Ciao Ezio! Bosso, Leopardi e Montale alla scoperta del valore poetico e conoscitivo della musica

Nel doloroso addio al grande musicista Ezio Bosso, le parole di Leopardi e Montale evidenziano l’immenso valore della musica

E. Bosso; fonte: “Il Corriere della Sera”

“Sono un uomo con disabilità evidente in mezzo a tanti con disabilità nascoste”: è una delle frasi di Ezio Bosso che più colpiscono al cuore i suoi ascoltatori. La notizia della sua morte avvenuta lo scorso 15 maggio sancisce la perdita di uno dei più grandi talenti sullo scenario musicale degli ultimi anni. La musica come ninfa vitale e come porta sull’infinito secondo le note dell’artista e le parole di Leopardi e Montale. Un omaggio ad uno dei più grandi artisti contemporanei, al genio musicale che a Sanremo paragonò la musica ad una magia: il direttore d’orchestra non è altro che un mago con la sua bacchetta che si appresta a creare l’incantesimo.

Musica e vita

Quanta forza può dare avere uno scopo per cui vivere, un filo conduttore che accompagna l’intera esistenza? Ezio Bosso è stato testimone di quanto l’amore per la musica possa rendere l’individuo forte al punto tale da poter affrontare la battaglia più grande: quella del rimanere in vita e di farlo senza abbattersi. In una lotta costante contro stereotipi sociali che vedono il mondo della direzione d’orchestra secondo un’ ottica classista che ne blocca l’accesso a persone di estrazione sociale medio-bassa, tra cui lo stesso Ezio. Un talento tanto grande, però, non poteva passare inosservato e ha iniziato a studiare musica quando aveva quattro anni. Compositore, pianista e direttore d’orchestra nei principali teatri del mondo, ha conquistato innumerevoli premi e ha dato vita alla colonna sonora del film “Quo vadis, baby” di Salvatores. Nel 2019 gli è stata conferita la cittadinanza onoraria a Roma e nel corso degli anni ha insegnato a Parigi e persino in Giappone. Insieme all’amico e collega Claudio Abbado ha perseguito l’impegno per creare l’ “Associazione Mozart14” per promuovere la musica nei posti di sofferenza come carceri ed ospedali per dare confronto nel modo che gli riusciva meglio.

E. Montale

Il legame sinfonico tra gli uomini e il mondo

Nella sezione “Movimenti” appartenente alla raccolta “Ossi di seppia” Eugenio Montale delinea la musica come un’essenza assoluta e priva di concretezza che permette di avere l’illusione di un accordo, di un’armoniosa sinfonia che permette di idealizzare un’illusoria coesistenza “pacifica” tra l’Io e il mondo. Il legame tra poesia e musica è strettissimo e consente di avere l’impressione di unione e continuità, di riappacificazione temporanea tra due elementi concreti e in perenne conflitto. Secondo il maestro Bosso la musica è ciò che tiene in vita quell’esistenza che non è mai noiosa proprio a causa della malattia stessa. Nel 2011, infatti, l’uomo scopre di essere affetto da una patologia degenerativa che lo ha costretto nel 2019 a smettere di suonare a causa della paralisi di due dita. Dalle parole di Bosso emerge il suo profondo amore per la musica, quel tepore ineguagliabile che solo la melodia è capace di infondergli. Essenziale è sempre stato il contatto con il pubblico, il supporto emotivo legato a quello scroscio di applausi, a quell’affetto profondo e sincero di quanti sono rimasti incantati ascoltando le sue note. La quarantena dovuta al COVID-19 è stata per lui distruttiva e riecheggiano ancora le sue parole di speranza, di attesa di quella agognata libertà quando avrebbe potuto finalmente rivedere la luce del Sole e abbracciare gli affetti. Le cose, però, sono andate in modo diverso e lo scorso 15 maggio, a soli 48 anni, il suo cuore ha smesso di battere. La sua vita si è interrotta ma la sua sinfonia continuerà a suonare nei nostri cuori.

G. Leopardi

La chiave d’accesso per l’Infinito

Il valore della musica è da sempre stato apprezzato dai poeti di tutti i tempi. In alcuni frammenti dello Zibaldone l’autore recanatese riflette sul concetti di poesia identificandolo come il modo attraverso cui l’inividuo riesce ad accrescere la propria vitalità e ad esprimere sé dando voce al suo cuore e al suo animo. La lirica, soprattutto nella sua struttura classica, è la più spontanea rappresentazione della natura, è la manifestazione dei sentimenti interiori, la forma di comunicazione più diretta di “quella tempesta, quell’impeto” che devono commuovere e rendere sensibile il lettore. La lirica, dunque, consente agli uomini di accedere al “Vago”, al “Ricordo” e all’ “Infinito”. Leopardi, inoltre, enfatizza il valore poetico della musica pura, senza contenuti, libera da qualsiasi elemento che possa contaminarne le capacità comunicative: la melodia seduce l’anima dell’individuo, trasportandola nell’indeterminato, permettendole attraverso sensazioni inesplicabili di sfiorare l’Infinito.

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