Anonimi modificano la “Madonna con la pistola” di Banksy e ne fanno un simbolo antiguerra

Napoli: sopra la “Madonna con la pistola” compaiono due stencil pro Gaza e contro ogni guerra. 
Durante le Grandi Guerre gli artisti utilizzano l’arte come unica rappresentazione della disumanità a cui stanno assistendo. Allo stesso modo, gli anonimi che si sono serviti dell’opera di Banksy cercano di mandare un messaggio pro Gaza.

Banksy a Napoli

Le opere di Banksy sono, da sempre, delicati pugni in faccia che prendono a piene mani dalla nostra realtà e ce la ripropongono sotto forma di quadri, stencil, murales di piccole dimensioni in giro per la città.

L’opera in questione di oggi è la “Madonna con la pistola” in Piazza Gerolamini a Napoli – ribaltando il titolo più famoso di tutta l’iconografia cristiana. Già di per sé è una rappresentazione quanto mai ossimorica della Beata Vergine: Banksy la rappresenta in adorazione, come tutta la cristianità e non solo la conosce, ma in adorazione non di un altro elemento biblico bensì di una pistola. Quest’ultima è ricoperta dal tipico alone con il quale si rappresenta lo Spirito Santo: una pistola santa, in sostanza.

Ma questa volta non è l’opera d’arte di Banksy a interessare i giornali: per quanto irriverente e d’impatto la Vergine ha già diversi anni e dal 2016 è stata messa in sicurezza dietro una lastra di vetro. È pur sempre un’opera d’arte.

Da “Madonna con bambino” a “Madonna con la pistola”

Ma questa volta neppure la lastra di vetro ha potuto qualcosa contro chi, pur non rovinando lo stencil della “Madonna con pistola”, ne ha applicato un altro sopra la pistola: è comparsa, infatti, nella notte tra il 12 e il 13 marzo, la scritta GAZA – a dir poco chiaro segnale contro la guerra israelo-palestinese.

Ma non è finita qui: sempre per opera della stessa mano, la Madonna sembra quasi riemergere da una folla di bambini morti o moribondi mezzi nudi. Anche per questo stencil c’è poco da aggiungere.

Già in origine la “Madonna con la pistola” rappresentava un forte messaggio di condanna al circuito della mafia. In modo diretto ed estremamente semplice, Banksy trasmette un messaggio chiaro utilizzando l’iconografia cristiana, dimostrando, oltre a una conoscenza profonda della forte religiosità dei mafiosi, anche una capacità d’impatto non indifferente – soprattutto a Napoli, soprattutto in Italia.

Chi si è servito dell’opera di Banksy ha utilizzato perfettamente il meccanismo di denuncia per nulla velata, scagliandosi contro l’infanticidio che si sta verificando tutti i giorni a Gaza.

La potenza dell’arte risiede nella sua immediatezza nel veicolare un messaggio comprensibile e fruibile per tutti. Attraverso la mano dell’artista viene sputato fuori un messaggio più o meno forte, facendo sì che un evento specifico assuma un significato universale.

Picasso risponderebbe, anche in questo caso, “lo avete fatto voi”, come rispose a chi gli chiese chi avesse dipinto Guernica.

E come Guernica, anche la “Madonna con la pistola”, già di per sé di denuncia, modificata è un grido contro la guerra, di Artisti di Guerra.

Artisti di Guerra

La lettera maiuscola non è per manie di grandezze improvvise, bensì perché a cavallo tra le due Guerre e, soprattutto, durante la Seconda Guerra Mondiale, gli artisti di tutto il mondo hanno utilizzato la propria arte come continua denuncia di quello che erano costretti a guardare totalmente inermi. Unico scudo: l’arte.

Da Sutherland (colui che dipinse il ritratto di Churchill) a Picasso, da Goya a Dalì, tutti in un verso o nell’altro hanno cercato di dare un senso a ciò che stava avvenendo all’umanità, senza riuscirci.

Mutatis mutandis, anche Guernica di Picasso può effettivamente essere paragonata alla nostra “Madonna con pistola” ritoccata. Anche nell’enorme tela il pittore aveva rappresentato come la guerra si abbatta prevalentemente sugli innocenti, spesso poco più che neonati, rendendo inutile qualsiasi ricerca di spiegazione o motivo.

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