Il Superuovo

Dante e “Attack on Titan”: sveliamo la riflessione fatta nell’Inferno riguardo le mura dei giganti

Dante e “Attack on Titan”: sveliamo la riflessione fatta nell’Inferno riguardo le mura dei giganti

Nel trentunesimo canto dell’Inferno dantesco il vate scopre l’esistenza di mura composte da giganti. Lo stesso elemento si ritrova in una delle opere anime più importanti di questo decennio.

Ne L’Attacco dei giganti l’umanità sopravvissuta è stata circondata entro mura altissime che hanno lo scopo di proteggere i sopravvissuti dai giganti. Alcuni, come si scopre nel primo episodio, sono però più grandi della muraglia stessa e riescono a distruggerla.

Le mura costituite da giganti

In Attack on titan i giganti sono creature pericolose che mangiano gli uomini; andando avanti nella storia si scoprirà che alcuni di loro hanno il potere di indurirsi fino a divenire di pietra. Questa abilità consente loro di proteggersi fino a creare una barriera protettiva impossibile da scalfire con armi da taglio. I protagonisti capiranno che proprio alcuni di questi costituiscono le mura di protezione della città; molto tempo prima alcuni dei giganti hanno infatti formato un cerchio protettivo attorno alla città, intrecciando le braccia fra loro. Dopo hanno sprigionato contemporaneamente il loro potere di indurimento: pian piano la corazza ha rivestito le loro figure, formando quelle alte mura che per molto tempo si credevano essere state costruite dagli antenati degli uomini sopravvissuti.

Le torri di Dante

Camminando al fianco di Virgilio, dopo aver attraversato l’ultima cerchia delle Malebolge, Dante si ritrova ad ammirare in lontananza delle alte torri. Subito la sua guida lo mette in guardia: quelle che sembrano delle mura sono in realtà creature viventi. Si stanno infatti avvicinando al Pozzo dei giganti, dove queste creature sono disposte attorno all’argine a testa in giù. Il poeta prova paura man mano che si avvicina; per tutto il tragitto continua il paragone tra queste creature e le mura di Monteriggioni coronate da delle imponenti torri. Così come, una volta arrivato, concluderà il paragone notando come sull’orlo del pozzo torreggino i giganti. Per tutto il canto si insiste su questa metafora, evidenziando l’altezza e la grandezza di queste figure mitologiche. I critici si dividono nelle loro tesi; c’è chi dice che siano peccatori, mentre altri prediligono la teoria che li vede come guardiani della prossima cerchia. Anche in questo secondo caso si ritrova la funzione di protezione, in collegamento alle mura. Proprio come avviene in Attack on Titan.

Nembrot, Briareo e Anteo

Dante nel corso del canto si ritrova ad interagire con alcuni dei giganti presenti nel Pozzo. Tra questi compare per primo Nembrot, che sembra avere qualche analogia con il Gigante Bestia dell’opera giapponese. Questo gigante difatti non sembra essere dotato di parola, esprimendosi solo tramite urla frastornanti. Zeke attraverso queste grida, durante la sua trasformazione in titano, ha l’abilità di risvegliare il potere dei giganti entro gli Eldiani.

Briareo è definito “smisurato”: la stessa caratteristica attribuita al Gigante Colossale. Solo lui per la sua altezza è infatti capace di sovrastare le immense mura che proteggono la popolazione, rendendolo in grado di scavalcare senza troppe difficoltà l’immenso ostacolo. Causa, non a caso, della distruzione delle stesse assieme al Gigante Corazzato.

Anteo infine viene definito in grado di parlare, come accade al Gigante Carro manovrato da Pick. Lei è l’unica capace di mantenere la capacità del linguaggio quando si trova all’interno della creatura, come si è potuto vedere nella prima puntata dell’ultima stagione uscita da pochi giorni.

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