Borghesia contro proletariato. Il biennio rosso e la nascita del fascismo,tra cinema e realtà.

Il film Novecento di Bernardo Bertolucci del 1976 descrive in particolare la società agraria,senza tralasciare il contesto esterno, dell’Italia dal tramonto dell’800 fino alla fine del fascismo e all’avvento della repubblica. Mostrando sempre con un occhio e una mano cinematografica l’avvento del fascismo.

Novecento 

Raccontare mezzo secolo in 5 ore non è facile ma è una sfida che Bertolucci è riuscito a portare a termine. I protagonisti intorno ai quali è stato ricreato il contesto storico-sociale dell’epoca sono due giovani amici e nemici. Amici per scelta personale e nemici per ruolo sociale. Alfredo è figlio di un “padrone”, un proprietario terriero capo di un azienda agricola cioè quindi un esponente di quella che Marx definiva classe borghese, classe che sfruttando il lavoro salariato dei proletari ottiene dei profitti. Il film ha un impostazione dualista fondata sui concetti borghesia/proletariato, attorno alla quale ruotano le vicende dei due protagonisti. Olmo è figlio di una contadina che lavora appunto nell’azienda agraria del padre di Alfredo. Nel corso del film vengono di fatto evidenziati i modi di vivere delle due categorie sociali, da una parte chi porta avanti una vita lussuosa immersa in eccessi e divertimenti dall’altra parte chi con grande fatica e sacrificio riesce a portare a casa il pane quotidiano per sfamare la famiglia. Pur mantenendo come filo conduttore del film l’amicizia tra i due protagonisti, il contesto costruito attorno ad essi tocca le grandi questioni ideologiche del 900 sotto diversi aspetti. Viene mostrato come, nel periodo del primo dopo guerra, la guerra e la rivoluzione bolscevica portarono delle conseguenze che rivoluzionarono la società italiana, portando l’Italia nel ventennio fascista.

Olmo e Alfredo interpretati da Gerard Depardieu e Robert De Niro

Il biennio rosso

Il fascismo è stato per l’Italia una contro rivoluzione conservatrice e reazionaria. Nel periodo del biennio rosso (1919-1920) l’avvento di una rivoluzione socialista come quella bolscevica, sembrava imminente in Italia e soprattutto in Germania. La storia politica e sociale del 900 italiano è una storia plasmata fortemente da un evento che non lo si percepisce come un evento che ha peso interno alla nazione, anzi magari non lo si conosce proprio. La rivoluzione d’ottobre del 1917 ha dato un contributo enorme alla storia italiana, la fine dello stato liberale è stata segnata anche dalla rivoluzione d’ottobre. Il biennio rosso è un periodo nel quale avviene una grande mobilitazione, in particolare della classe operaia, al grido di “Fare come in Russia” grandi scioperi si protrassero per le città italiane scatenando una reazione duplice da parte della borghesia industriale e della borghesia istituzionale che guidava lo stato liberale Italiano. L’Italia era in preda a una grave crisi economica,sociale e politica, contadini e operai si organizzavano in massa  per rivendicare i loro diritti e per abbattere i privilegi di proprietari agricoli e imprenditori industriali. Privilegi che è facile cogliere all’interno del film di Bertolucci.

La nascita dei fasci di combattimento 

Di fronte alle rivendicazioni e alle prime manifestazioni di piazza della classe operaia, a Milano un variegato “comitato provvisorio”, formato da arditi, futuristi, industriali, esponenti della piccolo media borghesia e veri e proprio militari ancora in servizio, si faceva interprete dei timori della borghesia e ribadiva la necessità di una lotta contro i demagoghi bolscevichi. La possibilità di una soluzione reazionaria trovò consenso fin da subito sia nella stampa che nei ceti borghesi spaventati da un futuro incerto e promotori di un mantenimento dello status quo. Il fascismo sansepolcrista (chiamato così perchè la prima riunione avvenne in piazza San Sepolcro) quindi ha una costituzione borghese dedita alla conservazione dello stato attuale della società. Questo momento segna l’inizio dell’avvento delle violenze squadriste dedite alla repressione delle varie organizzazioni socialiste. Lo squadrismo non viene ostacolato da parte dello stato, è un fenomeno di fronte al quale lo stato si mostra indifferente se non complice con diversi abusi da parte delle pubbliche autorità. La vecchia classe dirigente liberale non rifiutò accordi e compromessi pur di mantenere inalterate le funzioni e il controllo personale sugli apparati dello stato. Fu in questo contesto che essi maturarono la convinzione che il fascismo potesse essere il rimedio per riaffermare la sovranità dello stato.

Nikola Hristov

 

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