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Assassin’s Creed Odyssey rappresenta accuratamente gli eventi storici greci: vediamone cinque

Assassin’s Creed Odyssey rappresenta accuratamente gli eventi storici greci: vediamone cinque

La saga di Assassin’s Creed è una delle più amate dai videogiocatori di tutto il mondo e il fiorire di nuovi titoli ne è la prova. Forse mai come in Odyssey si è però raggiunto un così grande livello di accuratezza storica.

Ecco dunque una lista dei cinque eventi meglio inseriti nel mondo del videogioco.

La peste di Atene

Nel suo viaggio nel mondo greco il protagonista si troverà a passare per Atene, in piena guerra del Peloponneso. Qui incontrerà personaggi famosi come Pericle, Socrate e Aristofane, coi quali dovrà collaborare per compiera la sua missione: abbattere la Setta di Cosmos, un’organizzazione segreta che controlla il mondo greco per i proprio fini. Al suo secondo passaggio per la città dell’Attica la ritrova molto cambiata rispetto al passato. La grande fioritura culturale e commerciale che avevano fatto di Atene la scuola dell’Ellade avevano lasciato il posto alla miseria e alla malattia. Nel 430 infatti Atene venne colpita da una violenta epidemia di peste, che provocò la morte di migliaia di cittadini, tra cui Pericle stesso. Il contagio all’epoca fu favorito dalla politica di Pericle che scelse, come strategia per combattere gli Spartani, di difendere la città di Atene, spostando la popolazione dalle campagne alla città, evitando quindi lo scontro diretto con il nemico, colpendolo invece grazie alla forza della marina ateniese. Nel videogioco è ben rappresentata questa situazione anche se, ai fini della storia, Pericle non verrà ucciso dalla peste ma dalla Setta di Cosmos.

L’ascesa di Cleone

Molto accurata è anche la presentazione di un personaggio poco noto ai più, ossia Cleone. Egli è l’uomo politico che prende le redini di Atene dopo la morte di Pericle, anche se con risultati molto minori rispetto al suo predecessore.
<span;>Nel videogioco, così come nelle narrazioni degli storici, Cleone è presentato come un demagogo, che sfrutta la folla per i propri interessi e non si fa scrupoli a manipolarla. Molto precisa è anche la sua fine, ossia la sua morte ad Anfipoli, città della Grecia settentrionale che Ateniesi e Spartani si contendevano per le ricche risorse della zona. Questa spedizione venne intrapresa anche per riguadagnare la fiducia del popolo in un momento in cui la guerra non andava particolarmente bene per Atene e anche questo aspetto è ben colto dal videogioco. Degno di nota è che, sempre in questa circostanza, si mostri anche la morte di Brasida, generale spartano inviato a fronteggiare gli Ateniesi.

L’esilio di Pausania di Sparta

Il protagonista del gioco, Spartano di nascita, a un certo punto della sua odissea ritorna nella città natale, sulle tracce di un membro di spicco della Setta di Cosmos. Qui scoprirà che si tratta di uno dei due re di Sparta, Pausania II, nipote del Pausania vincitore di Platea. Dopo aver raccolto le prove della sua affiliazione alla setta decide allora di convocare gli Efori, magistrati spartani che avevano l’autorità per deporre uno dei due re, chiaramente con prove sufficienti. Dopo un breve confronto Pausania verrà esiliato e successivamente ucciso dal protagonista. Questa è una delle maggiori incongruenze del videogioco, perchè il vero Pausania, deposto dal trono nel 426, tornerà poi da re a Sparta nel 409, per poi morire molto tempo dopo, nel 385. Resta comunque notevole che gli sviluppatori abbiano saputo rendere con abbastanza precisione le vicende di politica interna spartana dell’epoca, adattandole alle necessità della trama del videogioco.

La corruzione della Pizia

Anche se non si tratta di un evento storico vero e proprio, Assassin’s Creed Odyssey ha saputo cogliere un fenomeno frequente nel mondo greco, ossia la corruzione dell’oracolo di Delfi per favorire i diversi stati greci. Il gioco, ai fini della trama, individua nei corruttori del santuario i membri della Setta di Cosmos, ma nella realtà storica erano le varie poleis, di volta in volta a estendere la propria influenza sulla realtà religiosa che più di tutte sapeva influenzare la vita della Grecia, come dimostra la grande importanza che assunse l’Anfizionia Delfico-pilaca (il sinedrio dei rappresentanti della Grecia che si riuniva a Delfi) nel IV secolo, vero e proprio strumento di controllo delle relazioni internazionali in Grecia. Fu soprottutto Filippo di Macedonia a comprenderlo e a sfruttare tutte le potenzialità dell’Anfizionia per estendere la sua influenza non solo attraverso la forza militare.

I Cavalieri di Aristofane

Verso la fine del gioco, per screditare Cleone e allontanarlo dal popolo, il protagonista aiuta il commediografo Aristofane a mettere in scena una sua opera: i Cavalieri. Questa commedia, vincitrice delle Lenee del 424, rappresenta due servi di un padrone, Popolo, in cerca di rivalsa contro un terzo servo, adulatore e ipocrita, Paflagone, divenuto il favorito tra i tre. Per screditarlo ricorrono all’aiuto del Salsicciaio, un demagogo ancora peggiore di Paflagone. I due allora si scontrano in un agone verbale e fisico, con il Salsicciaio che risulta vincitore. Popolo però, a sorpresa, dimostra di non essere ingenuo come pareva e di aver aspettato il momento migliore per scoprire e punire i disonesti. Questa commedia vuole rappresentare la situazione politica di Atene, con Cleone trasformato in Paflagone. Aristofane voleva mostrare come il popolo fosse avvelenato dalla demagogia e dovesse cercare di liberarsene.
<span;>Anche nel videogioco l’intento di Aristofane è quello di screditare Cleone e abbassare il suo gradimento presso l’opinione pubblica, con risultati positivi.

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