Attraverso la figura di Roberto Maroni, ripercorriamo la storia della Lega (Nord)

Nella giornata di martedì 22 novembre è venuto a mancare Roberto Maroni, ex ministro dell’Interno ed emblema della Lega Nord e della Lega.E’ della giornata di ieri, martedì 22 novembre 2022, la notizia della morte di Roberto Maroni, vera e propria bandiera per decenni interi della Lega Nord, prima, e della Lega, poi. L’ex ministro dell’Interno e parlamentare, infatti, si è spento ieri, a 67 anni, a causa di una grave malattia, scoperta solamente l’anno scorso. Nonostante il ritiro dalla politica attiva, i messaggi di condoglianze non si sono fatti attendere, soprattutto dai vecchi compagni di partito. Riscopriamo, insieme a lui, la sorprendente storia della Lega.

Il disastroso contesto storico-sociale

Numerose Leghe regionali, o partiti, nascono tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90 del secolo scorso. La Lega Nord, per esempio, nasce nel 1987 da Umberto Bossi, ma esistono molte altre Leghe, soprattutto nei territori del Nord Italia. Questo principalmente per i problemi che iniziano a emergere alla fine della Prima Repubblica. Innanzitutto, vi è una forte crisi finanziaria, con la lira che viene fortemente svalutata all’estero. Inoltre, il debito pubblico italiano raggiunge livelli da film horror (che ancora ci portiamo dietro). Ma non mancano gli sconvolgimenti storico-politici: la caduta del muro di Berlino nel 1989, quella del comunismo reale nel 1991, Tangentopoli nel 1992, gli attentati di mafia,… Il contesto storico, sociale ed economico fa trasparire la difficoltà di quegli anni. E non è una novità che, a fronte di grandi e cruciali cambiamenti, si propongano soluzioni inedite.

L’ideologia delle Leghe

Le Leghe iniziamo come semplici movimenti cittadini a scopi politici, per poi divenire dei veri e propri partiti. Sono delle compagini politiche estremamente localiste e campaniliste: ogni Lega bada al proprio territorio, cercando di fare mobilitazione per quello e quello soltanto. Solitamente hanno base regionalista e si riconoscono nella destra dell’arco costituzionale. Sono favorevoli al liberismo economico, mentre sono conservatrici sul piano socio-politico. Generalmente hanno un’impronta xenofoba non trascurabile, ma anche per quanto riguarda i diritti civili sono abbastanza rigide. Si collocano nello spettro del populismo esclusivo, tipico delle compagini di destra. Il welfare statale (che deve essere meno presente) deve essere dedicato solo agli italiani; la partecipazione politica deve essere riservata agli italiani; il popolo è formato dai veri italiani. Solitamente parlano anche dell’indipendenza di alcuni territori (come il Veneto), ma anche della famosa secessione fra Nord e Sud.

La Lega oggi

Dal fondatore, il senatur Umberto Bossi, all’ex governatore della Lombardia e ministro dell’Interno Roberto Maroni, all’attuale leader Matteo Salvini, ne è passata di acqua sotto ai ponti. Intanto, la Lega Nord è diventata solamente Lega, dando una parvenza di nazionalità al suo programma e al suo operato. Vittoriosa alle elezioni del 2018, molto meno a quelle del 2022, la Lega non si ferma, però. La personalizzazione del partito nella figura di Matteo Salvini continua, tanto da chiamarsi Lega-Salvini Premier. L’elettorato, seppur oscillante, continua a essere concentrato in Lombardia e nelle regioni del Nord. Non si fanno più le cerimonie a Pontida, né quelle con l’acqua del Po; la Lega ha smussato le sue opinioni euroscettiche, ma anche quelle contro le regioni del Sud Italia. I cambiamenti in politica sono normali, ma vediamo dove porteranno il partito questa volta.

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