Analizziamo il quotidiano con De Certeau e “How I met your mother”

L’uomo comune spesso appare o rischia di apparire, citando il celebre Musil, come un uomo senza qualità. Eppure allo stesso tempo anche la più piccola esistenza ha un mare dentro di sè.

Essere considerati uno dei tanti è il terrore di molte persone, e molto spesso si fa di tutto per cercare di essere originali, innovati… dimenticando la bellezza e la profondità che anche la vita dell’uomo comune ha.

De Certeau e l’invezione del quotidiano

L’invenzione del quotidiano” è un libro scritto da De Certeau, eclettico e geniale pensatore, del 1980. Il suo è un libro profondamente innovativo che guarda alle masse (e ai comuni individui che le compongono) in modo nuovo, per diverse ragioni.

Le masse sono state non considerate nella storia per millenni. Ovviamente hanno sempre avuto una loro importanza, eppure è stata la rivoluzione francese del 1789 che nell’età moderna che le ha inserite a gamba tesa nel teatro della storia occidentale. Concetti come democrazia, libertà, uguaglianza, hanno avuto un enorme carico emancipatore. Così che nei due secoli successivi si è avuta una lenta e graduale, ma inesorabile, ascesa delle masse in tutti i rami della società.

Eppure le principali ricerche erano di due tipi: o scartavano sistematicamente le masse e gli individui comuni, concentrandosi sulle grandi strutture della società, sui grandi eventi. Eppure erano teorie di stampo marxista che guardavano alla masse con speranza e delusione. Speranza per l’avvenire, per una rivoluzione e lotta di classe, delusione perché le masse sembravano tutto tranne che consapevoli e pronte per affermarsi.

Tattiche e strategie: il nostro piccolo grande mondo

Tutti ricordiamo il discorso di Robin Williams in “L’attimo fuggente“, in cui parla di quanto è bello far entrare qualcuno nel nostro piccolo strano mondo. Mondo che, da fuori, risulta essere piccolissimo, ma che apre a degli spazi non immaginabili visto dall’interno. Allo stesso modo De Certeau vuole far emergere quello spazio, la vita quotidiana degli individui, dell’uomo comune. Camminare, mangiare, consumare, non sono delle pratiche standardizzate imposte dal mercato, o meglio, sono anche questo, ma poi ognuno a partire da ciò ha i suoi spazi di manovra.

Così la serie TV “How I met your mother” racconta la quotidianità di cinque amici, che si ritrovano in un bar. Non succede niente di speciale, nessuno combatte la mafia messicana, nessuno diventa presidente degli USA e nessuno riceve una medaglia al valore. Niente è speciale, eppure tutto lo è. Proprio per questo Ted decide di raccontare l’infinita storia, ai figli che piano piano iniziano ad annoiarsi, di come ha conosciuto la madre.

In questo senso De Certeau parla di tattiche e di strategie. Definisce le strategie come le mosse organizzate di organismi costituiti, che hanno il potere e le competenze per agire e definire le loro mosse. Gli attori politici, gli attori economici e finanziari, decidono le loro mosse, hanno le competenze per farlo e un campo definito dove esse possono applicarsi. Gli individui invece utilizzano le tattiche, ovvero delle azioni che si giocano nel campo aperto degli attori che decidono le tattiche.

Apriamo la scatola nera del consumo

Il consumo è stato spesso visto con un ottica critica, specialmente dalla teoria marxista. La scuola di Francoforte parlava di industria cultura, definendo il consumo come un subire passivo dei soggetti. De Certeau invece cambia radicalmente questa prospettiva, secondo lui è bene “non considerare la gente idiota”. Gli attori consumando dei prodotti, leggendo, guardando la TV, aprono a un loro spazio di interpretazione che non è affatto passivo.

Così quei cinque amici, quando si trovano in un bar a raccontarsi le loro storie e come hanno passato la loro giornata, fanno una azione molto definita. Si siedono in un bar e ordinano le loro consumazioni, parlando dei loro lavori e della loro vita. La teoria marxista non tarderebbe a parlare di alienazione e di falsa coscienza, mentre qui quello che si vuole fare è diverso. Si tratta di vedere come consumano, come parlano nel mentre, come interpretano la loro vita e i loro affetti.

Questo non significare dimenticare di criticare le istituzioni sociali ed essere passivi nei confronti del mondo. Nessuno dice questo, si tratta invece di cambiare la prospettiva per trovare un altro lato del mondo e della vita. Scoprendo che magari anche questo è molto ricco e pieno di particolari interessanti.

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