La famosa Betelgeuse ha iniziato a diventare più fioca, soggetta a un calo di luminosità senza precedenti.

Questo insolito comportamento ha dato origine a speculazioni diffuse sulla prossima esplosione in supernova della stella gigante. Secondo gli scienziati il calo di luminosità sarebbe dovuto all’espulsione di polveri dall’atmosfera stellare lungo la nostra linea di osservazione.
Un spegnimento stellare
Osservazioni di Betelgeuse effettuate il 14 Febbraio al Lowell Observatory, Flagstaff, Arizona, hanno permesso agli astronomi Emily Levesque dell’University of Washington e Philip Massey di calcolare la temperatura superficiale media della stella. Secondo lo studio relativo, in via di pubblicazione su Astrophysical Journal, Betelgeuse è significativamente più calda rispetto a quanto ci si potrebbe aspettare se il recente calo di luminosità fosse dovuto a un raffreddamento della sua superficie. I nuovi calcoli supportano l’ipotesi che Betelgeuse, così come avviene per molte supergiganti rosse, abbia espulso del materiale dai suoi strati esterni. Osserviamo questo processo continuamente nelle supergiganti rosse, ed è una fase normale del loro ciclo di vita, le supergiganti rosse occasionalmente soffiano via materia dalla loro superficie, che si condensa attorno alla stella sotto forma di polvere cosmica. Man mano che si raffreddano e si dissipano, i grani di polvere assorbono parte della luce in viaggio verso di noi e offuscano la nostra visione. Secondo gli astronomi Betelgeuse è destinata a esplodere in supernova nel giro di un centinaio di migliaia di anni, quando il suo nucleo collasserà. Ma il calo di luminosità della stella, iniziato in Ottobre, non è stato considerato dagli scienziati necessariamente un segnale di imminente esplosione. Si riteneva, infatti, che una vasta quantità di polvere di nuova formazione potesse aver assorbito parte della luce stellare. Oppure che enormi celle convettive all’interno di Betelgeuse avessero trascinato materiale caldo fin sulla superficie, dove si è raffreddato prima di ricadere verso l’interno.

La scoperta
Le supergiganti: Betelgeuse
Betelgeuse è la seconda stella più luminosa della costellazione di Orione, dopo Rigel. Appartiene alla categoria delle supergiganti rosse, ovvero una stella in una fase già piuttosto avanzata della sua evoluzione. La sua distanza dalla Terra sino a pochi anni fa era stata stimata sui 427 anni luce, ma recentissime osservazioni radioastrometriche hanno suggerito un valore maggiore, pari a circa 600-680 anni luce. Sulla base di questo nuovo valore è stato necessario ricalcolare buona parte dei parametri stellari. In particolare il suo raggio misurerebbe circa 690 milioni di chilometri, pari a circa mille volte il raggio del Sole. Si tratta di una delle stelle più grandi finora conosciute. Se si trovasse al posto della nostra stella, i suoi strati esterni oltrepasserebbero l’orbita di Giove! La sua massa è stimata in 15-20 volte quella del Sole, pertanto, molto probabilmente, Betelgeuse concluderà la sua vita esplodendo come supernova. Adesso, i risultati di uno studio durato 15 anni e condotto da astronomi dell’Università di Berkeley, mostrano che questa stella supergigante in questo lasso di tempo ha visto diminuire il proprio diametro di circa il 15 per cento. Viste le sue dimensioni, il restringimento riscontrato corrisponde alla perdita di una lunghezza superiore al raggio dell’orbita di Venere. Osservare questi cambiamenti è stato davvero sorprendente. A dispetto della diminuzione del diametro, infatti, la sua magnitudine, che viene monitorata costantemente, non ha mostrati riduzioni significative.
