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Alberto Genovese e le violenze avvenute nella sua Terrazza: le origini della violenza di genere

Alberto Genovese, 43 anni, è un noto imprenditore e il fondatore di “Facile.it” – azienda che ha lasciato e nella quale non ha più alcun ruolo operativo dal 2014 – lo scorso 7 novembre è stato arrestato e messo in stato di fermo in custodia cautelare per accuse di violenza sessuale su una ragazza 18enne.

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Una notte di ottobre, in uno dei famosi party sulla sua “Terrazza Sentimento” a Milano, Antonio Genovese ha drogato, violentato e segregato fino al pomeriggio dell’indomani una ragazza 18enne. La giovane ha passato quasi un mese in isolamento in prognosi prima di esporre denuncia.

La ricostruzione dell’accaduto

Lo scorso 10 settembre, Antonio Genovese ha organizzato una delle sue famose feste sulla sua “Terrazza Sentimento” al centro di Milano, accanto al Duomo. Quella sera una ragazza di 18 anni è stata drogata, violentata e segregata. La stanza nella quale l’aggressione è avvenuta era sorvegliata da una guardia del corpo, e la ragazza non avrebbe potuto chiedere aiuto perché gli ospiti dovevano lasciare all’ingresso tutti i cellulari.

La giovane vittima è caduta in stato di shock e ha dovuto ricorrere a cure mediche per la violenza subita, che le sono costate ben 25 giorni di prognosi. Il 13 novembre ha avuto finalmente il coraggio di denunciare l’uomo.

Nella giornata di ieri l’avvocato della ragazza ha reso pubbliche le sue scioccanti dichiarazioni:

Dalle 22,30 circa di quella sera, fino alle 16,30 del giorno successivo, ho i ricordi offuscati. Non so cosa mi sia accaduto di preciso perché ad un certo punto ho perso lucidità, sono quasi certa che facendomela passare per cocaina, qualcuno, penso Alberto, mi ha fatto assumere qualche altra sostanza che mi ha stordita.

L’avvocato aggiunge altri dettagli che la ragazza gli ha raccontato, che sono stati resi pubblici dal quotidiano “La Repubblica”. https://milano.repubblica.it/cronaca/2020/11/19/news/alberto_genovese_stupro_alla_festa_18enne-275018213/

“Di quelle ore in cui ero come stordita, ho solo dei flashback: ricordo che ero in camera da letto di Alberto, sono certa che in quel momento ero ammanettata. Ricordo che con le manette mi avevano legato sia le caviglie che i polsi, in maniera molto stretta. Ero completamente nuda. Mi sono risvegliata verso le 16,30 del giorno successivo. Ero nel letto sempre nuda, accanto a me, nel letto c’era Alberto che era completamente nudo anche lui ed era sveglio. Il lenzuolo che copriva il materasso era pieno di sangue”.

I precedenti dell’imprenditore

Quando coloro che hanno frequentato almeno una delle feste dell’imprenditore parlano delle loro esperienze, descrivono un mondo a base di droga e sesso. Protagonista indiscussa di ogni party era la droga, che arrivava distribuita su piatti neri e disponibile a tutti. I partecipanti ricordano che per accedere a queste feste serviva necessariamente un invito e non era possibile filmare e fare foto durante il loro corso.

Numerose testimonianze fanno pensare che questo accaduto sia solo l’ultimo di una lunga serie. Le serate di Genovese erano tutte caratterizzate all’inizio da un consumo di droga consenziente, fino ad arrivare a un abuso forzato di sostanze e allo stato d’incoscienza.

Un’altra ragazza ha denunciato un fatto simile accaduto a luglio durante una vacanza a Ibiza. Anche lei era stata invitata a continuare a fare uso di droga nella stanza privata di Genovese, fino a non ricordare più nulla dopo aver assunto una sostanza che pensava fosse 2cb e sospettando di aver subito violenze.

