Friends è stato salvato dalla critica, Keats ne è stato ucciso: quanto vale l’opinione altrui?

Quanto potere hanno le critiche? Apparentemente, possono decidere di vita o di morte: per le serie e per i poeti.

Il cast di Friends insieme dopo 16 anni

L’attesissima reunion del cast di Friends ci sarà. Se però per la serie l’opinione pubblica è stata sinonimo di salvezza, non ha significato lo stesso per il poeta inglese John Keats, che per le opinioni altrui ha perso la vita.

 

It’s happening: due parole che hanno scatenato il putiferio su Instagram

Venerdì scorso in serata uscivano, sul profilo Instagram di HBO, delle storie che hanno scatenato subito la reazione di migliaia di persone. A queste sono seguite sei semplici post, con una foto anni ’90 e semplice didascalia: ”It’s happening”. No, nessun’altra notizia tragica fortunatamente. Solo i sei protagonisti della serie tv Friends che annunciavano sui loro profili quell’attesissima reunion che era desiderata dai fan di tutto il mondo.

Non un’altra stagione, ma un maxi episodio da un’ora con i sei protagonisti che ripercorrono la loro avventura on screen, con commenti inediti e aneddoti. Per i fan, l’idea di poter rivedere i sei attori di nuovo insieme nello studio che ne ha fatto la storia ha significato un’esplosione di gioia.

Certo è che gli attori, che si erano più volte tirati indietro all’opzione di una possibile reunion, non verranno ricompensati malamente. Si parla di 2,5 milioni di dollari circa per ognuno dei protagonisti. Tutti parteciperanno: Jennifer Aniston, Courteney Cox, Lisa Kudrow, David Schwimmer, Matt LeBlanc e Matthew Perry. Insomma, un’occasione storica per i fan della serie, che esprimendo un affetto immutato nonostante i 16 anni dall’ultimo episodio, hanno probabilmente convinto produttori e attori a imbarcarsi in questa -seppur breve- avventura.

Il post dove viene annunciata la reunion sul profilo ufficiale della serie

 

John Keats: il poeta a cui il favore popolare non fu altrettanto di aiuto

Questa reunion può essere la prova che la Critica può effettivamente costituire un’ancora di salvezza. Friends non è il solo esempio: stando nello stesso ambito, quante serie sono state ”salvate” dalla cancellazione proprio perché i fan continuavano a chiederne una nuova stagione? Talvolta, però, questa stessa Critica può anche significare morte e non necessariamente vita.

Questo il caso del poeta inglese John Keats. Grande esponente del Romanticismo britannico, molto amico di Percy B. Shelley e morto a soli 25 anni. Keats non aveva mai particolarmente goduto di una buona salute e, nonostante il trasferimento a Roma per un clima più favorevole, la tubercolosi aggravò la sua situazione precaria, conducendolo ad una prematura morte.

Se fu di fatto la malattia ad ucciderlo, negli anni si era sviluppata la credenza che la morte del poeta fu causata dal dolore per le troppo aspre critiche ricevute in merito alla sua opera, Endymion. Questo scritto non era affatto piaciuto alla Critica. La stampa, e non solo, si era scagliata duramente contro il poeta. Anche nelle lettere di Lord Byron all’amico Shelley, si ritrovano delle critiche allo stile di Keats.

Addirittura, in una lettera successiva alla morte di Keats, Byron scrive: ”Sono molto dispiaciuto di sentire le ultime notizie che mi dai su Keats – è tutto vero? Non pensavo che la Critica fosse così assassina”. Si ritrova sempre nella stessa lettera la conferma delle credenze della scarsa resistenza di Keats alle critiche, oltre che della poca considerazione che Byron aveva del collega: ”Ho letto la recensione dell’Endymion nel Quarterly. Era severa. […] Ma, in questo mondo così confusionario, e specialmente nella carriera dello scrittore, un uomo dovrebbe calcolare la sua capacità di resistenza prima di gettarsi nell’arena. […] Se avessi saputo che Keats era morto -o che era vivo e così sensibile- avrei omesso qualche critica alla sua poesia, […], e la mia disapprovazione sul suo stile di scrittura”.

John Keats

 

Quanto vale l’opinione altrui?

Si legge bene quindi quanto Byron non ammirasse Keats, e come non fosse l’unico. Sicuramente, la sua morte non fu causata unicamente da quelle recensioni negative. Tuttavia, se questa credenza si diffuse, probabilmente il giovane poeta risultò effettivamente molto scosso da questo mancato appoggio del pubblico. Se poi ne scatenò la morte, questo è improbabile. Ma è possibile che la sua salute già precaria risentì del colpo.

Visti questo due esempi, sorge spontanea una domanda: quanto pesa effettivamente l’opinione altrui? Nel primo caso, la natura positiva di questa ha significato la rinascita di qualcosa; nel secondo, invece, si pensa che il suo essere negativa sia responsabile addirittura della morte di un uomo. È anche vero, però, che senza la volontà dei diretti interessati, l’opinione pubblica avrebbe potuto fare ben poco, nel bene o nel male.

Forse, la domanda giusta da porsi non è quindi tanto sul valore dell’opinione altrui, ma quanto sull’atteggiamento giusto da adottare quando questa viene messa in discussione. Come d’altronde diceva un altro personaggio amatissimo del pubblico, tale Capitan Jack Sparrow, ”il problema non è il problema in sé, quanto il tuo atteggiamento verso il problema”.

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: