Andare oltre lo stereotipo: dalle favole di Esopo alle filastrocche di Rodari

Rodari prova a (far) immaginare un mondo al contrario: perfino la volpe che non arriva al grappolo, se si allena, può raggiungere il suo obiettivo. 

Le filastrocche al contrario di Gianni Rodari, come Alla Volpe o Alla Cicala, prendono spunto dalle favole antiche, cioè quelle di Esopo, ma ne cambiano completamente la morale, riuscendo a sorprendere il lettore moderno ormai abituato a riconoscere un certo vizio umano in ogni animale.

Un mondo a rovescio

La volpe e l’uva di Esopo

Una volpe affamata si aggirava per la campagna senza riuscire a trovare qualcosa per riempirsi lo stomaco. Finalmente, la sua attenzione fu attratta dal colore di certi bei grappoli d’uva che maturavano al sole. La volpe si fermò sotto la vite e prese a fissare il suo problema. Cercò di afferrarne uno con la zampa. Prese a saltare, sforzandosi di salire sempre più in alto… ma non riuscì a prenderlo. – Era solo un grappolo d’uva! In fondo, chi ne ha voglia disse tra sé allontanandosi.

Se la favola di Esopo cerca di spiegare come si manifesta “l’invidia” di chi non riesce ad ottenere qualcosa; Alla volpe di Rodari è un’esortazione a chi si pone un obiettivo, ma ha difficoltà nel raggiungerlo: non bisogna arrendersi al primo colpo, ma continuare a provarci con impegno.

Alla volpe

Questo è quel pergolato
e questa è quell’uva
che la volpe della favola
giudicò poco matura
perché stava troppo in alto.
Fate un salto,
fatene un altro.
Se non ci arrivate
riprovate domattina,
vedrete che ogni giorno
un poco si avvicina
il dolce frutto;
l’allenamento è tutto.

Anche Alla cicala  mette in discussione la morale de La cicala e la formica di Esopo. Infatti, la cicala “buona a nulla” viene elogiata da Rodari perché capace con il suo canto di regalare al mondo bellezza e spensieratezza.

Alla cicala di Rodari

Chiedo scusa alla favola antica
se non mi piace l’avara formica
io sto dalla parte della cicala
che il più bel canto non vende,regala!

La cicala e le formiche di Esopo

La cicala sedeva felice e contenta sopra una foglia e cantava. Non capiva perché le formiche lavorassero tanto anche in estate. -Trasportare tutto quel grandi con questo caldo! Che follia! Passò il tempo e venne l’inverno. Un giorno la cicala affamatissima andò dalle formiche che facevano asciugare il grano al sole. -Mi date un poco del vostro grano? Ne avete tanto! -Ma perché non ne hai fatto provvista l’estate scorsa?- replicarono. -Non avevo tempo -rispose la cicala.- Dovevo cantare. -Se hai cantato in estate, allora perché in inverno non balli?-dissero le formiche ridendo.

Andare oltre lo stereotipo

Nelle favole di Esopo di solito gli animali rappresentano dei tipi fissi: il leone è prepotente, la volpe è furba, la cicala è nullafacente.  Peró è necessario precisare che in alcune storielle questi animali si comportano diversamente da come ci si aspetta. Infatti, succede che il leone lascia andare via il topolino o la tartaruga diventa più veloce addirittura della lepre. Oltre alla morale che ogni favola ha da consegnare a noi lettori, Esopo vuole insegnarci con la sua raccolta a guardare oltre lo stereotipo: è importante essere svegli e inquadrare subito “il tipo” nel modo esatto, ma a volte la realtà non è come noi la immaginiamo e, alla fine, il “leone” non è sempre cattivo e la volpe così furba e invidiosa. Rodari  è stato capace di reinventare queste due “favolette antiche” e presentarci una volpe ed una cicala diverse da come le avremmo potute immaginare. È riuscito appieno ad andare oltre gli schemi, a presentarci “un mondo a rovescio” in cui tutto può accadere.

Sia Rodari che Esopo non vogliono solo far divertire: queste favolette sono di serio impegno sociale, anche se non drammatico, e cercano di far riflettere grandi e piccoli sul nostro mondo che, a volte, risulta essere proprio un mondo a rovescio che è possibile rendere più dolce e flessibile solo con il potere della fantasia.

 

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