Il Superuovo

Bandersnatch: alla scoperta dell’inquietante film interattivo targato Black Mirror

Bandersnatch: alla scoperta dell’inquietante film interattivo targato Black Mirror

Anche quest’anno Charlie Brooker, padre della celebre serie tv britannica “Black Mirror” ci ha lasciati a bocca aperta con un regalo di natale fuori dal comune. La qualità, l’originalità e la genialità di questo prodotto sono ormai ben note al pubblico, ma quest’anno il suo team, in collaborazione con Netflix, ha voluto tentare l’azzardo cimentandosi in qualcosa di completamente nuovo, il tutto in pieno stile Black Mirror. Non si tratta nè di un episodio, nè di un gioco e, udite udite, nemmeno di un film. Siete pronti?

“Bandersnatch” così si intitola quello che gli autori hanno definito il primo episodio interattivo. Non esiste una traduzione letterale di questo termine inglese, si tratta del titolo che il protagonista, un programmatore appena diciannovenne, decide di dare al videogioco che sta creando. Il suo nome è Stefan Butler e vive, guarda caso, nella Londra del 1984. Per la creazione del nuovo gioco, egli prende ispirazione da un libro a lui molto caro che segue la teoria secondo la quale ognuno di noi esiste in infiniti universi nei quali abbiamo intrapreso scelte e strade molto diverse; una specie di “Sliding Doors”, ma con un tocco di inquietante distopismo orwelliano. Proprio su questo tema si incentra l’essenza del film. Nel corso della visione, infatti, lo spettatore è chiamato a prendere alcune importanti decisioni al posto del protagonista, che cambiano radicalmente il corso della storia. Il tutto avviene in maniera molto naturale e lineare; approssimativamente ogni cinque minuti, dal fondo dello schermo si alza una tendina che mostra due semplici opzioni riguardanti la trama da poter selezionare. Con un solo tap avrete cambiato la vita del povero Stefan. Le prime decisioni che sarete chiamati a prendere saranno di natura molto semplice, come scegliere che cereali mangiare a colazione o che musica ascoltare, giusto per prendere dimestichezza con gli aspetti interattivi del film. Col tempo la trama diventerà sempre più complessa e dovrete decidere sulla vita o sulla morte di alcuni personaggi: durante la visione sarete gli dei. In qualche modo la vicenda del giovane programmatore ricorda la tragedia di Edipo, eroe sofocleo. C’è Stefan, che prima inconsapevolmente, poi coscientemente, perde il controllo del proprio destino per mano di un essere superiore (lo spettatore), proprio come Edipo con gli dei. Nel corso della visione, tuttavia, seppur siamo noi a prendere molte decisioni, a tratti il film ci costringe a tornare indietro e a seguire dei passaggi obbligati, situazioni che nella storia devono verificarsi per forza. Quante volte avete sentito affermare con convinzione la frase “Tutto è già scritto”? Il messaggio dell’opera riguardo al tema del tempo potrebbe essere proprio questo: ammesso che ci siano infiniti universi, essi esistono tutti contemporaneamente e comunque vada tutte le possibilità si verificheranno, separatamente, in ognuno di essi. Il film permette di analizzare ogni finale possibile (sette in tutto), chiedendo allo spettatore se preferisca andare ai titoli di coda oppure continuare la visione ogni volta che si giunge ad uno di essi. Pensateci, una volta che tutti gli scenari si saranno verificati, a cosa saranno servite le vostre scelte? Avrete avuto il controllo o si è trattato solo di un’originale quanto tetra illusione? Alla fine tutto è andato come gli autori avevano previsto. Nella tragedia di Edipo e nella mentalità greca in generale, anche gli dei devono sottostare alla suprema forza del destino, dalla quale l’uomo ha sempre l’illusione di poter sfuggire. Chissà, magari esiste un universo in cui non avete aperto quest’articolo, un altro nel quale non esiste il Superuovo; il cellulare che avete in mano e forse nemmeno voi!

a cura di Andrea Arrigo

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