Arancia meccanica di Stanley Kubrick: tra spirito libero e volontà di potenza

Tra spirito libero e volontà di potenza: Alex di arancia meccanica incarna la vita istintuale e autentica.

Il protagonista di “Arancia meccanica”, Alex, incarna una vita istintuale, autentica e genuina, rappresentando in toto il principio nietzscheano del dionisiaco. E’ uno spirito libero, costretto ad essere annichilito e ad entrare nel magma universale dell’indifferenziato. Quanto la società può sovvertire un individuo?

Arancia meccanica

“Arancia meccanica”, film scritto e diretto da Stanley Kubrick nel 1971, si rifà all’omonimo romanzo di Anthony Burgess. In una Inghilterra futuristica, Alex, il protagonista, e i suoi drughi, i compagni che lo seguono, si dedicano di notte “all’amata ultraviolenza”. Dopo l’ennesimo misfatto, però, Alex viene tradito dai suoi compagni e arrestato. Condannato a 14 anni di detenzione, verrà scelto dal ministro degli Interni per esperire il “trattamento Ludovico”. Vista come un’occasione da cogliere al balzo al fine di una riduzione della pena, si trasforma in un programma di tortura che sconvolge profondamente la natura dell’individuo. Alex, legato a una sedia con delle pinze che gli impediscono di chiudere gli occhi, è costretto alla visione di film colmi di violenza. Da carnefice a vittima. Nonostante il modus operandi, il “trattamento Ludovico” presenta i suoi successi. E così Alex, espiata la sua colpa, subirà le vendette dei suoi ex compagni e perseguitati. Così tenterà il suicidio, ma si salverà.

Spirito libero

Questo film è stato definito “l’unico film capace di spiegare davvero cosa sia il mondo moderno.” L’intento di Kubrick è quello di criticare le istituzioni e il loro operato sovversivo perché, per tenere a bada la violenza, sopprimono il libero arbitrio dei cittadini. Cittadini sempre più inclini a comportamenti obbrobriosi. Kubrick condanna la violenza abusandone. Alex incarna il principio dionisiaco, che scaturisce dall’inconscio dell’uomo ed è il momento in cui lo spirito viene lasciato libero di esprimersi. E’ il mondo istintuale. In questo film, Kubrick presenta un grottesco quadro realistico della società. Durante il “trattamento Ludovico”, Alex è costretto a seguire regole, acquisire schemi mentali, abbracciare determinati valori, e tutto ciò lo ha solo soppresso, facendolo omologare. Ma prima di tale “cura”, Alex vive in modo autentico, libero, puro, senza illusioni, e incarna lo spirito libero. Rappresenta la natura messa a nudo, la liberazione da tutti i vincoli che la società ci impone, l’irrazionalità. E’ autentico.

Volontà di potenza

Secondo Nietzsche, la vita è istinto. L’uomo deve liberarsi da qualsiasi vincolo della morale e della trascendenza per vivere secondo quelli che sono i genuini impulsi della natura. Il tutto in una dimensione non solo individuale, ma anche egoistica. Sopraffazione del più forte, crudeltà, prepotenza e sessualità: l’uomo è soltanto la sua volontà di potenza. L’unico desiderio è quello di moltiplicare la propria potenza con tutti i mezzi, il tutto in un’ottica immanente. Infatti, nell’esercizio della sua ultraviolenza, Alex è felice, incarna la volontà di potenza. Di fronte alla nullità dei valori e alla realtà della sofferenza, essa rappresenta la risurrezione dell’uomo. Ciò non significa, tuttavia, che l’espressione nietzscheana di volontà di potenza indichi una condizione di potere o di superiorità: la volontà di potenza non è altro che affermare se stessi e la propria natura, proprio come fa Alex. La sua violenza non è mediocre e brutale, bensì creativa e istintuale. “Arancia meccanica vuole mostrare come la società opprima la natura dell’uomo. Il film non è un’esaltazione alla violenza, ma un invito a riprenderci il nostro essere, la nostra libertà, contro gli schemi apparentemente innocenti e accoglienti che ci propone la società. Una società repressiva e feroce.”

Marina Cannone

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