La quarta stagione della serie televisiva vedrà l’introduzione di un nuovo personaggio: Margaret Thatcher, figura emblematica per la storia della Gran Bretagna.
The Crown 4 sarà disponibile sulla nota piattaforma di streaming a partire dal 15 novembre. Nata da un’idea del drammaturgo Peter Morgan, The Crown è ad oggi una delle serie maggiormente viste su Netflix e possiede un ampio apprezzamento da parte del pubblico e della critica. La nuova stagione racconterà gli eventi compresi fra il 1979 e il 1990, anni cruciali per la Gran Bretagna. In particolare, il recente trailer vede la presenza di un nuovo personaggio le cui scelte si incroceranno con quelle della regina Elisabetta II, ovvero Margaret Thatcher. Nel seguente articolo ripercorreremo le gesta e il pensiero politico dell’Iron Lady.
Una donna governa la Gran Bretagna
Margaret Thatcher divenne primo ministro della Gran Bretagna il 4 maggio del 1979. Fu al contempo anche la prima donna ad ottenere la carica di primo ministro in Europa. Apparteneva ad una famiglia di ceto medio. Il padre, Alfred Roberts, esercitava la professione di droghiere. Dopo il matrimonio con l’imprenditore e militare briannico Denis Thatcher, prese il cognome del marito. Margaret Thatcher studiò chimica all’università di Oxford e in seguito decise di intraprendere la carriera politica. Sebbene all’inizio non ottenne grande successo, la sua personalità embletica e le sue spiccate doti di leadership le permisero di influenzare a poco a poco il Partito Conservatore britannico. Di fatto ne capitalizzò il potere, mettendone in discussione la sua tradizione paternalistica. Vinse le elezioni attirando a sè il consenso dei backbenchers, ovvero i parlamentari di secondo piano, che la riconobbero come loro rappresentante. La Thatcher era vista come un outsider dall’estabilishment aristocratico in quanto donna ed appartenente al ceto medio. Si impegnò nell’attuare incisive politiche economiche, cambiando nettamente la società britannica.

Il Thatcherismo idealizzò gli ideali vittoriani
Negli anni Sessanta si assistette alla rinascita del pensiero liberale in Gran Bretagna. La Thatcher fu abile a reinterpretare tali ideali, sintetizzandoli nel suo progetto politico e dando vita al thatcherismo. Si dimostrò a favore del libero mercato e alla riforma del settore pubblico. Il suo modo di fare politica non fu mai volto ad ottenere un compromesso. Basti pensare che nel 1984, non concesse nulla ai minatori britannici in seguito allo sciopero da loro organizzato. Il thatcherismo non fu solo un’ideologia volta a rilanciare l’economia britannica, ma si concentrò anche sulla riaffermazione dei valori morali che caratterizzarono la Gran Bretagna durante l’età vittoriana. Questi valori coincidevano con le virtù borghesi ovvero la famiglia, il lavoro ed il risparmio. Per la Thatcher la libertà economica poteva essere reintegrata solamente attraverso le privatizzazioni, che avrebbero favorito lo spirito imprenditoriale ed incrementato i consumi. Inoltre, l’essenza stessa del thatcherismo era la demonizzazione dei nemici politici volta ad ottenere consensi elettorali. Per tale motivo, la Thatcher accusò più volte il Partito Laburista di essere la causa principale della British disease.

L’impegno decisivo in ambito internazionale
La capacità di proporre nuove politiche facendo leva sul dibattito pubblico fu evidente anche in campo estero. La Thatcher seppe infatti focalizzarsi sul drammatico declino della Gran Bretagna e far leva sull’orgoglio ferito della sua nazione. Il suo paese cercava un riscatto che potesse riportarlo all’antico splendore imperiale. Dal punto di vista internazionale, la Thatcher dimostrò determinazione nel saper condurre la guerra contro l’Argentina per il dominio delle isole Falkland. Sebbene il clima di incertezza iniziale, dovuto alla repentina invasione argentina delle isole, la Thatcher seppe rianimare gli animi britannici. Il governo da lei guidato organizzò una task force e il 14 giugno 1982 venne combattuta l’ultima battaglia. I britannici riaffermarono il loro potere politico sulle Falkland e gli argentini furono costretti a rinunciare all’arcipelago. Questa vittoria, di fatto affermazione di uno spregiudicato nazionalismo, contribuì alla vittoria elettorale del 1983. La Thatcher attuò un atteggiamento aggressivo anche nei confronti del comunismo, condividendo lo stesso pensiero di Ronald Reagan. La sua influenza fu decisiva nel mediare i rapporti tra lo stesso Reagan e Gorbaciov.

La Lady di Ferro si ritira a vita privata
L’attuazione della poll tax nel 1988 allarmò il Partito Conservatore, alimentando le violenze in strada. Per tale motivo il Parlamento britannico si mosse contro la leader, che terminò il suo mandato il 28 novembre del 1990. In questi anni continuò comunque a mantenere una forte influenza nel Partito Conservatore. Si ritirò a vita privata solo nel 2002. Nel 2012 le venne dedicato un film intitolato The Iron Lady, in cui venne interpretata da una magistrale Meryl Streep. Morì a Londra all’età di 87 anni nel 2013. La regina Elisabetta II autorizzò in sua memoria un funerale militare nella cattedrale di San Paolo a Londra. In The Crown il primo ministro britannico è interpretato dall’attrice statunitense Gillian Anderson. Sebbene la serie non sia ancora uscita, il trailer rilasciato da Netflix ci fa già intuire la strabiliante opera attoriale della Anderson nelle vesti della Thatcher. Anche voi attendete questa nuova stagione? Siete curiosi di sapere come questa serie televisiva approfondirà il rapporto tra la regina e il primo ministro?
