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Addio a Sergio Moravia: ci lascia uno dei big della filosofia italiana contemporanea

Il 5 settembre scorso ha lasciato questa terra il filosofo Sergio Moravia

Sabato scorso ci ha lasciato una delle nostre Rockstar italiane in materia di filosofia Sergio Moravia. Alla veneranda età di ottanta anni ci lascia infatti uno dei più grandi storici della filosofia italiana. Tra i suoi meriti annovera anche copiosi studi sull’illuminismo francese, Nietzsche e Freud.

Breve biografia del filosofo italiano

Sergio Moravia nasce a Bologna il 16 gennaio del 1940, nel pieno del secondo conflitto mondiale. Nel 1962 si laurea presso l’Università degli studi di Firenze in Filosofia con una tesi su Gian Domenico Romagnosi avendo come relatore il professor Eugenio Garin. Sette anni dopo, nel 1969, ottiene l’incarico di docente di Storia della Filosofia all’Università di Firenze, nella quale ha insegnato fino al 2008, anno del suo pensionamento. Subito dopo riceve la carica di professore emerito presso la stessa università. Grazie ai suoi studi e fu visiting professor all’Università della California a Berkeley, all’Università del Connecticut a Storrs e presso il Center for the Humanities della Wesleyan University. Ha collaborato anche con giornali del calibro del Corriere della Sera, Quotidiano nazionale e in La Repubblica. Tutto ciò fino a Sabato, quando il filosofo ci ha lasciato nella sua casa fiorentina.

I suoi studi sulla filosofia

«Il Nietzsche che prediligo è il Nietzsche terreno, umano, presente nel tempo. È il Nietzsche intrepido esploratore del sottosuolo dell’uomo e dei disagi della civiltà. È il Nietzsche che fertilmente e sofferentemente (non narcisisticamente) vive e pensa il nichilismo: ma per andare oltre il nichilismo. È soprattutto il Nietzsche che – neo-illuminista forse malgrado lui – vuole conoscere, capire, dare un (nuovo) senso alle cose.» Queste sono le parole che Moravia ci lascia su Nietzsche, il filosofo Prussia o padrone della filosofia ottocentesca. Il filosofo italiano infatti cerca di dare nuova linfa vitale al modo di vedere il filosofo tedesco. Se siete interessati a questa visione allora vi consiglio di leggere i suoi due scritti: Itinerario Nietzscheano del 1976 e La distruzione delle certezze. Raccolta antologica di scritti nietzschiani degli anni ’80. Io non vi dico nulla, lascio a voi il piacere della lettura.

Non solo Nietzsche nella sua vita

Il filosofo fiorentino, nei suoi studi, non si è interessato solo a Nietzsche. Nei suoi gloriosi anni di carriera infatti vanta numerose pubblicazioni in campo editoriale e giornalistico anche a livello internazionale; i suoi interessi infatti spaziavano dall’illuminismo alla filosofia Neo-Classica fiorentia, da Freud a Levi Strauss per arrivare alle influenze della scienza nella. Filosofia dell’ultimo secolo. Un filosofo ricco e variegato, sempre sollecitato da nuovi interessi e nuovi spunti di riflessione. La sua validità infatti è riconosciuta anche oltre oceano dove diventa presenza di spessore presso molteplici sedi universitarie americane, Harvard fra tutte. In Italia oltre ad essere docente di Storia della Filosofia è cofondatore della “Società italiana degli studi sul XVIII secolo” e membro del Comitato direttivo delle Riviste filosofiche “Iride” e “Paradigmi”. Insomma una figura di cui andare fieri e sicuramente una gran perdita per la nostra nazione. Ciao Sergio, ci mancherai.

 

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