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“Boris” e la religione: uno sguardo ad alcuni storici problemi della Chiesa

La serie tv italiana “Boris” non si limita al suo aspetto comico, ma è portatrice di importanti riflessioni come quelle nei confronti della Chiesa.

Il mondo della Chiesa è, fin dal Medioevo, particolarmente criticato per alcuni suoi comportamenti ritenuti non idonei alla sua vera missione e, nel corso della storia, furono attuate riforme per trovare soluzioni adatte a far tornare sulla retta via i chierici. Uno specifico personaggio di “Boris” può aiutarci a fare luce su alcune storiche problematiche della Chiesa.

La forza della serie tv “Boris”: ironia e critica

Prodotta tra il 2007 e il 2010, “Boris” è una serie tv cult per gli italiani e per chi ama inserire citazioni nei discorsi quotidiani, incentrata sulle vicende di un cast impegnato nella realizzazione di una fiction. Paradossalmente il successo di questo prodotto arrivò non immediatamente, ma è possibile affermare di trovarsi dinanzi ad una serie senza tempo e attuale ancora oggi, nonostante siano passati ormai dieci anni. Il punto di forza di “Boris” è senza dubbio l’ironia con cui riesce a mettere alla gogna il prodotto italiano standard per le tv e indirizzato al grande pubblico. Momenti di elevata comicità si susseguono ed è anche grazie ad essi che è possibile individuare l’altro suo grande punto di forza, ossia una critica sempre presente non solo nei confronti della tv italiana, ma anche verso tutti i meccanismi nascosti che ci sono dietro essa, partendo dalla politica e arrivando al tema delle raccomandazioni. “Boris” non risparmia nessuno, neanche la Chiesa che viene trattata attraverso la figura di Padre Gabrielli interpretato da Corrado Guzzanti. Proprio grazie a tale personaggio, scavalcando la vena comica, è possibile richiamare alcuni problemi che la Chiesa si trascina da secoli.

Simonia e nicolaismo: gli storici problemi della Chiesa del Medioevo

Fin da subito Padre Gabrielli si mette in evidenza per non essere un vero e proprio esempio di come un sacerdote dovrebbe vivere la propria vita cristiana, dato che lo troviamo nelle vesti di manager di un attore impegnato nella realizzazione della fiction di cui tratta “Boris”. Si caratterizza per alcuni elementi quali un grade interesse verso il denaro, finché non si scopre che è addirittura padre e non ha mai detto messa. Tale figura potrebbe essere considerata come una sorta di iperbole di uno dei più grandi e controversi temi che caratterizzano la storia della Chiesa: una condotta “poco cristiana” caratterizzata dall’accumulo di ricchezze e dal concubinato.

Le radici di ciò possono essere individuate nella Chiesa medievale che fu il teatro dello scoppio di una grave crisi morale interna, dovuta a fenomeni come la simonia e il nicolaismo. La prima consiste nella compravendita delle cariche ecclesiastiche: entrare a far parte del clero comportava una grande possibilità di ricchezza che poteva essere portata, ad esempio, dalle numerose donazioni da parte di abbienti laici. Quindi, spesso, non c’era la vocazione alla base del sacerdozio, ma i vantaggi che esso poteva portare. L’altro fenomeno molto diffuso era il nicolaismo, ossia l’abitudine da parte di uomini di chiesa di convivere con concubine, che può essere considerato come un antenato del problema del celibato del clero.

L’unica via percorribile per porre fine a ciò fu quella delle riforme, varate tra X e XII secolo, che determinarono la deposizione dei sacerdoti simoniaci e l’astensione dalla comunione, posta in essere dai sacerdoti che si macchiavano di nicolaismo.

Padre Gabrielli rappresenta i problemi della Chiesa odierna?

Ovviamente non va fatta di tutta l’erba un fascio, ma la figura di questo prete fuori dai ranghi è la rappresentazione di alcuni problemi che la Chiesa porta con sé da secoli e che le riforme medievali non risolsero del tutto. La sfarzosità di alcuni edifici di culto cristiano e le ricchezze di alcuni uomini di chiesa sono spesso oggetto di critiche da parte di coloro che ritengono che la Chiesa non ottemperi ai suoi doveri di guida morale e spirituale, mentre la questione del celibato del clero è un tema che spesso viene trattato in seguito ad alcuni fatti di cronaca. Padre Gabrielli, che incarna il prete peccatore, può quindi far riflettere su come questi temi, seppur presi in considerazione con vena ironica, siano attuali.

 

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