Che fine ha fatto l’isteria? Ecco i tre disturbi che hanno preso il suo posto

Già dal 1980 l’isteria non è più presente all’interno del DSM, manuale diagnostico per i disturbi mentali, per varie ragioni. Vediamo da cosa è stata sostituita.

L’isteria è conosciuta grazie a Freud, che l’ha usato come trampolino di lancio per alcune delle sue più importanti teorizzazioni. Oggi non è più presente come categoria diagnostica nei manuali e le ragioni sono tante. Tra queste vi è la stigmatizzazione data dal termine stesso, isteria, derivante dal greco hysterion (utero), che la identifica come un disturbo solo femminile. I sintomi, però, non sono scomparsi. Il DSM-V ha individuato tre disturbi che li comprendono. Vediamoli insieme.

1. Disturbo da conversione

Il disturbo da conversione è caratterizzato dallo sviluppo improvviso di sintomi neurologici, che rappresentano i sintomi fisici tipici nella diagnosi di isteria, come cecità o paralisi improvvise. Ciò che lo differenzia da un problema neurologico è l’assenza di un danno o di un’alterazione degli organi o al sistema nervoso. Le persone possono esperire paralisi parziale o totale degli arti, convulsioni, mancata coordinazione motoria, sensazione di pizzicore, formicolio o brividi. Ci possono essere anche insensibilità al dolore e problemi alla vista, ma anche perdita dell’olfatto e della voce.

La prima cosa da fare è accertarsi che tutto ciò non sia dovuto ad un problema fisico. Nel 4% dei casi, problemi medici vengono scambiati per questo disturbo. Per tale motivo il DSM-V, manuale diagnostico dei disturbi mentali, fornisce ai medici delle linee guida per riconoscerlo al meglio. Solitamente la diagnosi avviene in adolescenza o all’inizio dell’età adulta, dopo un evento traumatico.

2. Disturbo dissociativo dell’identità

Il disturbo dissociativo dell’identità è dato dal presentarsi di almeno due personalità distinte, caratterizzate da modi di pensare, comportarsi, essere completamenti diversi. Solitamente vi è un’identità primaria, non consapevole degli altri alter-ego, che possono essere molto complessi, come se fossero presenti persone opposte nello stesso corpo. Questo disturbo viene diagnosticato raramente prima dell’età adulta ed è ancora molto controverso.

Dai dati che abbiamo è possibile vedere che la maggior parte delle diagnosi provengono da un numero ristretto di clinici. Ciò fa avanzare l’ipotesi che alcuni terapeuti possano causare i sintomi attraverso la suggestione. L’origine del disturbo potrebbe essere iatrogena, ovvero il prodotto della stessa psicoterapia, che induce la persona a manifestarlo. Per un ulteriore approfondimento vi rimando al seguente articolo: https://www.ilsuperuovo.it/136121-2/.

I sintomi descritti sono tipici del cambiamento caratterizzante l’isteria, descritto da Freud, del momento in cui la persona cadeva in una sorta di trance in cui fuoriuscivano i contenuti del suo inconscio, tano da sembrare una persona diversa.

3. Disturbo istrionico di personalità

Il disturbo istrionico di personalità è caratterizzato da un comportamento estremamente drammatico e dalla continua ricerca d’attenzione da parte degli altri. Solitamente queste persone si servono del loro aspetto fisico per affascinare gli altri e possono avere comportamenti seduttivi inappropriati. Il loro eloquio è spesso impoverito e sono molto influenzabili dagli altri ed egocentrici.

La loro espressività emotiva pare molto intensa ed enfatica, ma è solo una facciata. Quest’emotività tanto teatrale è solo di superficie. Tipico delle persone con questo disturbo è, ad esempio, ricoprire di lodi una persona e il giorno dopo non ricordarla nemmeno. Qui sono racchiuse la drammaticità e la teatralità dell’isteria, caratterizzanti le pazienti descritte da Freud, a cui sembrava come se recitassero.

Come abbiamo potuto vedere i sintomi dell’isteria cono molteplici e in ciò vi è un’altra ragione della sua eliminazione dai manuali diagnostici. I sintomi sono molto diversi tra loro e anche da qui è derivata la necessità di creare più categorie diagnostiche, che li potesse meglio comprendere e spiegare.

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