Chi sono i Latinos statunitensi? Ce lo spiegano i personaggi di Jane the Virgin

Sentiamo spesso parlare di ‘latinos’, ‘ispanici’ e ‘sudamericani’, ma sappiamo davvero che cosa intendiamo? Scopriamolo servendoci di Alba di Jane the Virgin.

Spesso sentiamo parlare di latinos nel contesto americano, ma molte volte non siamo consapevoli della realtà che circonda questa minoranza etnica, sempre più influente negli equilibri nazionali. E’ molto difficile risalire alle dinamiche sociali, politiche, economiche e culturali reali, ma possiamo cercare di fare un’analisi del fenomeno, servendoci anche delle protagoniste della serie tv Jane the Virgin, di origine venzuelana. Tentiamo di comprendere il contesto in cui questa etnia è costretta a vivere, sia per quanto riguarda la scarsa istruzione superiore, sia per la difficoltà nell’ottenere la cittadinanza, che per la quasi impossibilità di sottoscrivere un’assicurazione sanitaria, fino all’esaminare l’altissimo grado di devianza giovanile.

Jane the Virgin: la famiglia Villanueva

Bilinguismo, personaggi eccentrici, atmosfera da fiaba: sono tutti gli ingredienti della fiction americana Jane the Virgin. Essa si incentra sulla vita della famiglia Villanueva, formata da tre donne forti e indipendenti nelle loro fragilità: la saggia capostipite Alba, la sua scanzonata e ribelle figlia Xiomara e la sua dolce e sognatrice nipote Jane. Nonostante abitino in pianta stabile in una cittadina della Florida da prima della nascita di Xiomara, le tre sono ancora molto attaccate alle proprie origini venezuelane, soprattutto la nonna, emigrata illegalmente dal Sud America in giovanissima età, con il suo defunto marito Mateo. Il tema della cittadinanza statunitense rimarrà importante fino alla quarta stagione e costituirà infatti un filo narrativo secondario, spesso ripreso nella trama. Alba, invisibile al sistema burocratico americano, vive nella continua paura di un controllo del dipartimento di polizia anti-immigrazione e di occasioni in cui sia necessario mostrare un documento: diverse volte rifiuta di recarsi in ospedale o in una caserma, in quanto si sarebbe notata la sua condizione irregolare. Ciò continua fino a quando le altre donne Villanueva, entrambe nate negli Stati Uniti e quindi dotate della green card, si trasferiscono in altri appartamenti con i rispettivi consorti: per mantenere la casa, Alba deve intestarsi come proprietaria con un documento valido. Da qui inizia il suo lungo calvario per prepararsi al test governativo, che grazie all’aiuto della famiglia supererà a pieni voti, divenendo un’autentica cittadina americana. Un successo non da poco, considerando le sue abitudini ancora pienamente venezuelane: parla in spagnolo, mastica poco inglese e con un forte accento, è una fervente cattolica con il culto della famiglia e dell’integrità fisica e morale, ancora profondamente innamorata del marito, morto molti anni prima. Tutta il contrario è Xiomara: donna spigliata, libertina e sexy, rimasta incinta appena sedicenne di Jane. Nonostante non sia più una teenager, continua a vestirsi provocante e ad avere vari flirt, pur essendo un’ottima madre. Jane è una ventitreenne sognatrice e romantica, che sogna di fare la scrittrice. Al contrario di Xiomara, che rinnega le proprie origini, la protagonista ne è orgogliosa, essendo anche molto credente, tanto da rispettare il voto di verginità fino al matrimonio.

Latinos, ispanici, sudamericani: breve guida pratica

Sono tanti i termini veicolati dai media per descrivere la condizione di chi, emigrato dall’America del Sud, vive stabilmente negli Stati Uniti: spesso queste parole sono confuse fra loro ed usate erroneamente, andando a descrivere un quadro non realistico che peggiora le discriminazioni preesistenti, i pregiudizi e che complica un’oggettiva comprensione del fenomeno. Iniziamo proprio con questo importante distinguo. I latinos, o sudamericani, sono le persone provenienti da una qualsiasi delle Nazioni sudamericane, siano esse di lingua spagnola o meno (argentini e brasiliani sono entrambi latinos e sudamericani, per esempio, nonostante i primi siano ispanofoni e i secondi portogofoni); gli ispanici sono invece individui originari di un qualunque Paese di lingua spagnola, sia esso in America o in Europa (fondamentalmente, uno spagnolo e un colombiano sono entrambi ispanici, seppur provengano da due continenti differenti). La minoranza latina è una delle più importanti, radicate e numerose negli USA, contando ben 23 milioni di membri registrati negli ultimi censimenti, cifra però sicuramente inferiore alla realtà dei fatti, a cause delle tante persone poste nella stessa situazione di Alba di Jane the Virgin. In alcune città, come per esempio Miami o Los Angeles, i latinos costituiscono ben il 45% della popolazione, sorpassando di dieci punti percentuali i bianchi e di venticinque i neri. La comunità è però in costante crescita, portando diversi problemi sia a livello politico-economico, che a livello culturale e sociale fra i cittadini americani e nelle istituzioni a stelle e strisce.

Quarto grado ai latinos statunitensi

Cercando di non generalizzare troppo ed erroneamente, cerchiamo ora di tracciare un profilo ideale di un normale latino abitante negli Stati Uniti. Sebbene i sudamericani immigrati siano distribuiti in tutte le classi sociali, spesse volte appartengono alle fasce più umili e dal reddito più basso. Ciò li porta a vivere nei quartieri meno abbienti delle grandi città, dove spopolano le gang di latinos, spesso rivali delle gang afroamericane: sono estremamente comuni le notizie di scontri, vendette e rivendicazioni da parte di queste due fazioni, che lasciano i sobborghi nella paura. E’ ancora oggi molto diffusa la scarsissima conoscenza dell’inglese: buona parte degli ispanici continuano a parlare la loro lingua madre sia in famiglia, che in contesti relazionali e alle volte istituzionali. Negli ultimi anni è nato però lo spanglish, fenomeno linguistico mescolante grammatica, sintassi e terminologia spagnola e inglese-americana: il risultato è una conoscenza spesso imperfetta di entrambi gli idiomi e una difficilissima comprensione da parte dei cittadini americani. Parlando di istruzione, la maggior parte dei latinos si ferma alla scuola superiore; pochissimi proseguono con studi accademici, vista anche la carente situazione economica e lo scarso livello delle high school dei quartieri ispanici. Solamente una ristrettissima parte di essi detiene un’assicurazione sanitaria e ancora oggi i ruoli istituzionali e politici ricoperti da sudamericani si aggirano su una percentuale misera. Ancora aperto rimane il problema della cittadinanza americana e dell’immigrazione irregolare: nell’attesa che molte altre Alba vengano finalmente regolarizzate, aspettiamo ulteriori leggi su questi temi caldi, divenuti bollenti nell’epoca della presidenza Trump.

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