Buona Primavera! Da Pamela Prati e Mark Caltagirone alla poesia di Orazio

“Buona Primavera”, un tema celebre e ricorrente nelle forme artistiche di ogni tempo, che oggi con Pamela Prati diventa un tormentone sui social.

Buona Primavera

Nelle ultime settimane il caso Mark Caltagirone ha fatto impazzire il web. Ascolti record per i programmi televisivi che hanno trattato l’argomento e numerosissime condivisioni di vignette attraverso i social network. Era dicembre quando la showgirl Pamela Prati aveva annunciato il suo matrimonio, e nessuno immaginava che l’uomo da lei descritto come il suo promesso sposo fosse solo una finta identità virtuale. Per quanto diverse le versioni della vicenda fornite da Pamela Prati e dalle sue agenti, tutte fanno cominciare la relazione virtuale con il misterioso Mark con un messaggio particolare. “Buona Primavera”: questo sembra avere scritto la donna, in data 21 marzo, a un profilo instagram che da poco aveva iniziato a seguirla. “Adesso sì che è una bella primavera!” è la risposta ricevuta dal finto Mark Caltagirone. Curioso e insolito come l’intera vicenda, il messaggio da cui è cominciato tutto in poco tempo è diventato un vero e proprio tormentone: moltissimi giovani si sono divertiti a mandare l’augurio di una serena primavera a noti personaggi pubblici, con la sottile speranza dell’inizio di una storia d’amore.

Da Mark Caltagirone a Orazio

In primavera si assiste al risveglio della natura, all’esplosione di colori dei fiori e all’inizio delle giornate più calde. Con un insolito messaggio Pamela Prati si augura un fiorente nuovo inizio, lo stesso a cui rimanda da sempre questa particolare stagione, esaltata nell’arte e nella letteratura di tutti i secoli. Nel I secolo a.C. è il poeta latino Orazio ad esaltare la bellezza dell’immagine del risveglio della natura, il giusto punto di partenza per una riflessione sulla vita.

Orazio, Ode I 4

La poesia di Orazio è caratterizzata da un forte individualismo, e trasmette messaggi che sono ancora attuali. Saper badare a se stessi, prendere atto della fuga del tempo e imparare a strappare all’intera giornata ogni attimo, così da poterne godere a pieno (il celebre detto carpe diem). Nel quarto componimento del primo dei libri delle Odi, il tema lirico è quello dell’avvento della primavera: il freddo svanisce e giungono i primi venti caldi, i mari si placano, gli animali possono stare all’aria aperta e i verdi prati sono riscaldati dal sole. È così evidente la corsa del tempo. Preso atto di questo, è bene concentrarsi per vivere al meglio il presente. “[…] vitae summa brevis spem nos vetat inchoare longam”: il conto breve della vita ci vieta di concepire lunghe speranze.

Chiara Maria Abate

 

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