Appuntamento al Salone del Libro: per la prima volta ci saranno i self-publisher

Per la prima volta un’intera area del Salone del Libro di Torino sarà dedicata al self-publishing.

Salone del Libro di Torino 2022: date, tariffe, programma (19 Maggio 2022 - 23 Maggio 2022, Torino)

Quest’anno il Salone Internazionale del Libro di Torino si tiene dal 19 al 23 maggio presso il Lingotto Fiere e il tema conduttore è “Cuori selvaggi”.

Il Salone del Libro

Il Salone Internazionale del Libro di Torino è arrivato alla 34° edizione ed è la manifestazione italiana più importante nell’ambito editoriale, promossa dall’associazione “Torino, la città del libro”

Protagonisti di questa grandiosa fiera sono i libri: all’interno di un enorme spazio espositivo vengono ospitate case editrici grandi e piccole (quest’anno 893), vengono presentati nuovi libri, si svolgono conferenze e spettacoli e molte sono le iniziative didattiche per le scuole e per le università. Vi è, inoltre, la possibilità di incontrare autori famosi e di scoprire gli emergenti.

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Cos’è il self-publishing e cosa c’entra con il Salone?

I lettori accaniti molto probabilmente hanno già sentito parlare di self-publishing, qualcuno sa che riguarda i libri o forse l’editoria… Ma in breve che cosa è?

Il self-publishing (in italiano autopubblicazione) è, semplicemente, la pubblicazione di un libro da parte dell’autore, senza l’intermediazione di una casa editrice.

Si tratta di una realtà “sempre più affermata e importante nel panorama editoriale italiano” (si legge sul sito ufficiale del “Salone Internazionale del Libro”). Il Salone ha infatti deciso per la prima volta di dedicare un’intera area espositiva ai self publisher (“la Libreria dei Self Publisher”), alle piattaforme di autoeditoria e agli esperti di questa innovativa produzione editoriale.

Sarà un’occasione formativa per imparare a sfruttare le risorse digitali del mondo editoriale, un momento di confronto per cercare di risolvere dubbi e perplessità, una possibilità per presentare le neo-prospettive del self-publishing, per sfatare falsi miti legati all’autopubblicazione.

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La storia del self-publishing

In Italia il leader del mercato del self è Amazon con la sua piattaforma Kindle Direct Publishing. La pratica dell’autopubblicazione è sempre più diffusa, data la saturazione del mercato editoriale tradizionale, l’alta competizione e la diffusione sempre maggiore degli e-reader e degli e-book.

In realtà, il self publishing e, quindi, la pubblicazione senza l’ausilio dell’editore è una pratica più antica di quanto si pensi: anche Tolstoy, Rowling, Poe, Hawthorne, Stephen King, Joyce, Whtiman, Pound, Caroll, Svevo, Moravia e D’Annunzio si sono autopubblicati, pubblicando quindi da sé- senza l’ausilio dell’editore- i primi romanzi o le prime poesie.

Facciamo qualche esempio:

  • Edgar Allan Poe fece stampare, con uno pseudonimo, le sue prime nove poesie in un volumetto dal titolo “Tamerlane and Other Poems” a un tipografo commerciale, non inserito nel mercato editoriale;
  • Nathaniel Hawthorne auto-pubblicò il suo primo romanzo “Fanshawe” (sono rimaste in circolazione pochissime copie della tiratura limitata della prima edizione “auto-edita” del romanzo;
  • Walt Whitman si auto-stampò la prima edizione di “Foglie d’erba” in anonimato.

Due casi italiani: Svevo e Moravia

In passato con il termine autopubblicazione si indicava soprattutto la pratica di pagare per vedere la propria opera pubblicata; oggi, invece, il selfpublisher è colui che pubblica un’opera senza l’intermediazione dell’editore e non necessariamente paga per pubblicare.

Italo Svevo (1861 – 1928) si auto-pubblicò e pagò per pubblicare i suoi tre romanzi: “Una vita” nel 1892, Senilità nel 1898 e perfino la prima edizione de “La coscienza di Zeno”. Il nostro Svevo, però, aveva alle spalle un influente sponsor: James Joyce.

Anche Aberto Moravia (1907 – 1990) sborsò circa 5000 lire per far pubblicare  la prima edizione de “Gli indifferenti”.

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