Cent’anni di Ulisse: ricordiamo oggi il romanzo di un giorno di James Joyce

140 anni di James Joyce, 100 anni del suo capolavoro. Celebriamo l’epica moderna.

La spettacolarità della letteratura fa in modo da offrirci opere più varie e contrapposte. Il massimo dello stupore, di certo, lo raggiungiamo però quando queste dialogano tra loro o vengono concepite l’una in relazione all’altra. Esattamente cento anni fa, James Joyce partiva dalla tanto nota epica omerica e la rovesciava nel segno dell’epica moderna.

Buon compleanno James Joyce

Nasceva esattamente 140 anni fa a Dublino James Joyce, in una famiglia benestante che gli consentì di ricevere una buona istruzione. Conseguirà poi la laurea in letteratura straniera e imparerà il francese e l’italiano. Se oggi lo ricordiamo come uno tra i più innovativi scrittori del Novecento, è per l’accurata immagine delle inquietudini umane che fornisce nelle sue opere. I suoi scritti, densi di oggettività, vedono come protagonisti uomini comuni che si configurano simbolicamente nei significati più vari. Come dei veri antieroi, i suoi personaggi ci raccontano un’umanità fortemente a disagio in un mondo scabro. Per esprimere tutto ciò, Joyce si serve di uno stile tutto suo, che rende meno rigida la struttura della narrazione e che a volte può apparire difficile da leggere. La tecnica di cui si serve Joyce è quella del cosiddetto flusso di coscienza, in cui si assiste come a un monologo interiore che non viene filtrato dal racconto di un narratore. Senza punteggiatura si trova nelle pagine di Joyce tutto il pensiero dei suoi personaggi, insieme alle loro emozioni e alle loro percezioni del mondo.

Cent’anni di Ulisse

Nella produzione di James Joyce si annoverano una prima serie di componimenti di stampo romantico e dallo spirito da “poeta maledetto”, e dei successivi racconti che si configurano come spezzoni di esistenza di gente comune. Del 1914 è la raccolta “Gente di Dublino“, la sua prima opera narrativa, che raccoglie quindici racconti. Celebra oggi 100 anni però il suo reale capolavoro: l’Ulisse, pubblicato nel 1922 a Parigi e che riscontra subito un certo successo, anche e soprattutto a causa delle accuse di oscenità che ne impediranno la pubblicazione in Inghilterra per i quattordici anni successivi.  Contrariamente a quanto si penserebbe dal titolo, il protagonista Leopold Bloom è l’esatto opposto dell’eroe omerico. Diversa da Penelope è anche sua moglie, parecchio infedele. La narrazione, parecchio estesa, è inerente all’arco della sola giornata del 16 giugno 1904, quotidiana e distante dal viaggio dell’Odisseo, come distanti sono i personaggi che sembrano ciascuno la controfigura di un diverso personaggio omerico. Dalle otto di mattina alla notte, tra le strade di Dublino si assiste a una giornata che configura la storia di un’epica moderna ben distante da quella dei classici.

L’infedeltà di Molly

Privo di riferimenti all’Odissea è l’ultimo episodio del romanzo, in cui Molly, la moglie del protagonista, si trova immersa in un monologo interiore che ha inizio da un bilancio della giornata trascorsa e termina con una riflessione sul profondo legame che la lega al marito nonostante l’infedeltà di lei. La controfigura di Penelope, riflettendo sulla sua infedeltà, rievoca il primo incontro d’amore con il marito e ci regala una vasta serie di simboli e di luoghi comuni sulle donne. Lo stile del flusso di coscienza ci consente di entrare a pieno nei pensieri della donna, e ci racconta i suoi sentimenti senza alcun artificio retorico. Persa nei suoi pensieri, Molly torna a pensare al primo incontro d’amore con il marito, e dal groviglio della sua mente emerge forte la tenerezza di un legame, dopotutto, unico.

“e quando mi misi la rosa tra i capelli come facevano le ragazze andaluse o ne porterò una rossa sì e come mi baciò sotto il muro moresco e io pensavo beh lui ne vale un altro e poi gli chiesi con gli occhi di chiedere ancora sì allora mi chiese se io volevo sì dire di sì mio fior di montagna e per prima cosa gli misi le braccia intorno sì e me lo tirai addosso in modo che mi potesse sentire il petto tutto profumato sì e il suo cuore batteva come impazzito e sì dissi sì voglio Sì.”

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.