Aumenta il disboscamento nel continente europeo: ecco cosa sono le biomasse e cosa ne si ottiene

Da quanto è emerso da vari studi fatti durante gli anni, le foreste europee sarebbero oggetto di abbondanti deforestazioni per via della biomassa da esse ottenibile. Ma che cos’è la biomassa e per quale motivo è così ricercata?

Tutti noi sappiamo che la deforestazione per scopi commerciali non è una novità e soprattutto è un tema controverso. In generale si pensa che l’utilizzo del legno ottenuto da questi tagli sia generalmente per produrre mobili o per scaldare le case in montagna. C’è però un utilizzo del legname non conosciuto da tutti quale quello di estrarre da esso biomassa. La biomassa, che verrà definita in seguito, è una fonte alternativa di combustibile e di energia rinomata, impiegata in vastissimi modi.

Ciclo di vita della biomassa (biomassacotrans.cat)

La deforestazione

La rivista Focus ha recentemente pubblicato un articolo riguardante lo studio delle foreste quindi della loro espansione e della loro scomparsa. I dati raccolti tra il 1990 e il 2015 sono incoraggianti poiché emerge che, nei boschi del continente europeo, la quantità di alberi è aumentata occupando ben 90.000 km2 in più di terreno. Quello che però scoraggia gli esperti sono le immagini prese dai satelliti, le quali mostrano che le nostre foreste sono oggetto di tagli sempre più sostanziosi. Negli ultimi anni infatti si è visto addirittura un aumento del 50% di deforestazione rispetto agli anni passati. Queste immagini però si focalizzano sulle foreste di alberi alti almeno 5 metri e quindi non includono effettivamente tutta la quantità di legna presente nel nostro continente. Gli scienziati hanno allora incrociato i dati del satellite con quelli della quantità stimata di biomassa ligno-cellulosica presente in tutto il continente europeo e si è potuto evidenziare che, tra il 2016 e il 2018 è stato perso il 69% di biomassa in più rispetto agli anni scorsi. Lo studio ha anche evidenziato che il disboscamento è avvenuto principalmente in Finlandia e Svezia poiché le loro foreste hanno raggiunto da poco la maturità e quindi ideali per essere tagliate.

Biomassa

Questi tagli così sostanziosi di foreste europee sono stati giustificati dal fatto che nel commercio attuale c’è una richiesta sempre maggiore di biomassa usata per poi produrre combustibili. Questi combustibili prodotti non andrebbero ad inquinare l’ambiente poiché frutto di un ciclo che comprende l’albero che cresce e si sviluppa, e quindi produce ossigeno, e la parte della combustione di esso che produce una quantità di CO2 equiparabile o inferiore all’ossigeno prodotto dall’albero in vita. Nello studio fatto non è stato possibile determinare se questi tagli abbiano compromesso in qualche modo la qualità dell’aria oppure no ma resta il fatto che, se si continua ad adottare questa politica di tagli, la quantità di CO2 ed inquinanti tenderebbe sicuramente ad aumentare rendendo quindi necessario implementare e rendere più stringenti le misure di controllo delle emissioni da parte di ogni stato membro dell’Unione Europea. Che cos’è allora la biomassa? Essa è una parte dei rifiuti o comunque prodotti dell’agricoltura, pesca ma anche scarti delle città che può essere biodegradata cioè sciolta grazie a batteri, piante, animali o in sostanza attraverso agenti naturali. Non ha quindi un costo elevato, anzi a volte la si vende a titolo gratuito poiché presente in grande quantità. Il problema principale di essa è che per trattarla, in modo tale da ottenere sostanze utili, si impiega tempo e denaro. La biomassa presa in esame in questo articolo è quella lignocellulosica ovvero proveniente dal legno. In generale è composta principalmente da carboidrati e in questo caso cellulosa, emicellulosa e lignina. Normalmente le biomasse contengono genericamente anche grassi e proteine poiché sono composte, oltre che da frazioni di parti vegetali, da sostanze organiche animali ma non è questo il caso.

Combustibili da fonti alternative: le foreste

Sembrerà strano ma le biomasse non vengono bruciate per essere utilizzate come fonte di energia ma in realtà subiscono dei processi di trasformazione che le portano a diventare precursori di veri e propri combustibili utilizzati anche nell’ambito automobilistico. Partiamo dal presupposto che le strutture che compongono le biomasse, ovvero i carboidrati complessi quindi i polisaccaridi, sono strutture lunghe e abbastanza resistenti. Ci vorrà quindi un procedimento specifico per rompere queste catene lunghissime e uno di questi è la pirolisi. La pirolisi consiste nel sottoporre la biomassa a temperature elevate per far diventare il tutto da solido a liquido e liberare gas come metano o CO2. Un altro modo per trattare la biomassa è quello della gassificazione quindi del trattamento di essa con vapore acqueo per formare nuovamente un prodotto liquido. In realtà è usuale gassificare anche il prodotto della pirolisi così da ottenere un liquido migliore, pronto per essere trattato, per esempio, col processo Fischer- Tropsch che porta alla produzione di diesel e benzina. La biomassa può anche solo essere sottoposta al processo di fermentazione per portare alla produzione di bioetanolo, impiegato anch’esso come combustibile oppure è possibile produrre biodiesel attraverso un processo di transesterificazione delle biomasse liquide oppure ancora posso gassificare le biomasse e produrre idrogeno necessario per alimentare celle a combustibile che a loro volta alimentano macchine elettriche o addiruttira produrre bioplastiche… Insomma, come si è potuto vedere, l’impiego delle biomasse è molto esteso ed esistono molti modi di trattarle. Questo giustifica il perché dell’aumento della deforestazione ma non significa che per questo motivo si possa iniziare ad inquinare di più. L’importante è tenere sotto controllo la quantità di foreste e quindi tutelare la quantità di alberi presenti e mantenerla costante o addirittura in crescita per aiutare il pianeta a respirare un po’ meglio.

 

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