Banksy: un viaggio attraverso l’irriverenza e la ribellione della Street Art

Tutti conoscono il nome di Banksy, ma quanti conoscono il reale valore morale delle sue opere o le tecniche che usa per crearle? Cerchiamo di dare qualche risposta

Einstein, street artist sconosciuto

Molti sono abituati a pensare all’opera d’arte come ad un qualcosa di esposto in un museo o da visitare all’interno di una grande architettura. Allora cos’è la Street Art? Perché viene considerata arte moderna? Banksy è uno dei più famosi e talentuosi esponenti di questa che potremmo definire una nuova corrente artistica.

“Banksy, l’arte della ribellione”

Il 26, 27 e 28 era atteso nelle sale cinematografiche di tutta Italia il film – documentario “Banksy, l’arte della ribellione”, che racconta la storia dell’artista di strada più misterioso al mondo. Con la regia di Elio España, la produzione si pone l’obiettivo di ripercorrere la storia che ha reso lo Street Artist in questione un pioniere nel suo campo. Attraverso un percorso che parte dalle sue prime opere di graffiti, nei sobborghi di Bristol, in Inghilterra, e testimonianze di personaggi a lui vicini, il film vuole avvicinare il pubblico all’artista misterioso e spiegare come sia riuscito a trasformare temi sociali, politici, morali, per lo più scomodi e di grande attualità, in lavori coraggiosi ed audaci che hanno travalicato qualsiasi confine fisico, abbattendo completamente le distanze e favorendo la diffusione di idee.

Topini irrispettosi

In piena pandemia da Covid- 19, durante il mese di Luglio, la metropolitana di Londra è stata invasa da una piccola banda di topini irrispettosi. L’artista ha postato sul suo profilo Instagram un “dietro le quinte” della sua opera volta a combattere il virus.

Banksy, topi irrispettosi, Metropolitana di Londra, 2020

Banksy, vestito da addetto ala disinfezione dei vagoni e con il volto accuratamente coperto dalla mascherina, si introduce nottetempo nella metro ed inizia a graffitare le pareti del treno con dei piccoli topini che starnutiscono e non sanno, o non vogliono, usare la mascherina ed il disinfettante.

Il messaggio che ha voluto lanciare è stato, appunto, in favore del rispetto delle norme di sicurezza:

“If you don’t mask – you don’t get”

Ma si è presto verificato un problema: le opere del noto artista sono state rimosse. A causa della rigorosa “politica anti-graffiti” della metropolitana di Londra, gli addetti alle pulizie hanno completamente lavato ogni traccia dell’opera. L’azienda di trasporti ha, però, invitato l’artista a riprodurre i suoi topini irriverenti in un luogo più adatto. L’avventura di questi graffiti ci fa riflettere: oggi possiamo ammirare numerosissime opere di artisti del passato in ottimo stato di conservazione. Tutto questo è possibile grazie alla grande cura che gli artisti dei secoli scorsi avevano nell’uso di materiali adatti  alla conservazione. Cosa ne sarà delle opere di Street Art in un futuro?

Banksy, topi irrispettosi, Metropolitana di Londra, 2020

I materiali della Street Art

A differenza dei grandi maestri del passato che utilizzavano complesse combinazioni di pigmenti e leganti per la creazione delle loro opere, gli artisti di strada sono molto più rapidi nell’esecuzione. Essendo artisti che agiscono, nella maggior parte dei casi, con il favore della notte, hanno bisogno di prodotti già pronti, di facile applicazione e che riescano a rendere a pieno le loro idee. Nella maggior parte dei casi ad assolvere questa funzione sono le vernici industriali, soprattutto in forma di vernice spray. Tali colori sono compatibili con la maggior parte delle superfici e rapide da applicare, soprattutto con la tecnica dello stencil adottata da Banksy, che prevede la creazione di una sagoma in laboratorio, l’applicazione della stessa al supporto e lo spruzzo rapido di vernice che serve a trasferire la sagoma sul luogo designato.

Il problema più grande di queste opere è la conservazione. L’esposizione continua alle intemperie causa un rapido degrado, non a caso l’ultima opera dell’artista, “Ragazza con hula hoop”, comparsa a Nottingham poche settimane fa, è stata prontamente rivestita con una spessa lastra di plexiglass trasparente che ha il compito di tenerla al riparo da condizioni climatiche avverse. Un’altra incognita per i conservatori è sui materiali che compongono le vernici utilizzate. Essendo prodotti chimici di sintesi recente non si ha idea della loro resistenza e durata nei secoli, né delle loro modalità di invecchiamento. Solo il tempo potrà dare delle risposte.

Banksy, “Ragazza con hula hoop”, Nottingham, 2020

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