Camilleri: le opere e La (diversa) forma dell’ acqua tra romanzo e film

Alla scoperta di uno degli artisti più intraprendenti e prolifici del Novecento attraverso le sue opere, prima fra tutte La forma dell’acqua, analizzata antiteticamente rispetto all’omonimo film statunitense.

Dal 17 giugno Andrea Camilleri è ricoverato all’ospedale capitolino Santo Spirito in condizioni di salute critiche ma stazionarie in seguito ad un arresto cardiaco. Sono con il fiato sospeso milioni di persone che si stanno unendo con affetto ed apprensione attorno allo scrittore siciliano, tra i quali Fiorello, la Mannoia e il sindaco della sua città natale, rendendo omaggio al “Maestro” che è stato capace di mostrare al mondo sia i difetti sia gli innumerevoli pregi di Porto Empedocle e della Sicilia.

La strada degli scrittori

Il suo principale punto di riferimento è stato Luigi Pirandello, suo concittadino, sul quale Camilleri ha più volte narrato un aneddoto riguardante il loro primo incontro: “l’ammiraglio Luigino” bussò alla porta di quello che gli si presentò come “Nene Camilleri” chiedendo di poter salutare la nonna del giovane Andrea, sua cugina di primo grado. La Sicilia si è mostrata una terra molto fertile per il seme della scrittura: la statale 640 è nota come La strada degli scrittori poiché va da Porto Empedocle a Caltanisetta attraverso le cittadine natali di grandi autori quali Camilleri, Pirandello, Tomasi da Lampedusa, Russello e Sciascia.

Poesia e teatro

Andrea Camilleri, scrittore da oltre trenta milioni di copie, ricorre ad un particolare linguaggio caratterizzato dalla commistione dell’italiano con forme dialettali siciliane. Ha scritto numerose poesie che hanno riscosso un’eco tanto grande da essere inserite in un’antologia di Ungaretti sui giovani poeti emergenti e da spingere Quasimodo ad appropriarsi di alcuni scritti dell’artista poliedrico da destinare alla pubblicazione. Ben presto, però, Camilleri abbandonerà la poesia per dedicarsi a brevi narrazioni e ad un’intensa attività teatrale. Nel 1947 entrò nella prestigiosa Accademia Nazionale di arte drammatica Silvio D’Amico in qualità di unico allievo regista per quell’anno, segnando l’inizio della sua carriera che lo porterà a diventarne docente e ad eseguire la regia di oltre cento opere, tra cui i drammi di Pirandello, per il quale si è a lungo mobilitato affinché le esequie venissero spostate ad Agrigento.

La forma dell’acqua

Nel 1994 Camilleri pubblicò La forma dell’acqua, primo romanzo della serie poliziesca che ha come protagonista il commissario Montalbano. Il titolo prende il nome dalla conversazione tra il commissario e sua moglie, in cui egli afferma che l’acqua “piglia” la forma che le viene data, sottolineando la possibilità di attribuire alle circostanze, agli eventi, alle situazioni il significato che si desidera manipolando la realtà.  Il componimento narrativo si apre con netturbini che a Vigata, nei pressi della mannàra, squallido “immondezzaio” a cielo aperto che di notte ospita gli incontri delle prostitute con i loro clienti, scoprono il cadavere dell’ingegnare Luparello, personalità attiva in un partito politico molto influente su tutta la Sicilia. Prima del ritrovamento del corpo esanime, uno dei due uomini ritrova un oggetto prezioso che decide di tenere per sé per pagare le cure al figlio gravemente malato.  Fin dal primo momento viene indicata come assassina l’affascinante Ingrid, avversario politico della vittima, che alcuni testimoni affermano di aver visto scendere dall’auto a bordo della quale è stata rinvenuta la salma. Il romanzo si conclude tragicamente con l’omicidio-suicidio da parte del vero assassino.

 

 

Stesso nome, storie diverse

The Shape of Water- La forma dell’acqua è un film pluripremiato ambientato nel periodo della guerra fredda, in cui USA e Russia combattono per accaparrarsi il predominio scientifico. La trama è incentrata sulla storia d’amore tra un mostro marino tenuto prigioniero in un laboratorio ed Elisa, la donna delle pulizie che lavora lì. Sia la donna che la creatura sono incapaci di parlare, ma nonostante ciò riescono a comunicare e a costituire un legame molto profondo che li porterà a rischiare la propria vita per difendersi reciprocamente insegnando agli spettatori quanto potenziale ci sia negli individui ai margini della società e la capacità dell’amore di superare qualsiasi diversità ed ostacolo.  Nonostante le trame degli omonimi film differiscano molto, essi condividono numerosi elementi tra cui la lotta tra poteri politici, la centralità delle relazioni amorose e la mancata coincidenza tra legge e giustizia. Per quanto riguarda quest’ultimo aspetto, infatti, Montalbano decide di non condannare il netturbino per il furto per via delle finalità a cui è destinato il denaro, così come Elisa arriva persino a rubare allo Stato americano e ai servizi segreti il suo amato perché reputa ingiusto uccidere una creatura innocente ed indifesa per finalità meramente economiche e politiche.

Parole nel buio

L’assenza di uno dei cinque sensi accomuna Camilleri, che ultimamente ha perso la vista, ed Elisa, a cui sono strappate le corde vocali. Lo scrittore crede che solo al buio è possibile narrare la verità assoluta perché nell’oscurità è possibile concentrarsi esclusivamente sulle parole per estrapolarne il significato più profondo. In un’intervista comparsa in un articolo dell’Espresso dello scorso anno Camilleri afferma che il sopraggiungere della cecità è stata per lui una lezione di umiltà che ha ben accolto sottolineando, però, di non essere mai stato un uomo superbo: la vista è fondamentale per uno scrittore e la sua assenza implica un costante aiuto da parte degli altri, facendo comprendere l’importanza delle relazioni tra individui. Camilleri è uno dei pilastri del Novecento, un artista che spazia tra ambiti diversi, uno scrittore che ha fatto e continua a fare la storia.

Angela Orsi

Leave comment

Your email address will not be published. Required fields are marked with *.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.