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Le dichiarazioni del carnefice

Alberto Genovese dichiara di aver compiuto l’atto per il quale è stato accusato in “buona fede” e di aver passato, secondo la sua impressione, “una bella serata” con la vittima. Egli inoltre si nasconde dietro alla tossicodipendenza, palesemente per accedere alle attenuanti per incapacità momentanea.

Sono un tossicodipendente ormai da 4 anni, quando faccio uso di droga perdo il controllo, non riconosco il confine tra legale ed illegale. Ho bisogno di aiuto per disintossicarmi.

Il giudice per le indagini preliminari che ha convalidato il suo arresto, Tommaso Penna, dichiara di aver rilevato nella personalità di Genovese “un assoluto disprezzo per il valore della vita umana, soprattutto quella delle donne”.

Il sessismo alla base della violenza di genere

La differenza tra uomini e donne è solamente un costrutto sociale: quasi tutte le differenze di genere sono prodotte culturalmente e non hanno una fase biologica.

Gli uomini hanno sempre definito le caratteristiche maschili in opposizione alle caratteristiche femminili, affermando spesso che le prime sono superiori alle seconde, promuovendo così il sessismo.

Con l’avvento dei mass media e in particolare dei social network, la visione della donna è andata a migliorare da un lato e a peggiorare da un altro. Le immagini fornite dai media vanno ben oltre un semplice intrattenimento.

Il sessismo trova terreno fertile nella società, poiché è patriarcale. Le origini del patriarcato si trovano nella cultura: dopo aver accumulato potere nella società, gli uomini erano restii a condividerlo con le donne, da qui la disuguaglianza di genere continua ancora oggi.

Una questione molto discussa ai giorni nostri è la discriminazione sul lavoro nei confronti delle donne. Infatti, vi è non poca differenza retributiva tra uomini e donne in molti ambiti lavorativi o nei loro segmenti ancora oggi. Qui possiamo parlare del “soffitto di cristallo“, una barriera spesso invisibile creata dal sessismo, che impedisce a donne qualificate di raggiungere i livelli più elevati della struttura manageriale. È chiaro che questo tipo di discriminazioni intacchino l’autostima delle donne e ne limitino le ambizioni.

La disparità di genere si riflette nella violenza sulle donne

La violenza nei confronti delle donne è sia una conseguenza che una causa delle disuguaglianze di genere. Nel mondo,  circa l’85% della violenza è indirizzata alle donne.

Esistono diversi tipi di violenza sulle donne:

la violenza domestica, ovvero un comportamento violento usato dall’uomo per acquisire o mantenere potere e controllo sulla propria partner, che include componenti fisiche, sessuali, psicologiche, emotive ed economiche e qualunque comportamento intimidatorio, manipolatore, umiliante, isolante e spaventoso; le molestie sessuali, ovvero proposte sessuali non gradite e altre molestie fisiche o verbali di natura sessuale, molto spesso legate all’ambito lavorativo e all’abuso di potere da parte dell’uomo (anche i governi sono implicati in questo crimine); e il traffico di esseri umani, caratterizzato da un rete criminale che sequestra persone per sfruttarle sessualmente o come manodopera coattiva. L’80% delle vittime di traffico di esseri umani sono donne e ragazze anche sotto i 18 anni di basso reddito, i trafficanti le attirano con la promessa di un lavoro, ma quasi il 90% è costretta a prostituirsi.

Secondo i sociologi Lacan e Bordieu, la radice della violenza sulle donne è la sua oggettivazione estrema da parte dell’uomo, che la concepisce come oggetto di sua proprietà (nel caso della violenza domestica) o semplicemente come un oggetto debole con il quale può soddisfare i propri bisogni.

La violenza di solito scatta quando la donna si sottrae a tale idea, oppure, nel caso di Alberto Genovese, le cause principali sono l’abuso di potere, la tossicodipendenza e la poca considerazione della persona umana, in particolare della donna.

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