Big Mouth: il fantasma di Socrate sconfigge l’omofobia come nel Simposio

Il cartone animato di Netflix ha come obiettivo ironizzare, ma allo stesso tempo sensibilizzare su temi attuali come l’omosessualità

I fantasmi di Duke Ellington, Freddie Mercury e Socrate

Nel nostro attuale secolo molte questioni vengono polemizzate e trasformate in tabù, una di queste è appunto l’omosessualità alla quale si contrappone l’omofobia come forma di odio. Molti oppositori fanno leva contro questi temi ignorando il fatto che questi cosiddetti tabù in tempi antichissimi che risalgono addirittura all’Antica Grecia, dove venivano considerati naturali, e anzi, anche pedagogici nella paideia ellenica. Oggi il metodo migliore per diffondere conoscenza, sensibilizzare e combattere l’ignoranza è fare ironia, ed è proprio quello che la serie Big Mouth, incentrata sui problemi adolescenziali, è in grado di fare.

I cambiamenti ormonali “cartonizzati”

Andrew e Maurice

Nel corso della serie si analizza il profilo psicologico dei ragazzi, protagonisti di vicende che riguardano il cambiamento dei loro ormoni durante la pubertà, come lo sviluppo degli organi riproduttivi, l’eiaculazione, le mestruazioni e i dubbi sul proprio orientamento sessuale, proprio come succede ad Andrew quando dopo aver visto il trailer di un film con The Rock ha un’erezione. A infondere ancora di più il dubbio ad Andrew riguardo la sua sessualità è Maurice, amico immaginario, che funge da mentore durante la crisi ormonale del ragazzo sottomettendolo ad una sorta di test ottico-psicologico dove sceglieva il soggetto preferito tra i due a scelta. In questa analisi Andrew sceglie figure maschili come David Bowie e The Rock, per questo inizia a pensare di essere gay ed ha paura di essere allontanato dai suoi amici, soprattutto dal suo miglior amico, Nick, per il suo orientamento sessuale. Così decide di confrontarsi in modo implicito e indiretto con i suoi amici che vedono questa cosa come un tabù, ma nonostante ciò non fanno ulteriori critiche. Successivamente Andrew si confronta con i fantasmi Gay più famosi dell’umanità: Freddie Mercury e Socrate (che in realtà era bisessuale), da questi capisce che è normale essere semplicemente se stessi, così decide di dichiararsi a Nick che lo bacia. Proprio dopo questo bacio però capisce di non essere gay, ma solo un po’ confuso per i suoi ormoni scatenati.

L’omosessualità nel mondo greco

Il Simposio di Platone, dipinto di Anselm Feuerbach (1869). Nel dipinto si possono scorgere: Fedro, Pausania, Erissimaco, Aristofane, Agatone, Socrate, Alcibiade, Aristodemo

Nelle poleis greche c’era molto rispetto tra i cittadini, anche perché l’uomo non si considerava come singolo individuo ma come entità facente parte di una comunità più vasta che era appunto la polis, la città greca, e proprio per questo non dovevano esserci spaccature e rivalità all’interno della città. Così nel sistema pedagogico ellenico per far amare l’uomo all’uomo come concetto universale era diritto e dovere avere un amante che poteva essere uno schiavo o anche il proprio maestro, come nel caso tra Socrate ed Alcibiade, ciò non toglieva però che per questo motivo non si dovessero formare famiglie, infatti lo stesso Socrate aveva due mogli: Mirto, giovane e bella, e Santippe, vista come una donna che non sopporta il marito e lo intralcia nel suo lavoro. La donna come si può capire non era allo stesso livello di considerazione dell’uomo nel mondo greco, quindi anche gli antichi avevano i loro difetti. Platone nel suo dialogo Simposio fa dire a Pausania che l’amore è bello quando si ama la bellezza dell’anima, infatti si può amare sia la donna che l’uomo, ma per farlo occorre comprendere il concetto di Omofilia, cioè l’amicizia nei confronti dell’umanità, fondamento base dell’etica greca.

I cambiamenti con il mondo latino e il Cristianesimo

La nascita dell’omosessualità come tabù non si ha con l’avvento del Cristianesimo come erroneamente si pensa, ma in realtà questo problema era presente già nell’Antica Roma quando si poteva avere un compagno dello stesso sesso fino al compimento della maggior età, una volta superata questa la pederastia veniva considerata come uno scandalo. Ciò è confermato da parte dell’opinione pubblica romana che non vedeva di buon occhio questi scandali, come nel caso di Cesare e Mitridate oppure di Nerone con il suo schiavo. Questi personaggi nonostante il loro immenso potere erano oggetto di scherno per la plebe e gli oppositori politici. Mentre anche il Cristianesimo ha una parte di colpa, se così è corretto affermare, in quanto demonizza l’omosessualità con l’accusa di corrompere la natura degli uomini. Agostino infatti affermerà nei Soliloqui che luomo che si comporta da donna non è né vero uomo né vera donna. Queste affermazioni nei secoli hanno portato a solidificare il concetto di omosessualità come un tabù.

 

 

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