Il Superuovo

Duro attacco di Casalino a Il Foglio: “A che cosa serve?”

Duro attacco di Casalino a Il Foglio: “A che cosa serve?”

Il portavoce del Presidente Conte attacca un giornalista de Il Foglio, minacciandolo della chiusura del giornale. La vicenda è emersa durante la puntata di Linea Notte del 12 luglio scorso. E mentre Pd e Fi chiedono spiegazioni, Casalino replica: “era solo una battuta”.

Adesso che Il Foglio chiude, che fai? Mi dici a che serve Il Foglio? Perché esiste?“: sono queste le parole con cui il portavoce del Presidente Conte Rocco Casalino ha apostrofato il giornalista Salvatore Merlo, de Il Foglio, a margine di una manifestazione in Piazza Monte Citorio. Merlo era lì per raccontare la manifestazione organizzata dal MoVimento 5 Stelle per festeggiare la “giornata storica” del 12 luglio, in cui l’Ufficio di Presidenza della Camera ha approvato il ricalcolo delle pensioni vitalizie degli ex-parlamentari rispetto a parametri contributivi. Ad un certo punto Casalino, consapevole del finanziamento pubblico che percepisce Il Foglio in quanto cooperativa giornalistica e della dipendenza del giornale da tali finanziamenti, si sarebbe avvicinato con fare minaccioso al collega rivolgendogli queste pesanti parole. L’accaduto è stato reso noto soltanto la sera del 12 luglio, quando è lo stesso Merlo a raccontare la sua versione ai microfoni di Linea Notte. La vicenda ha scatenato un vero e proprio caso politico: il Pd ha chiesto all’Ordine dei Giornalisti della Lombardia, cui lo stesso Casalino risulta essere iscritto, di aprire un’indagine per chiarire l’accaduto; molti parlamentari di FI, da Crosetto a Gelmini, hanno difeso il giornale e attaccando Casalino per la pesante ingerenza. Casalino a cui Il Foglio risponde con un’iniziativa speciale: un’abbonamento “vitalizio” per lui e scontato del 20% per gli utenti che utilizzeranno il codice sconto “Rocco”.

casalino
Il giornalista de Il Foglio minacciato, Salvatore Merlo

La risposto di Rocco Casalino non si è fatta attendere: “era solo una battuta e Merlo lo sa bene visto che scherzava pure lui“. Eppure, di queste uscite un po’ ambigue nei confronti dei suoi colleghi giornalisti se ne trovano a bizzeffe nella storia del personaggio di Casalino. Concorrente della prima edizione del Grande Fratello, le sue uscite provocatorie iniziano in seguito alla nomina a Responsabile della Comunicazione del MoVimento 5 Stelle. Il culmine si è avuto in occasione dell’annuncio dell’accordo di governo Lega-5Stelle: dopo aver inviato via sms la notizia dell’accordo a Enrico Mentana, aveva preso in giro la sua lenta reattività ad un’ultimissima notizia, mostrando come i fili dell’informazione vengano tenuti esclusivamente da lui. E come dimenticare il famigerato “codice Rocco“? Negli anni 30 questa espressione designava il codice di procedura penale elaborato dall’allora Ministro della Giustizia Alfredo Rocco e rimasto in vigore per i primi anni dell’era repubblicana; ad oggi, si intende la procedura di intervista che le emittenti televisive sono costrette a seguire per potere intervistare gli esponenti della maggioranza di governo: niente contraddittorio, domande concordate, nessuna possibilità di fare domande inaspettate. Insomma, un vero e proprio genio della comunicazione, che da semplice concorrente diventa egli stesso “il Grande Fratello“.

Questo tipo di comunicazione, a cui inevitabilmente molte emittenti si piegano, lentamente soffoca le classiche strutture della democrazia rappresentativa. Nel caso in questione, dipingere i giornali come parassiti della società, come mezzo di informazione ormai obsoleto, li svuota del loro ruolo di “cani da guardia della democrazia“, secondo la celebre definizione di Winston Churchill. Come tali, infatti, i giornali devono avere un’opinione, che non significa necessariamente presentare i fatti in maniera parziale o incompleta, ma fornire spunti interpretativi tali da introdurre il lettore all’interno della complessità del reale. Una complessità che i populisti moderni tendono a negare, semplificando il più possibile. E l’uscita di Casalino, quanto mai inopportuna, tende a confermare questo sostanziale trend negativo, che spinge giù l’Italia nelle classifiche per la libertà di stampa.

-EnricDeBlessed

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