Perché gli Asiatici hanno gli occhi a mandorla? Nuovi studi approfondiscono le loro influenze genetiche

Gli studi genomici possono darci indizi per svelare la storia dell’Asia Orientale

Studi sui genomi di persone asiatiche contemporanee e su persone presenti in Asia migliaia di anni fa rivelano collegamenti tra abitanti cinesi fino al Sud Pacifico e abitanti costieri

Lo studio

Il genetista Qiaomei Fu insieme al suo team presso l’Istituto di paleontologia e paleoantropologia dei vertebrati di Pechino ha analizzato 24 genomi di persone che vivevano nell’Asia orientale tra i 300 e i 9500 anni fa, antenati dell’odierna popolazione cinese. La prima cosa che ha evidenziato lo studio è che tra i 10 mila e i 6 mila anni fa le persone del nord e sud asiatico erano geneticamente distinte ma nel tempo hanno iniziato a mescolarsi. I cinesi contemporanei sono geneticamente più vicini ai loro antenati che vivevano nelle zone settentrionali e, anche se di meno, con gli antichi Fujiani. Non si riesce ancora a conoscere l’età precisa di questo mescolamento ma i ricercatori pensano che possa essere avvenuto nel tardo Neolitico, quindi verso i 5 mila o 4 mila anni fa. Questo potrebbe essere un’importante scoperta anche per ricostruire le attività di questa popolazione, probabilmente allora la caccia e l’agricoltura ha visto l’influenza di due culture prima di allora diverse. Lo studio è arrivato più a fondo, ipotizzando che i neolitici che vivevano vicino alla costa della Cina condividevano alcuni antenati con le popolazioni costiere del sud-est asiatico e Giappone. Questo potrebbe farci capire che le prime popolazioni asiatiche di sono stabilite per la prima volta lungo le coste del’Asia Orientale. Inoltre si è scoperto che individui neolitici de, Fujian e delle isole dello stretto di Taiwan erano strettamente legati alle antiche popolazioni dell’isola di Vanuatu, nella remota Oceania. Precedenti ricerche avevano già scoperto la diffusione di antenati dell’Asia orientale in Oceania e questo nuovo studio ha contribuito a scoprire quale popolazione in particolare dell’Asia effettuò questa diffusione, cioè la popolazione della Cina meridionale.

Influenze Asiatiche

Lo studio sopracitato è un esempio di come la scienza, in particolare la genomica, permetta oggigiorno di avere risposte sui dilemmi del passato, sulle origini di culture, sulle origini di popolazioni e di come queste ultime si siano influenzate a vicenda, rispondendo ai come e ai quando. La scienza che studia come l’eredità genetica si trasferisca alla progenie e di conseguenza che permette di risalire con un ragionamento a ritroso alle origini di alcuni caratteri è la genetica delle popolazioni. Questa branca tiene presente innanzitutto del pool genetico di quella determinata popolazione, ovvero delle caratteristiche genetiche che identificano quella popolazione. Altri studi hanno rivelato che rispetto all’Europa alcuni gruppi di persone Asiatiche presentano ancora una forte presenza di segmenti genetici antichi, probabilmente per il fatto che la mescolanza di popolazioni e le influenze tra loro sono arrivate molto prima in Europa che in Asia, non lasciando il tempo alle popolazioni asiatiche di mescolarsi e di diluire i segmenti genici. Durante l’età del bronzo un’ondata migratoria della popolazione cinese arrivò in Birmania, in Vietnam e Thailandia e poiché questi popoli erano poco simili dal punto di vista genetico le contaminazioni genetiche cinesi sono tutt’oggi abbastanza evidenti. L’uomo, come d’altronde tutti gli organismi, si adatta all’ambiente in cui vive e questo si riflette anche nella sua genetica. Infatti la caratteristica più evidente delle popolazioni asiatiche sono gli occhi a mandorla, ereditati dai loro antenati di circa 25 mila anni fa che migrarono in Siberia dove per proteggersi dal vento freddo e dal riflesso del sole sul suolo innevato avevano bisogno di chiudere e affusolare gli occhi, un comportamento che col passare del tempo ha portato a cambiamenti genetici molto conservati nelle popolazioni successive.

La genetica per comprendere la storia

Ma cosa sono i geni? Un gene è una porzione del nostro DNA che ha come prodotto finale una proteina o un RNA. Esistono tanti geni diversi che danno espressione a tante proteine diverse, l’insieme e le interazioni di queste proteine comporta l’espressione di un carattere, tipico di quella persona e, se mantenuto, di quella popolazione. Le cose però sono un po’ più complicate di così. Nel corso del tempo l’uomo è stato soggetto a mutazioni che hanno cambiato alcune sequenze di DNA e di conseguenza tutti i meccanismi a cascata che ne consegue, fino a raggiungere caratteri differenti tra le popolazioni. Infatti ciò che determina le caratteristiche di una persona non è soltanto la sua eredità genetica ma anche l’ambiente in cui vive, i così detti fattori fenotipici. Inoltre i geni presentano delle varianti, definite come alleli, due persone hanno lo stesso gene ma un allele diverso, cioè una variante diversa di quello stesso prodotto, sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo. Ciò vuol dire che la trasmissione di quel gene è anche soggetta a queste varianti. Alcuni alleli sono dominanti, come ci fa intuire la parola è l’allele che si esprime dal punto di vista fenotipico nell’individuo, mentre altri sono recessivi, cioè che non compaiono nel fenotipo, ma non per questo non ci sono, anzi, essi in possono essere “visibili” nel momento in cui l’allele recessivo fa coppia con un altro allele recessivo del gene portato dal partner(carattere omozigote recessivo). Inoltre la maggior parte delle volte i caratteri come la forma degli occhi, della bocca ecc è determinato da più alleli, portando ad un’enorme variabilità. Ci sarebbe molto altro da dire su come i caratteri si tramandano, ma la cosa interessante da comprendere è la connessione che tutti abbiamo in qualche angolo del nostro genoma con qualunque altra persona ed essere vivente su questo pianeta, deriviamo da persone che facevano parte dello stesso popolo o da persone che si sono congiunte anche se facente parte di popoli di aree geografiche molto distanti. Siamo frutto di una contaminazione tra popolazioni con caratteri di ogni tipo, e per questo ognuno di noi è unico nella sua diversità e diverso in un unico popolo tutto uguale.

 

 

 

 

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