Roberto Burioni e uno studio americano smentiscono gli antivax: perché i vaccini sono sicuri

Uno studio americano durato 16 anni ha di nuovo confutato la tesi degli antivax secondo cui i vaccini possono causare il decesso. 

Il ragionamento dei complottisti.

In un articolo del noto medico e divulgatore scientifico Roberto Burioni si parla di uno studio americano che ha stabilito che statisticamente la morte a seguito di una vaccinazione ha la stessa incidenza delle morti della popolazione generale.

Roberto Burioni contro gli antivax: la lotta continua

Da qualche anno il medico marchigiano è attivo sui social media come divulgatore scientifico sui vaccini, contrastando le follie idee degli antivaccinisti con post ed articoli. A seguito di uno studio americano durato 16 anni sull’incidenza delle morti dopo la vaccinazioni ha scritto un nuovo articolo, facendo un’ironica ma efficace analogia:

Se andassimo ad analizzare le cause delle morti avvenute dopo avere ascoltato una canzone di Claudio Baglioni ci accorgeremmo – anche se le canzoni di Baglioni  possono non piacere -, che le percentuali delle cause di morte rappresentano in maniera identica quelle della popolazione generale, e quindi le canzoni di Baglioni sono innocue. Ebbene, gli studiosi americani hanno trovato che vaccinarsi è come ascoltare una canzone di Baglioni.

Roberto Burioni è un medico, accademico e divulgatore scientifico che dà battaglia agli antivaccinisti.

I vaccini sono il male? Ecco cosa contengono

Un vaccino è una preparazione iniettabile costituita da agenti patogeni (spesso virus) opportunamente trattati per essere il più innocui possibile. Lo scopo è quello di esporre il sistema immunitario agli antigeni per “abituarlo” e fornire immunità acquisita in modo tale che sia già preparato ad un vero attacco da parte del patogeni e possa rispondere rapidamente ed efficacemente. I vaccini si differenziano quindi per il tipo di agente:

  • organismi attenuati, cioè ancora vivi ma la cui virulenza viene ridotta, costituiscono vaccini come quello per il morbillo;
  • organismi inattivati o uccisi sono meno efficaci nell’indurre immunità acquisita ma più stabili e sicuri. Esempi sono il vaccino della rabbia e del colera.
  • antigeni purificati costituiscono i vaccini per il tetano o la difterite, che contengono le tossine inattivate chimicamente prodotte dai rispettivi batteri;
  • antigeni ricombinanti e peptidi sintetici vengono usati ad esempio nel vaccino dell’epatite;
  • i vaccini a DNA hanno il vantaggio di far produrre al nostro corpo gli antigeni senza causare una vera infezione.

Nella preparazione vengono aggiunti anche conservanti, stabilizzanti, antibiotici, adiuvanti e proteine carrier al fine di rendere il vaccino stabile, sicuro ed efficace. Gli adiuvanti sono sostanze che aumentano la risposta immunitaria al vaccino che consentono una maggiore efficacia.

Il sistema immunitario e la risposta ai vaccini

I vaccini contengono antigeni in diverse forme, cioè sostanze che il nostro sistema immunitario riconosce come estranee e cerca di eliminare. Semplificando, una volta che i linfociti sono venuti in contatto con essi, producono anticorpi, cioè proteine che vi si legano con molta affinità e selettività per favorire il riconoscimento da parte di cellule fagocitarie. Queste ultime internalizzano l’antigene (o l’intero microrganismo che presenta l’antigene) e lo degrada. Questo tipo di risposta è detta specifica e avviene piuttosto lentamente, ma il sistema immunitario memorizza le informazioni che ottiene ed è pronto a rispondere più velocemente ed efficacemente ad un nuovo attacco. Per questo si dice che certe malattie, come morbillo o influenza, non si prendono due volte: alla seconda infezione siamo già pronti a rispondere e non ci ammaliamo. Attenzione però: questo vale solo se è lo stesso identico patogeno. Infatti, il virus dell’influenza presenta molte varianti e subisce facilmente mutazioni.

La risposta immunitaria specifica può richiedere molti giorni ma alla fine permangono delle cellule di memoria pronte all’espansione clonale in caso di un secondo attacco. I vaccini servono proprio per creare queste cellule senza che avvenga una pericolosa infezione.

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