Analizziamo tutti i fattori che possono contribuire all’obesità: un viaggio tra ambiente e genetica

L’obesità è sempre stata considerata una malattia legata allo stile di vita. Oggi sappiamo che non è del tutto vero.

Lo stigma che accompagna l’obesità è ancora oggi molto presente e impera ancora l’idea che sia causata solo dalla responsabilità individuale. Analizziamo l’argomento per non banalizzare.

Un problema di tutti

Per prima cosa vediamo cosa è l’obesità. Viene definita nel sito del Ministero della Salute come “una condizione caratterizzata da un eccessivo accumulo di grasso corporeo, che può determinare gravi danni alla salute”. Non è, dunque, annoverata tra i disturbi dell’alimentazione, ma rappresenta un problema sempre più grande per la sanità pubblica a causa degli elevati costi che comporta. Questi sono causati dal gran numero di problemi di salute correlati, come il diabete, l’ipertensione, malattie cardiovascolari e il cancro.

Ora parliamo un po’ di numeri. In Italia i dati raccolti in un campione di ragazzi di 11, 13 e 15 anni nel 2018 mostrano che il 16,6 % dei ragazzi tra gli 11 e i 15 anni è in sovrappeso, il 3,2% obeso. Sulla popolazione adulta tra i 18 e i 69 anni i dati raccolti nel periodo compreso tra il 2017 e il 2020 indicano che il 42,4% degli adulti è in una condizione di eccesso di peso. Il 31,6% è in sovrappeso, 4 su 10, e il 10,8%  è obeso, 1 su 10.

L’importanza dell’ambiente

I fattori che contribuiscono all’obesità sono moltissimi. Innanzitutto, è importante considerare l’ambiente in cui viviamo e gli influssi che può avere sul nostro comportamento. Un recente studio ha tentato di comprendere l’influenza del telemarketing sul consumo di merendine. I ricercatori hanno diviso in modo casuale alcuni bambini in due gruppi: il primo gruppo ha guardato un cartone animato inframezzato da annunci pubblicitari di merendine, il secondo ha visto lo stesso cartone, ma con annunci pubblicitari di altro genere. Alla fine della visione, i bambini appartenenti al primo gruppo, che avevano visto le pubblicità delle merendine, ne hanno mangiate in quantità maggiore rispetto all’altro gruppo.

Inoltre, è importante non sottovalutare la presenza continua del cosiddetto cibo spazzatura nei cartelloni pubblicitari, in tutte le città, ma anche nei film e nelle serie tv. Anche questi aspetti ci possono condizionare, come la loro economicità. Possiamo vedere, infatti, come solitamente costino molto meno rispetto al cibo salutare.

Genetica e stress

Ora prendiamo in considerazione altri tipi di fattori che possono favorire l’obesità. Tra questi è presente l’ereditarietà: tra il 25% e il 40% della varianza dell’obesità viene attribuita a fattori genetici. Questi possono agire sulla regolazione del metabolismo o sull’impatto dell’ipotalamo nella sensazione di fame/sazietà o ancora influenzando gli enzimi che causano il deposito di grasso. Quello che sappiamo per certo è che l’obesità è data da un insieme di fattori, genetici e ambientali insieme. Dunque, non può essere ridotta ad essere considerata una scelta della persona, che non si impegna nell’attività fisica e nell’alimentazione.

Infine, ultimi, ma non per importanza, bisogna ricordare il ruolo dello stress e degli stati d’umore negativi, che possono stimolare l’ingestione di cibo. Alcuni cibi, infatti, ricchi di grassi e zuccheri riducono lo stress per un breve periodo, trasformandosi in quelli che vengono definiti comfort food. Al contrario, però, dimostrano anche che una volta finito di mangiare o dopo un’abbuffata l’umore negativo aumenta nuovamente, aumentando il problema iniziale.

Come abbiamo viso, dunque, l’obesità è un aspetto complesso, in cui è necessario tenere in considerazione molti e diversi fattori per aiutare la persona e non banalizzare.

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