fbpx
Cellule staminali di ultracentenari al microscopio: si cercano i segreti della longevità

Pubblicazione sul sito di divulgazione scientifica “Biochemical and Biophysical Research Communication” analizza le caratteristiche biologiche dei “super-nonni”.

Potrebbero fornire nuove armi contro malattie neurodegenerative, cardiovascolari e tumori. Inoltre ampliando la nostra conoscenza delle staminali, si potrebbero ottenere terapie efficaci anche contro le malattie genetiche.

Un bambino di 8, un adulto di 43 ed una donna di 114 anni

Sono loro i soggetti dai quali sono stati ricavati i campioni su cui si è basata la ricerca del Sanford Burnham Prebys e dell’AgeX Therapeutics, che riprogrammando le loro cellule del sangue. Queste sono state trasformate in cellule staminali, un particolare tipo di cellula che andremo ad esaminare più avanti. Durante l’analisi dei tre campioni è stato evidenziato come, nonostante l’enorme gap di età, le cellule della donna venivano riprogrammate altrettanto facilmente. Perfino i telomeri, le estremità del DNA che replicazione dopo replicazione vengono accorciati (processo necessario alla replicazione), venivano ripristinati altrettanto facilmente. Tuttavia è stato osservato come il ripristino dei telomeri nel caso della 114enne  avvenisse meno frequentemente, forse proprio a causa dell’età estremamente avanzata.

Staminali, le trasformiste del corpo umano

Ognuno di noi presente nel proprio organismo innumerevoli tipi di cellule, e in un numero così elevato da superare 14…mila volte il numero di persone sulla terra anche se, per ovvie ragioni dipendenti dalle dimensioni della persona presa in esame, il numero può oscillare paurosamente. Nonostante la loro diversità, ogni cellula del nostro corpo ha qualcosa in comune, che provenga da un’unghia o dal cervello, tutte discendono da un’unica cellula staminale, detta totipotente. Un cellula staminale totipotente si differenzia per la sua capacità di generare un’intero organismo partendo da zero, ed è quello che succede dal concepimento fino alla nascita. Seguono per importanza le pluripotenti, cellule che non possono formare un essere vivente, ma si possono trasformare in qualunque tipo di cellula che lo forma, dai globuli bianchi al tessuto osseo, e che sono anche le cellule prese in esame dalla ricerca sopracitata. In penultima posizione troviamo le multipotenti, che a loro volta hanno funzionalità ancora più limitate, potendo trasformarsi in un limitato numero di cellule diverse. Infine vengono le unipotenti, cellule che non si possono differenziare e che possono generare solamente cellule identiche a loro stesse.

La Fonte della giovinezza

Secondo la leggenda si troverebbe nel giardino dell’Eden, e le sue acque guarirebbero i malati e ringiovanirebbero gli anziani. Le cellule staminali, con le giuste terapie, potenzialmente ci porterebbero risultati simili. Ovviamente il tema “vita eterna” è ancora molto, ma molto lontano dal divenire concreto, per alcuni addirittura impossibile. Tuttavia un corretto uso di corrette tecnologie, le staminali per l’appunto, ci porterebbero vantaggi e benefici incredibili, senza dover necessariamente ricorrere a strumenti elettronici, come ad esempio protesi bioniche. Conoscendo e controllando un meccanismo tanto potente quanto efficacie come la replicazione delle cellule staminali, si possono ottenere risultati molto meno invasivi fisicamente e psicologicamente, e non si parla solamente di ricostruzione di arti, ma anche di cose meno “evidenti” come infertilità, sterilità, osteoporosi, calvizia, fino ad arrivare a patologie come tumori, malattie neurodegenerative, malattie cardiovascolari e molto altro ancora.

 

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: