Berlusconi e il suo successo imprenditoriale: ecco come ha fatto

Silvio Berlusconi, politico ed imprenditore italiano, soprannominato anche il Cavaliere, ha iniziato la sua attività imprenditoriale nel campo dell’edilizia, soprattutto grazie al padre che ha scommesso fortemente su di lui, investendo una somma non indifferente di denaro per il progetto Fininvest

Nonostante una carriera tutt’altro che statica, la mia attenzione si è subito rivolta ad una delle strategie che lo ha portato ad avere successo dal punto di vista imprenditoriale: il gruppo. Risulta affascinante come Silvio abbia scommesso su questa componente aziendale, proseguendo controcorrente rispetto agli ideali presenti a quel tempo. 

 

Il cambiamento della società: verso l’umanizzazione

Non ci lascia indifferenti il cambiamento che sta avvenendo, dal macroscopico al microscopico tutto è afflitto da un continuo rinnovamento. La vegetazione, gli animali, l’uomo. La realtà non è programmata per la staticità. Casualmente o volontariamente avviene un’incessante evoluzione, motivo per il quale siamo costretti a comprenderla e possibilmente ad indirizzarla se non vogliamo rimanere oppressi e vincolati dal cambiamento stesso. Nel corso degli ultimi decenni è innegabile che sia avvenuta una rivoluzione della nostra comunità: l’essere umano è sempre più considerato un valore, preferibilmente da preservare. Dall’appoggio alle comunità LGBT, fino al l’emancipazione femminile, ognuno richiede i propri diritti.

Seguendo questa linea è interessante osservare nello specifico il mondo lavorativo. L’umanizzazione ha portato una riforma al concetto di cliente, non più inteso come oggetto al quale rifilare i prodotti che l’azienda decide di produrre, tantomeno come colui che impone la direzione del mercato. Si è giunti ad una collaborazione tra azienda e cliente, ove una buona relazione conduce ad un risultato sorprendente. D’altro canto si realizza la difficoltà in questo progetto in quanto è necessario un percorso formativo, similmente a quanto accade con le nostre amicizie, nel quale la fiducia e la comunicazione sono essenziali.

Il concetto di ‘team building’ non si discosta da questa direzione, anzi. Molti imprenditori, tra cui Silvio Berlusconi, del quale si può dire tutto tranne che non sia un genio del marketing, enfatizzano il ruolo del gruppo. Ecco le parole dell’ex Presidente del Consiglio: “Ho la fortuna di lavorare in un gruppo particolarissimo, con dei collaboratori legati insieme non soltanto dall’entusiasmo per i traguardi che abbiamo, ma anche da una grande amicizia. Un gruppo in cui spendiamo molte forze per formare gli uomini”. Come vediamo, laddove incombe la fatica, si raggiunge anche il successo.

Il ruolo del leader: la chiave del successo di Berlusconi 

Per evidenziare il cambiamento radicale che l’umanizzazione ha portato, non ci si può dimenticare il rapporto tra capo e lavoratori. Anche in questo frangente è la personalità da preservare, ognuno rende il meglio quando esiste un clima sereno, fiducioso, in cui trasuda stima reciproca. Ecco che la comunicazione risulta uno dei pilastri che ogni azienda dovrebbe avere e su cui proprio Berlusconi ha scommesso… “Per la nostra azienda più giovane abbiamo fatto 60 giorni di formazione che ho condotto personalmente, rubati alle ferie”… Scommessa evidentemente aggiudicata. Il leader è così diventato non più quella figura a tratti dittatoriale alla quale bisogna rispondere con accondiscendenza, bensì colui con il quale ci si può anche confrontare, dove parità e fiducia stanno alla base. 

Secondo Luthans & Avolio quando un manager, un dirigente o chiunque rivesta un ruolo di comando riesce a non separare la propria identità professionale da quella personale non ci sono dubbi: si parla di leadership autentica. Non temono di mostrare i propri limiti e ammettere gli errori, mettendo in secondo piano il proprio ego; la loro condotta deve essere caratterizzata da trasparenza, correttezza, autostima e consapevolezza di sé in tutti gli ambiti.

 

Una nuova sfida per i lavoratori 

Non possiamo accostare con certezza a Berlusconi una leadership autentica, troppe sono le incognite del suo agire. Siamo spinti però ad associargli una grande determinazione ed una ottima forza comunicativa, necessarie per la formazione di un ambiente coeso e produttivo. 

Dunque attenzione, non è da considerarsi l’umanizzazione un rallentamento allo sviluppo aziendale, bensì una splendida risorsa per l’incremento dell’efficienza

Risulta essere un atteggiamento miope redimersi da tutte le responsabilità, affidandole solo ed unicamente al leader. Laddove viene incrementata la comunicazione intergruppo, si intensificano anche le capacità del singolo lavoratore. È qui avvenuta una decentralizzazione del potere del leader e un innalzamento della followership, la quale viene considerata un elemento cardine dell’azienda, alla pari degli altri elementi. Allo stesso modo, competenza, responsabilità, comprensione, capacità di stare in gruppo, sono gli elementi che ogni lavoratore dovrebbe avere.

Riassumendo, si può osservare come l’umanizzazione abbia sconvolto tutte le gerarchie lavorative, mettendo in luce le esigenze umane. La comunicazione diventa così il prerequisito fondamentale della fiducia, necessaria per la costruzione di un ambiente sano e produttivo. L’interscambio di informazioni, la critica ed il parere personale non devono essere più visti come un peso da gestire, ma come una risorsa da sfruttare.

 

3 thoughts on “Berlusconi e il suo successo imprenditoriale: ecco come ha fatto

    • Di Silvio elogio la sua capacità formativa, ergo enfatizzo il modo in cui ha permesso la formazione di un gruppo coeso (che è uno dei fini del mio articolo).

  1. Nel corso della storia umana è stato evidente come il comportamento dei leader o dei capi cioe’ di coloro che hanno guidato le sorti dei popoli, ha comportato come risultato : “la costruzione e la distruzione con motivazioni a volte incomprensibili e variabili nel tempo. Ad esempio: l,espropio forzato di un terreno ad una famiglia,motivato come “pubblica utilita” distrugge tutto quanto costruito su di esso da quella famiglia,per un bene collettivo quale un,autostrada. Stradicamento forzato. Gandhi, era un leader che sognava un rinnovamento umanistico. Altri inbracciano il mitra per far valere le loro idee qualunque esse siano. La sociologia in generale evidenzia come costruire un progetto comune implica dinamiche complesse legate indissolubilmente alla sanità mentale di coloro che perano per la collettività. In generale è evidente una superiorita’ intellettiva o emotiva che spinge certuni a creare a volte cose immense.

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