Il Superuovo

Andrea Bajani e Levinas: l’importanza di ascoltare il proprio io ed aprirsi all’altro

Andrea Bajani e Levinas: l’importanza di ascoltare il proprio io ed aprirsi all’altro

Andrea Bajani ci racconta il suo libro, in finale sia allo Strega che al Campiello, dopo un silenzio durato cinque anni. Si tratta di un romanzo molto introspettivo

Il romanzo nasce quindi con l’idea di raccontare la vita di un uomo nel tempo, attraverso le sue case. Si tratta di qualcosa di molto particolare ed insolito, che pone l’accento sull’io dell’autore.

”La casa non mente”

Questo è il titolo del romanzo, definito da Andrea Bajani come un libro di poesia camuffato da romanzo. Proprio la poesia ha accompagnato la fase di silenzio poetico e probabilmente è stata propedeutica alla stesura del romanzo. L’autore ci racconta come l’ispirazione sia nata durante un’esperienza molto personale, come borsista all’American Academy di Roma. Pensando e annotando una serie di case che corrspondessero al suo gusto, in pochi minuti è arrivata l’sipirazione chiave. Raccontare la vita di un uomo in un arco temporale scandito dalla propria abitazione, che certamente riflette l’io di ogni essere umano ed il suo gusto. Viene definito dall’autore comeun libro archeologico poichè non mancano edificiche sono preziosi per ricostruire l’intimità di chi li abitava. Si arriva presto alla conclusione che la casa, come la scrittura, non mente mai.

Originalità e scrittura

Una delle caratteristiche che contraddistinguono questo romanzo è certamente l’originalità: la sensibilità dello scrittore lo porta a comunicare i diversi cambi d’umore attraverso il cambio delle stanze, tra cui la cucina. Quello che si vuole comunicare è la stretta relazione con la casa, che accompagna tutte le fais della propria vita. Per quanto riguarda gli animali la migliore rappresentazione dell’io e delle proprie abitudini è proprio la tartaruga, definita dall’autore professionista di case. Ogni cosa , per lei che ha visto estinguersi tantissime specie, è una sciocchezza. Porta con sè la propria saggezza e tutta l’esperienza vissuta sulla propria pelle. Ogni uomo dovrebbe attingere al proprio bagaglio di conoscenza e sapienza per evitare di commettere errori sicuramente evitabili.

 

Levinas: l’io e l’altro

Nella filosofia di Levinas il tema dell’io e dell’altro ricopre un ruolo di fondamentale importanza, attorno a cui ruota ogni cosa. L’invito è quello di abbandonare l’io ed aprirsi totalmente all’altro, poichè l’io è massima espressione di egoismo e chiusura. A rappresentare l’io sono dunque le abitudini, la propria casa, che alla lunga viene vista come un macigno di cui liberarsi. Non una struttura circolare ma un svolta totale, alla ricerca del totalmente altro, interpretabile in diversi modi. Guardare il volto d’altri significa anche aprirsi all’etica, al grido d’aiuto dei più bisognosi. Esssere egoisti ci impedirà di percepire il richiamo del bisogno altrui ma anche di vivere la pienezza della vita, fatta si di abitudini, ma accopagnata anche da un desiderio di evasione e di libertà implacabile.

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