Nel genere dell’assurdo non vi è trama, eppure sul palcoscenico viviamo storie dai significati universali.

Samuel Backett (1906-1989) è stato uno dei più importanti drammaturghi della storia del teatro ed è uno dei pionieri del genere dell’assurdo. Una delle opere che racchiude il suo talento drammaturgico è Aspettando Godot del 1952.
“Aspettando Godot”
Sul ciglio di una strada di campagna, Vladimiro ritrova Estragone seduto su una pietra nel vano tentativo di togliersi una scarpa. È sera e i due iniziano a chiacchierare del più e del meno mentre attendono Godot, che si dovrebbe palesare prima del tramonto. Un albero vicino ai due perde le foglie come se regolasse il passare del tempo e dei giorni. Nell’interminabile attesa, i due cercano di passare il tempo parlando delle temperature troppo rigide, lamentandosi della fame e del loro stato esistenziale, litigano per cose futili; decidono di separarsi, ma in realtà non possono perché l’uno non può fare a meno dell’altro. Finché non guardano l’albero e pensano di suicidarsi, ma non è il caso dato che devono avere un qualcosa da Godot; quindi, continuano ad aspettare mangiando delle carote. D’un tratto arriva con arroganza un signore, Pozzo, che sostiene di essere il proprietario della campagna dove Vladimiro ed Estragone stanno attendendo. Ed è “accompagnato” da un altro signore, Lucky, che tiene legato a guinzaglio con una corda come fosse un cane. I protagonisti, comprendendo che non si trattava di Godot e provano a istaurare un dialogo tranquillo per capire il motivo per il quale Pozzo umiliasse il suo compagno. Così inizia la lunga e interminabile attesa: tema centrale della drammaturgia.
Godot
Godot è il protagonista tanto atteso dalla coppia di personaggi, ma vi è un bruttissimo spoiler da fare per chi non abbia letto il copione: non si paleserà mai! La voce di Godot è racchiusa nel personaggio del Ragazzo, che entra in scena al termine dei due atti che compongono la struttura del testo, e come fosse un messaggero di Dio annuncia ai personaggi che “oggi” Godot non arriverà. Nella dramatis personae, Godot è, per definizione, il personaggio cardine, colui che è alla guida di un movimento o di una causa. Nel nostro causo il personaggio “assente” ma porta avanti l’intera drammaturgia. In The Theater of Absurd, M. Esslin afferma:
The subject of the play is not Godot but waiting, the act of waiting ad an essential and characteristic aspect of the human condition. Throughout our lives we always wait for something, and Godot simply represents the objective of our waiting – an event, a thing, a person, death. Moreover, it is in the act of waiting that we experience the flow of time in its purest, most evident from.
L’attesa nascosta nell’etimologia
Soffermandoci sull’etimologia del nome “Godot” questo sembra ispirato al ad un personaggio di Balzac, presente nella sua opera Le Faiseur, e si chiama proprio Godeau. Come nell’opera di Beckett, anche in quella di Balzac l’arrivo di questo personaggio è l’evento più atteso per salvare il conflitto della commedia. Il termine Godot sembra essere una forma indebita della parola God, un diminutivo formato sull’analogia di Pierre – Pierrot, oppure Charle – Charlot, associato al personaggio di Charlie Chaplin, la cui bombetta rappresentativa è indossata da tutti e quattro i personaggi in Aspettando Godot. Anche il titolo dell’opera di Beckett sembra ispirato ad Attende de Dieu di S. Neils.
Così nel significato di un nome, si racchiude il semplice messaggio per cui è stata concepita l’intero testo teatrale: l’attesa per trovare una soluzione alle domande sull’esistenza umana.