Analisi del potere e del perché Trump lo sta lentamente perdendo

Le proteste contro il razzismo in America continuano imperterrite e Donald Trump decide di intervenire con la forza inutilmente

L’uomo, che dovrebbe essere tra i più potenti del mondo, non è assolutamente in grado di gestire la crisi sociale che ha colpito gli Stati Uniti d’America, tanto da essere costretto a rifugiarsi all’interno del bunker della Casa Bianca

Giù per il bunker

La morte di Georg Floyd è stata “la goccia che ha fatto traboccare il vaso” negli U.S.A., un vaso colmo di razzismo e violenza riempito da coloro che avrebbero dovuto mantenere l’ordine e aiutare i più deboli. Le proteste continuano ormai imperterrite e le masse colme di ira si sono radunate anche nei pressi della Casa Bianca costringendo gli agenti del Secret Service a portare al sicuro Donald e Melania Trump all’interno del bunker della Casa Bianca, un bunker che non veniva utilizzato ormai dal 2001. Il presidente degli Stati Uniti d’America, che sta utilizzando una linea molto dura contro le rivolte, non riesce assolutamente a mettere fine alle proteste, anche violente, delle folle arrabbiate e questo può essere il sintomo di un potere che è sul punto di crollare.

La violenza è la fine del potere

 

Per tentare di mettere la parola fine alle proteste americane, il presidente Donald Trump ha deciso di adottare provvedimenti duri e violenti, invitando i governatori dei vari stati a far scendere in campo la guardia nazionale al fianco dei corpi di polizia. Tra forze dell’ordine c’è chi si unisce alla protesta, nel nome di una giusta causa, e chi reagisce con violenza contro i manifestanti, anche nei confronti di chi manifesta pacificamente, come è possibile vedere tra i vari video diffusi sui social: automobili della polizia che investono i manifestanti, proiettili di gomma contro chi non rispetta il coprifuoco, manganellate a destra e a manca e arresti insensati per chi semplicemente fa sentire la propria voce. Questa linea dura però non riesce a placare la situazione, anzi i manifestanti continuano la loro lotto senza tregua, e questo può essere la fine del potere di Donald Trump. Adottando una visione unidimensionale si può dire che il potere perde la sua forza quando chi ne è in possesso utilizza la violenza contro il più debole in quanto la violenza stessa è simbolo di debolezza. Molti governi, soprattutto quelli dittatoriali, hanno nel corso della storia utilizzato le forze militari per fermare le proteste, ma se quest’ultime non si placano questi governi cadranno.

Visione tridimensionale

Nonostante l’intervento continuo dei militari, i manifestanti non hanno alcuna intenzione di porre fine alle loro proteste, come Trump non ha intenzione di schierarsi dalla parte di coloro che richiedono a gran voce il rispetto per i loro diritti, ma perché? Forse queste rivolte, la distruzione dei negozi soprattutto, potrebbero far bene alla politica di Trump in vista delle elezioni. Adottando un’ottica sociologica tridimensionale si potrebbe presumere che Trump voglia influenzare le percezioni di chi lo segue affinché si accetti una visione semplicistica e mitica della realtà: ovvero che chi protesta sia un vandalo criminale o che magari gli “Antifa”, il gruppo antifascista che si è unito alla protesta, siano dei terroristi (come da lui twittato qualche giorno fa dallo stesso presidente). Chi è al potere può far avverare i suoi intenti sfruttando le paure e i pregiudizi che si nascondono tra la popolazione, come sta facendo Donald Trump aiutato dall’utilizzo di simboli e fake news.

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