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Assassin’s Creed III: il videogioco di casa Ubisoft ci parla dettagliatamente dell’Indipendenza Americana

Assassin’s Creed III: il videogioco di casa Ubisoft ci parla dettagliatamente dell’Indipendenza Americana

Le avventure di Connor Kenway, protagonista del videogioco Assassin’s Creed III, ci mostrano da vicino le fasi salienti che hanno portato gli Stati Uniti all’indipendenza.

La nascita della bandiera americana (Beleaf magazine)
La nascita della bandiera americana (Beleaf magazine)

Assassin’s Creed III è un videogioco della casa di produzione Ubisoft pubblicato il 31 ottobre 2012. L’opera ricostruisce in maniera brillante, con missioni principali e secondarie, gli eventi che hanno caratterizzato la Rivoluzione Americana, fondamentali per il raggiungimento dell’indipendenza in America.

Assassin’s Creed III ci racconta l’Indipendenza Americana

Il protagonista dell’opera videoludica Assassin’s Creed III è Connor Ratonhnhaké:ton Kenway, giovane americano di origini indiane. Durante l’intera narrazione le sue vicende personali si intrecceranno con quelle della Rivoluzione Americana. Connor sarà, pertanto, un testimone oculare del sanguinoso scontro combattuto fra i coloni americani e l’esercito britannico nell’America coloniale di fine Settecento. La trama del gioco si sviluppa fra il 1753 al 1783 ed include due eventi fondamentali per la storia america: la Guerra dei Sette Anni e la Guerra d’indipendenza americana. L’azione si sviluppa principalemente nelle città di New York e di Boston. Il team di Ubisoft è riuscito a ricostruirle in maniera minuziosa. In alcuni missioni specifiche si possono esplorare anche ambientazioni più ampie come il mar dei Caraibi. Inoltre, nell’opera sono stati inseriti personaggi storici realmente esistiti, come George Washington, il Marchese de La Fayette e Benjamin Franklin, con cui il giocatore può interagire.

Le tredici colonie e il Boston Tea Party

Durante la Guerra dei Sette anni (1756-63) le tredici colonie combatterono a fianco dei britannici contro le forze francesi. La vittoria ottenuta rese evidente come i coloni necessitassero meno del sostegno della madrepatria, soprattutto in campo politico. In particolare, i coloni si dimostrarono insofferenti rispetto agli Atti di navigazione. Con questi documenti si vietava alle colonie la possibilità di commerciare con paesi terzi e si imponevano loro dazi altissimi. Pertanto, le colonie non potevano non solo importare ma nemmeno produrre in autonomia determinati prodotti. Questo aumentò il contrabbando e la corruzione. Le tasse altissime su prodotti come caffé e zucchero resero l’insofferenza dei coloni sempre più evidente. L’insoddisfazione aumentò sentimenti come lo spirito di intraprendenza e l’individualismo. Alla fine il dissenso divampò nel 1773 nel porto di Boston. Un gruppo di coloni, travestiti da indiani, salirono su una nave della Compagnia delle Indie orientali e gettarono in acqua tutto il carico di té. Questo episodio verrà ricordato con il nome di Boston Tea Party.

La guerra di Indipendenza Americana

Il primo Congresso continentale si riunì a Filadelfia nel settembre del 1774. Durante quest’assemblea i coloni decisero di boicottare l’acquisto di merci britanniche. Inoltre, gli stessi decretarono di riconoscere solo le leggi emesse e votate dalle loro assemblee, abnegando le leggi del Parlamento britannico. Tuttavia, l’insofferenza inglese rispetto alle volontà americane, incrementò gli scontri fra le due parti. Pertanto, il 4 luglio 1776 i coloni arrivarono ad approvare la Dichiarazione d’Indipendenza, di cui Thomas Jefferson fu il principale fautore. I principi di cui si fece carico questo documento, sebbene in contraddizione con lo stato di schiavitù in cui viveva la popolazione nera nelle colonie, affermarono l’uguaglianza fra gli uomini e il diritto inalienabile alla vita e alla libertà. La lotta contro i britannici venne però di fatto combattuta sul campo di battaglia. Alla guida dell’esercito americano vi era George Washington, un ricco possidente della Virginia. La svolta principale si ebbe nel 1777 con la vittoria dei coloni a Saratoga. Dopo ciò i francesi decisero di appoggiare gli insorti. Nel 1781 l’esercito britannico capitolò a Yorktown. Infine, con il trattato di Versailles nel 1783 la Gran Bretagna riconosceva ufficialmente l’indipendenza delle tredici colonie americane. Nacquero gli Stati Uniti.

La Rivoluzione americana (Pandora)
La Rivoluzione americana (Pandora)

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