Vediamo come un piccolo animale come un uccello può farci rivalutare noi stessi

A partire da uno studio sul cambiamento fisiologico e comportamentale degli uccelli analizziamo come l’uomo vede se stesso.

L’uomo tende spesso a porsi al centro dell’universo, al di là delle metafore, ciò vuol dire che spesso pondera le sue decisioni e azioni solo in base alle conseguenze che si possono ripercuotere sulla propria specie.

 

Conseguenze delle scelte umane

Uno studio pubblicato su PNAS dimostra come, sia a livello fisiologico che comportamentale, negli ultimi anni gli uccelli europei abbiano subito svariati cambiamenti. Alcuni infatti sembrano depositare le proprie uova con anticipo, altri con ritardo, alcuni presentano delle dimensioni minori rispetto al solito, altri maggiori. La risposta a tutto ciò è sicuramente da ricercare nell’attitudine dell’uomo ad agire senza tenere in conto che le sue azioni si riflettono su tutto l’ambiente circostante, di cui egli non è l’unico abitante. A partire dal riscaldamento globale, molti sono gli effetti nocivi delle azioni dell’uomo, è necessario tutelarci per non diventare noi stessi nocivi per l’ambiente e le altre specie finendo per distruggerli; a tal proposito a livello politico sono state promosse molte iniziative come il famoso protocollo di Kyoto, i 17 obbiettivi per lo Sviluppo Sostenibile, inglobati all’interno del programma Agenda 2030 e molte altre ancora. Al di là di queste iniziative governative, sicuramente utili, è necessario però che l’uomo rivaluti la propria visione di sé stesso sul pianeta.

 

Una nueva epoca

Oggi giorno le azioni dell’uomo hanno avuto un tale impatto a livello ambientale, territoriale, tale da modificare il pianeta in cui vive: si può parlare dunque di una nuova epoca geologica che viene chiamata Antropocene. Gli scienziati dibattono ancora su quando collocare esattamente l’inizio di questa nuova epoca, un’epoca in cui le azioni dell’uomo hanno ormai delle conseguenza irreversibili. Possiamo dire infatti che è una tendenza sicuramente non recente, ma che riscontriamo già nella mentalità umana vari secoli addietro, quella di porre al centro dell’universo l’essere umano; si tratta di un’attitudine già rintracciabile all’epoca di grandi autori come Machiavelli e Montaigne, i quali lamentavano la volontà umana di soverchiare la natura e proponevano invece una collaborazione con essa stessa. Emblema di questa visione è sicuramente l’uomo vitruviano con la posizione di centralità assoluta all’interno dell’universo; la proposta è quella di ribaltare questa visione antropocentrica e vedere lo stesso uomo di Vitruvio come una forza inscritta all’interno di una moltitudine di altre forze di cui è composta la natura.

Superbia umana

Sicuramente gli uccelli non sono l’unica specie a subire gli effetti delle azioni umane, molte altre rischiano l’estinzione per via dello sfruttamento intensivo che l’uomo fa della terra. Solo infatti quando l’uomo si renderà conto di non essere l’unico abitante di questo pianeta, che le sue scelte non si riflettono solo sul genere umano, ma anche sull’ambiente in cui vive, sulle specie con le quali condivide la propria casa, allora forse si raggiungerà un livello di civiltà tale per cui non saranno altri a pagare il prezzo della superbia umana, ma anche sicuramente sarà l’uomo a giovarne, a meno che non distrugga con le sue stesse mani ciò che ha intorno prima di accorgersi di dover cambiare atteggiamento.

 

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