Re leone, Pinocchio e Gobbo di Notre-Dame: la letteratura che ispira il mondo Disney

Il re leone, Pinocchio e Il gobbo di Notre-Dame: vediamo insieme il caso di tre intramontabili classici Disney ispirati alla letteratura.

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Diciamoci la verità, a tutti piace tornare bambini di tanto in tanto. La Disney è un punto fermo della nostra infanzia, e ancora oggi la maggior parte di noi usa la ‘scusa del fratellino/cuginetto/nipotino’ per andare al cinema a vedere l’ultimo prodotto della nota multinazionale statunitense. Che si tratti del classico cartone animato, un live-action o dell’ennesimo film sull’universo Marvel, ce n’è proprio per tutti i gusti. In particolare, oggi vedremo tre casi in cui la letteratura ha occupato un ruolo di primaria importanza nell’impero Disney, diventando la prima fonte di ispirazione per grafici e sceneggiatori.

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C’è del marcio nella savana

Un malvagio zio usurpatore e fratricida, che ricorre a sotterfugi e intrighi di potere, disposto a tutto pur di plasmare il mondo a proprio piacimento. Vi ricorda qualcosa? In effetti, non tutti sanno che il famosissimo Re Leone non è altro che un adattamento di Amleto, masterpiece shakespeariano per eccellenza. Ovviamente, salta subito all’occhio l’analogia tra i due antagonisti della situazione: Claudio, re di Danimarca, cospira nell’ombra per ottenere il potere del fratello, esattamente come Scar. In entrambi i casi, lo zio si appropria del regno che spetterebbe al nipote, in seguito alla tragica morte ‘accidentale’ del sovrano.

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Quindi, ritroviamo nel Re Leone uno dei capisaldi del teatro shakespeariano, ovvero l’idea che potere e ruolo politico di rado possano convivere con la sensibilità morale. L’autore elisabettiano infatti è solito lanciare diverse frecciatine alle autorità governative del suo tempo, e proprio per questo motivo Amleto risulta sempre più attuale che mai. Senza contare l’onnipresente simbolismo riguardante la sfera naturale e divina: ‘chi e’ vivo morirà, passando dalla natura all’eternità‘. Queste parole, tratte dall’opera shakespeariana, non possono che farci pensare al volto di Mufasa incastonato tra le stelle, mentre indica la via ad un giovane e inesperto Simba.

 

L’american dream di Pinocchio

Forse non sarà tra i personaggi Disney più amati di oggi, ma indubbiamente può essere considerato una pietra miliare della cinematografia Disney. Uscito nel 1940, Pinocchio è il secondo lungometraggio della casa produttrice statunitense (il primo, per chi se lo stesse chiedendo, fu Biancaneve e i sette nani). È noto a tutti il fatto che quest’ultimo sia una trasposizione animata de Le avventure di Pinocchio, romanzo del fiorentino Carlo Lorenzini, in arte Collodi. Nell’adattamento disneyano vengono ovviamente apportate delle modifiche per adattare la storia ai ‘palati’ dei più piccoli. Ad esempio, il burattino è notevolmente umanizzato e il grillo parlante diventa un vero e proprio narratore della storia, con tanto di morale finale. Inoltre, le atmosfere a volte tetre create da Collodi vengono smorzate dall’ottimismo dell’american dream, elemento tipicamente disneyano. Il risultato di queste accortezze è un prodotto sicuramente ‘edulcorato’, ma anche più fruibile per il pubblico.

 

Il re della cattedrale

Questo caso è molto simile al precedente. Difatti, anche qui ci si basa su una storia scritta da un grande romanziere, il francese Victor Hugo. Pubblicato nel 1831, Notre-Dame de Paris ha rivoluzionato la concezione di romanzo storico. La storia si incentra su tematiche mature come la lotta tra bene e male, il genocidio e la possibilità dell’esistenza di una dannazione eterna. Forse proprio per questo la trama è una delle più cupe mai affrontate dalla Disney. Distribuito negli States a partire dall’estate del 1996, Il gobbo di Notre-Dame ridona vita al campanaro deformato della cattedrale parigina, ponendo particolare enfasi sulla sua innata bontà.

(AWARDSTODAY)

L’adattamento disneyano del romanzo di Victor Hugo è riarrangiato in modo da poter essere apprezzato da un pubblico ampio, in primis ovviamente bambini. Gli sceneggiatori decidono di dare maggiore spazio all’intraprendente capo delle guardie Febo, e al tempo stesso applicare qualche modifica al personaggio di Frollo. Infatti, se nel romanzo di Hugo lo ritroviamo Arcidiacono della cattedrale, nel classico Disney Frollo è soltanto un giudice. Nonostante i cambiamenti applicati, gli scenari affascinanti e una colonna sonora candidata a Oscar e Golden Globe, il risultato è quello di un classico Disney in parte dimenticato. Infatti, Il gobbo di Notre-Dame a suo tempo ebbe un discreto successo, ma oggi non è particolarmente amato dai più piccoli, spesso spaventati dalla lugubre storia di Quasimodo.

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