonati codici a barre stampati su magliette, tendoni, ma non solo: in un range che va dal barcode boarding (dove il rilevatore di codici viene affisso alla base di uno skateboard, che viaggia su un pavimento di linee) a plettri premuti su degli schermi, la musica elettronica sembra aver raggiunto un punto di svolta.

Dalle prime note degli oscillatori elettrici di frequenze di Stockhausen e Berio alla Dubstep della UK garage dei primi anni 2000, la musica elettronica ha conosciuto un panorama molto vario di artisti e strumenti: theremin, sintetizzatori, sono tutti figli dell’ inedito incontro di arte musicale e sviluppo tecnologico.

Riconoscere che, un cosa così intimamente umana come l’arte della musica, possa essere stata affetta dal progressivo avanzamento tecnologico, permette di introdurre il delicato discorso della concorrenza fra uomo e tecnica. Anche la musica non è libera dal progresso, anzi, è alimentata da esso. Oltre ad essere una valvola di sfogo, e quindi profondamente intricata nella sfera di tutto ciò che riguarda l’uomo – per questo, infatti, la musica non sarà mai “fuori moda” – si può trasformare in uno strumento per osservare attivamente il cambiamento dell’uomo nel panorama postmoderno.

LA CONDIZIONE POSTMODERNA E LA CO-DIPENDENZA DELL’UOMO CON LA TECNOLOGIA

In sintesi: postmoderno sarebbe il mondo che abita l’uomo digitale, il mondo oltre il moderno. Sarebbe il posto dove l’uomo nietzschiano avrebbe dovuto avverarsi, dove le conseguenze del progresso scientifico diventano talmente tanto intricate nella sfera umana d’azione (in parole povere, dove la tecnologia si fa quotidianità e così il contrario) da diventare inscindibili. Uomo e tecnologia sono ormai la stessa cosa: non sono più separabili, anzi, sono co-dipendenti. Le visioni dei grandi filosofi del Novecento, aprendo la critica alla società occidentale del tempo, hanno dato inizio a quella che, a tutti gli effetti, è definibile “filosofia postmoderna“.

La “condizione postmoderna” di Lyotard è uno dei grandi esempi di visione filosofica critica di un mondo sempre più tecno-scientifico, dove il positivismo del secolo precedente non può più essere sostenuto. Per la filosofia postmoderna, si deve radicalmente mutare il proprio pensiero: dapprima eliminando fondamenti dogmatici ed accettando il crollo dei fondamenti proposto da Nietzsche, in secundis rifiutando una ragione che sia esclusivamente tecnologica e sempre volta al progresso.

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