Apple, Google, Amazon e Facebook, Giganti del web sotto inchiesta, cambiano le regole Antitrust

Negli scorsi giorni, una forte flessione in negativo ha colpito i 4 colossi americani, che ieri si sono ritrovati a dover chiudere con una perdita tra il 4 e 9% sui mercati azionari.

La stessa enorme mole che le aziende hanno raggiunto e che fino a qualche mese fa gli valeva il titolo di “to big to fail”, sarebbe alla base dei problemi recenti. Infatti Apple, Google, Amazon e Facebook sono sotto indagine dalla Federal Trade Commission, con accuse che variano da pratiche monopolistiche a concorrenza sleale.

Google

Le accuse mosse a Alphabet, la proprietaria di Google, riguardano l’applicazione di un doppio standard nelle attività di ricerca online, soprattutto in quei mercati dove Google domina, incluso quello della pubblicità. Secondo Elizabeth Warren, la senatrice democratica candidata alle presidenziali del 2020,che ha spesso criticato l’algoritmo, secondo il quale visualizziamo i contenuti sulle nostre piattaforme preferite, in quanto, secondo la senatrice,troppo spesso di parte, e favorendo la stagnazione delle informazioni. Anche Donald Trump, presidente repubblicano, ha spesso criticato Google, sostenendo che la controllata YouTube (così come Twitter) favorisce i democratici rispetto ai repubblicani per numero di ricerche. Sembra che entrambe le parti cerchino di portare acqua al suo mulino, insomma, ma le accuse arrivano anche da fuori gli Stati Uniti. Nel 2018, infatti la Commissione ha multato Google per 5,1 miliardi di dollari per come venivano mostrati agli utenti i risultati di ricerca legati allo shopping, garantendo ingiusti favoritismi.

Facebook

La Federal Trade Commission statunitense si è aggiudicata il diritto di iniziare una potenziale inchiesta su Facebook per capire se il social network abbia a suo volta attuato pratiche monopolistiche. Con l’acquisto di altri social simili, e la possibile attuazione di pratiche di esclusione dal mercato di possibili rivali. La F.t.c. stava già indagando su Facebook per violazioni sospette della privacy legate allo scandalo Cambridge Analytica, caso che potrebbero costare al gruppo di Mark Zuckerberg fino a 5 miliardi di dollari. Oltre che le accuse di aver lasciato influenzare le elezioni americane da hacker russi, senza aver fatto nulla per impedirlo. La f bianca su sfondo blu, sembra essere quella con più carne al fuoco ed è infatti quella che ha perso di più in termini di fluttuazioni del mercato scendendo del 7,3% in una sola giornata.

Amazon

Il colosso del commercio on line è stato criticato perché limiterebbe la competizione a quei rivenditori terzi che usano la piattaforma per offrire i loro prodotti. Infatti parrebbe esserci una grande disparità tra i prodotti venduti dal sito prodotti dalla stessa Amazon, e tutti gli altri venditori nel sistema. Dal canto suo Jeff Bezos, il proprietario, ha sempre sostenuto, ovviamente, di non aver creato un monopolio: ha cercato di dimostrarlo spiegando che Walmart e altre aziende rappresentano una parte considerevole del mercato in cui si muove anche Amazon, e che sarebbe solo una scelta in base al miglior servizio, non a pratiche scorrette che favorisce il gigante online.

Tutte queste indagini, però, secondo gli esperti non sono importanti tanto di per sè, ma in quanto parte di un movimento più grande che potrebbe iniziare a voler cambiare le regole Antitrust, da sempre ritenute troppo permissive e che per quanto, in principio, limitino la possibilità di creare monopoli, di fatto permettono di concentrare grandi quote di mercato in pochissime mani. Noi dal canto nostro rimarremo allerta per potervi informare dei grandi possibili cambiamenti che potrebbero avere effetto diretto nelle nostre vite.

-Christian Caivano

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