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Biomutant: il videogioco che ci spiega l’importanza di preservare il dna

Biomutant: il videogioco che ci spiega l’importanza di preservare il dna

Il videogioco edito da THQ Nordic e sviluppato da Experiment 101 ci instilla numerosi dubbi e riflessioni riguardo il Dna: è davvero così facile incappare in mutazioni tali da creare queste creature aberranti?

rappresentazione dei quattro nucleotidi formanti i DNA (Foto di RF._.studio da Pexels)

Partiamo da uno dei pilastri della biologia: il Dna è il mezzo tramite il quale vengono passate le informazioni genetiche di generazione e generazione. Nei capitoli successivi approfondiremo questo importantissimo aspetto e metteremo in luce quei meccanismi che permettono la sua quasi completa preservazione. Il titolo in questione ci catapulta all’interno di un mondo in cui un particolare avvenimento pone in evidenza una delle debolezze biologiche degli esseri viventi.

Un ecosistema distrutto dall’uomo

La trama del videogioco è molto semplice: una multinazionale , con i suoi rifiuti e scarti tossici riversati nel mare per molti anni, ha distrutto la vita sul pianeta. In che modo però? Le scorie radioattive scaricate in acqua hanno generato devastazione e catastrofi naturali che hanno portato all’estinzione dell’uomo (almeno dalla terra), mentre hanno permesso alla natura di evolversi con il passare dei secoli ed adattarsi al nuovo ecosistema. Il giocatore dovrà avventurarsi dentro questo ambiente nelle vesti di un procione, del quale potrà scegliere la genetica: cambiando alcuni parametri, durante la creazione del personaggio, saremo in grado di conferire al nostro animaletto caratteristiche peculiari, escludendone altre. Aumentare i geni che portano benefici all’intelligenza quasi sicuramente andrà ad inficiare la nostra forza o la nostra agilità, così per tutti i parametri fisici e caratteriali messi a disposizione. Il nostro obbiettivo è quello di salvare l’albero della vita, ormai morente, dai Mangiamondo : creature abominevoli che hanno come scopo distruggere il pianeta, traendo tutta l’energia vitale dal suddetto albero. Sorgerà spontaneo un dubbio: questo può essere uno scenario verosimile? Tralasciando gli espedienti narrativi cercheremo di capire la base biologica che rende tutto ciò “non scientificamente impossibile”.

esempio di animale presente nell’ecosistema del gioco (istantanea di cattura da ps5)

Una sicurezza chiamata DNA

Avendo preso atto all’inizio dell’assioma primario sull’argomento, aggiungiamo dettagli molecolari fondamentali per la comprensione. Il DNA, presente in tutte le cellule, si presenta, nella maggioranza dei casi, come una doppia elica destrorsa di desossiribonucleotidi fosfato ripetuti in un numero spropositato di volte, con un ordine altamente preciso: i nucleotidi sono formati tutti da un zucchero pentoso (desossiribosio), un gruppo fosfato e una base azotata a scelta tra quattro (Adenina, Timina, Citosina, Guanina), ed è proprio l’associazione complementare delle coppie di basi all’interno della doppia elica che permette di conservare una struttura così complessa e cristallina. Proprio nell’ordine delle basi risiede l’informazione genetica: unità di migliaia di paia di basi racchiuse in determinate sequenze portano alla formazione di geni, dai quali viene derivata l’informazione per costruire tutto quello che serve alla cellula (tramite la sintesi di proteine). Poste tali premesse vi sarà più facile comprendere come modificazioni alle sequenze di basi possa andare ad inficiare notevolmente sulla vita di un organismo, dal più semplice sino agli animali superiori. I numerosi e complicatissimi processi di duplicazione, trascrizione e traduzione del DNA ,a cui ogni cellula deve andare incontro ad ogni ciclo cellulare, portano in dote un errore statistico dovuto agli stessi macchinari biologici preposti a tali funzioni. Questo rischio però può essere aumentato tramite l’esposizione a fattori fisici e chimici specifici, come possono essere le radiazioni ionizzanti o i raggi UV.

I meccanismi di riparazione sono la nostra salvezza?

Due sono i processi che coinvolgono direttamente il DNA: duplicazione e trascrizione. Il primo serve per duplicare tutta l’informazione genetica in funzione della futura divisione nelle cellule figlie. Il secondo è quello che permette di trasformare le sequenze nucleotidiche in proteine ( passando tramite il RNA messaggero di cui tutti abbiamo sentito tanto parlare ultimamente). In entrambi i processi sono necessari numerosissimi complessi proteici specifici che permettono il corretto eseguimento di tutte le reazione. La complessità è necessaria per permettere di avere un numero sufficiente di controlli al fine di garantire percentuali di errori sostenibili. Le mutazioni che possono naturalmente avvenire sono molte, di diversa natura e pericolosità, ma sono fondamentali per l’evoluzione millenaria delle creature del nostro ecosistema. Immaginate adesso di scaricare per anni materiale radioattivo nelle acque del mare, causando tassi di mutazione altissimi e meccanismi di riparazione quasi completamente fuori uso per tutte le creature marittime. Cosa mai potrebbe accadere? Questo è lo scenario che Biomutant ci presenta, che possa essere un monito per il futuro del nostro pianeta?

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