Alan Williams, filosofo morale, è l’ideatore dei QALY (Quality Adjusted Life Years). E’ davvero possibile valutare la qualità di una vita umana?

Inio Asano, col racconto Tempest, ha provato a rispondere a questa complessa domanda.

Quantificare l’esistenza in QALY

La teoria di Alan Williams si basa su un principio tanto semplice quanto discutibile: trovare un’unità di misura per le nostre esistenze.

Non abbiamo manuali d’istruzione esistenziale, né dogmi etico-religiosi che vadano bene per tutti. Ogni essere umano ha le proprie esigenze, e la propria idea di ‘vita buona’. Cosa succederebbe, allora, se una teoria ci piombasse sulla testa, e con una serie di calcoli, di stampo salutistico-emotivo, ci desse il conto della nostra vita?

sottoponendola ad estrema sintesi, infatti, è all’incirca questa l’idea di Williams. Un progetto che ci consentirebbe di snellire i processi ospedalieri. Avremmo meno difficoltà nel scegliere chi salvare, in caso di risorse insufficienti. Basterebbe calcolare i punti qualità che la vita di ciascun paziente raggiunge, o potrà raggiungere, a cure eseguite. Ma è davvero questo che vogliamo? Cosa ne sarà della tutela degli anziani?…e soprattutto: le loro vite valgono meno della vita di un giovane? Gli anziani non hanno il diritto ad una vita felice?

Inquinamento senile

Inio Asano, fumettista nipponico trentanovenne, ha scritto e disegnato diversi racconti, decisamente penetranti. Uno di questi, Tempest, presente nel volume Inio Asano Short Stories, ci aiuta  a riflettere sulla tematica qui proposta.

Tempest narra di un Giappone distopico. In città, solo le fasce d’età under-60 hanno la carta dei diritti umani.

Una volta superata la soglia di mezz’età si inizia ad esser visti come minacce, come assorbi-risorse. Nascono, quindi, molti centri per anziani. In questi luoghi, i più attempati lottano a suon di esami, per accappararsi gli ultimi brandelli di diritti rimasti. Se non riescono nell’impresa, vengono espulsi e lasciati in balia di sé stessi, privi di soldi o documenti. La loro vita diviene una vita parassitaria, dove anche occupare una panchina al parco è un gesto fuorilegge.

Nessuno ha compassione per l’anziano medio, anzi, molti cittadini vogliono sbarazzarsi del cosiddetto Inquinamento senile.

Leggi giuste o ingiuste

Queste dinamiche sono rese possibili dalle nuove leggi applicate dal primo ministro tokyense. Quest’ultimo non si cura delle critiche mosse dagli oppositori. Egli è convinto del proprio progetto Pro-Giovani ed Anti-Anziani. Ribellarsi non serve a nulla: un anziano rivoltoso verrà ucciso, o dagli addetti comunali, oppure da un comune giovanotto.

La maggior parte delle persone accettano queste condizioni, apprezzando l’operato del sindaco. A questo proposito, si apre uno spiraglio di riflessione: è sufficiente l’appoggio della maggioranza affinché una legge sia legittima? E’ un atto di giustizia, quello di rispettare la legge, anche quando quest’ultima sembra violare de diritti fondamentali, non scritti?

Inio Asano, riempiendo le sue tavole di gamme di grigi, sembra dirci che no, non è giusto applicare leggi in questo modo; non è umano, aderire a certi tipi di norme. Ma noi, da che parte stiamo?

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

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