“Better Call Saul” ci mostra le tantissime differenze nel lavoro fra uomini e donne

Non bisogna andare molto lontano per vedere tutte le disuguaglianze che ancora persistono per quanto riguarda il genere: basta guardare Better Call Saul.Siamo in Italia: le disuguaglianze fra uomo e donna si vedono ancora, è inutile fare gli ottimisti. Il genere femminile è ancora quello svantaggiato, così come sono svantaggiate tutte le persone che non si riconoscono nel maschile. La recente giornata per i diritti della donna non è servita a niente, come suo solito. Abbiamo bisogno di fatti, di un’uguaglianza che sia effettiva e sostanziale, non solo fatta di parole, intenti e mimose. La nostra cultura è impregnata di questo, basti guardare anche solo i contenuti di intrattenimento che ci vengono offerti. Un esempio può essere Better Call Saul.

Better Call Saul

E’ uno degli spinoff più famosi della storia delle serie tv, se non addirittura il più famoso. Stiamo parlando di Better Call Saul, il prologo e il seguito contemporaneamente della serie cult Breaking Bad. Iniziata nel 2015, ci ha accompagnati fino a due anni fa con le avventure di Saul Goodman (o Jimmy McGill, se preferite) e di Mike Ehrmantraut. Questo contenuto ci spiega tutto quello che avevamo potuto intuire con Breaking Bad, ma che non eravamo nemmeno arrivati a immaginare. La vita di Saul è veramente incredibile, piena di colpi di scena e con veri antagonisti e aiutanti, ma con una vera e propria direttrice: la legge.

L’avvocatura di Saul e Kim

In Better Call Saul gli avvocati veri e propri sono due (anche se la serie ne è piena): Jimmy/Saul e Kim Wexler. La donna è inizialmente avvocata della HHM, studio legale del fratello di Jimmy, Chuck, ma presto decide di associarsi proprio con Saul. Caparbia, precisa e preparatissima, Kim è anche l’interesse amoroso del protagonista. Loro, però, hanno in comune solo la professione. L’etica che li muove è totalmente diversa: tanto ligia al dovere e alle regole lei, quanto flessibile e menefreghista lui. Due approcci diversi, ma che insieme formano la coppia perfetta. Le battaglie legali che vediamo nelle sei stagioni confermano tutto, ma vediamo se quello che abbiamo davanti è solo una finzione o è la verità.

Donne e uomini a confronto

E’ risaputo: in Italia le donne lavorano molto meno degli uomini. Su 10 donne, 5 sono disoccupate: è il dato peggiore d’Europa, ben quattordici punti sotto la media dello spazio Maastricht. Inoltre, quando lavorano, le donne solitamente hanno contratti part time e, molto spesso, a tempo determinato. Queste forme di contrattazione, nate per rendere più smart e flessibile il lavoro, precarizzano ancora di più la fragile condizione femminile nel mercato del lavoro. Le donne in genere studiano di più e con migliori risultati rispetto agli uomini, ma il loro tasso d’impiego è inferiore. Questo perché spesso le donne si sentono vincolate al lavoro domestico: sentono la pressione sociale di essere mamme, di essere mogli, di fare le faccende domestiche. E diciamolo, neanche i datori di lavoro sono propensi a dare lavori di una certa importanza alle donne. Un po’ per i motivi che già sono stati detti, un po’ per un bias maschile riconosciuto in sociologia.

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