Il Superuovo

Ciechi per scelta, tra legge e coscienza dall’Antigone a Black Mirror

Ciechi per scelta, tra legge e coscienza dall’Antigone a Black Mirror

La decisione di prendere posizione o essere fiori da parete, eseguire gli ordini o essere umani?

Le leggi da seguire sono chiare: non contrastare le leggi stesse e chi le formula. Il problema arriva quando entra di mezzo la coscienza, la consapevolezza di leggi più alte di quelle degli uomini. Quali seguire allora?

La legge è uguale per tutti, perché dubitarne?

Non sempre siamo al corrente delle leggi del nostro stato. La legge è legge. Punto. Perché contrastarla se tutti la seguono? Prendiamo ad esempio il bando emanato da Creonte riguardo ai familiari di Antigone: ad uno è concessa la sepoltura, all’altro no. Pena la morte se qualcuno prova anche solo a concedere le onoranze funebri all’ uno dei due a cui non è permesso nemmeno un singhiozzo in favore. Nonostante quella dell’antica Grecia sia un’epoca lontana dalla nostra, possiamo ben comprendere il dolore dell’eroina tragica nell’ascoltare questa legge. Come può lei, sorella dell’uomo insepolto, lasciare che quest’ingiustizia sia rispettata? Non è forse diritto di un uomo essere sepolto come tutti gli altri? Non meritiamo tutti lo stesso trattamento, la stessa riconoscenza in quanto uomini, al di là dei nostri limiti, dei nostri difetti, malattie?

Non la pensa così il mondo distopico in cui è ambientato il quinto episodio della terza stagione della celebre serie tv Black Mirror. Stripe, soldato dell’esercito, è ingaggiato per sterminare i parassiti che da tempo invadono le città abbandonate del suo paese, in modo da consentire sicurezza al genere umano. Stripe fa il suo lavoro con grande dedizione, eliminando quanti più parassiti riesce. O così accade fino a quando qualcosa va storto nel siero che gli viene somministrato. Il siero, un giorno, smette di funzionare.

Ciechi per scelta, quando la legge vince la coscienza

La questione si fa seria. quelli che Stripe credeva parassiti, in realtà non sono altro che uomini. Come i suoi superiori. Come lui. E proprio al soldato viene data la scelta: continuare ad ucciderli. Il problema è: con o senza l’aiuto del siero per mascherare il fatto che dall’altra parte del suo fucile c’è un essere umano, con i suoi stessi diritti, pensieri, paure? Stripe si trova davanti ad un bivio a cui fa paura la risposta che ognuno di noi darebbe al suo posto. In questo caso la legge va oltre i limiti umani, contro natura, e tutto quello che Stripe può fare è accettare come stanno le cose. Non pensa nemmeno a ribellarsi, ad ascoltare i suoi pensieri. Il soldato non lascia spazio alla sua natura umana, educato da sempre a vedere i parassiti come mostri che credeva lo volessero sbranare, quando in realtà erano donne, bambini, indifesi davanti alla brutalità del mondo in cui si trovavano a vivere, causa la scarsezza di alimenti. Uccidere per non morire. Stripe sceglie di riprendere il siero e, come una macchina, eseguire gli ordini come aveva sempre fatto, chiedendo inoltre di dimenticare la vera natura dei suoi nemici.

“Passerò più tempo coi morti che coi vivi”

Al contrario del soldato, l’eroina classica non riesce a zittire le sue passioni, i suoi sentimenti. Non può venir meno al suo essere umana, non può mettere la legge prima di se stessa. E come potrebbe? Lei sa che andando contro il bando del re va incontro a morte certa, ma non è quello che la preoccupa di più. Ciò che la spaventa maggiormente è la sorte del suo spirito, non del suo corpo. La scelta allora viene facile e automatica: piuttosto che sacrificare i propri principi decide di lasciare che la isolino in  fondo ad un pozzo, a morire dei fame.

Ora, a distanza di anni dalla scrittura dell’Antigone ci può sembrare strano, quasi impossibile questo scenario. Eppure come possiamo vedere in Black Mirror in realtà non è così lontano come pensiamo. Ciò che questa serie tv riesce sempre a fare è farci riflettere sulle nostre posizioni, su ciò che avremmo potuto fare ma che abbiamo deciso di rimandare o addirittura ignorare. La scelta di Will ha causato la disfatta di centinaia di persone. La sua opinione, la sua coscienza non dico che avrebbe potuto cambiare il mondo (così come quella di Antigone), ma aveva la possibilità di cambiare se stesso. Quante volte, anche nel mondo di oggi, rinunciamo alle nostre passioni, ai nostri desideri, a dire la nostra per paura di uscire dagli schemi. Ad oggi, sono pochi coloro che decidono di andare controcorrente piuttosto che contro natura.

 

 

 

 

 

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