Achille Lauro e la Rolls Royce: come l’ecstasy agisce sul cervello

Achille Lauro e la Rolls Royce: come l’ecstasy agisce sul cervello

16 Febbraio 2019 0 Di Francesco Rossi

Dopo l’esibizione di Achille Lauro al Festival di San Remo, il cantante è stato accusato da Striscia la Notizia di inneggiare alla droga con la sua canzone Rolls Royce. In particolare il rapper è incolpato di far riferimento alla turbodroga chiamata per l’appunto Rolls Royce. Questa polemica può essere approfondita nel seguente articolo: Achille Lauro vs Staffelli: la polemica sterile e la disinformazione di “Striscia la notizia”

Ma cosa sono le turbodroghe? Queste sono pillole sintetiche, derivate da un mix di sostanze tra cui l’MDMA. Sono una variante dell’ecstasy, di produzione domestica e quindi tagliate con sostanze chimiche sconosciute. Sono circa 28 le varianti in commercio, come la Ferrari, Bugatti, Tesla e appunto Rolls Royce, pillola solitamente di colore rosa, che sembrerebbe essere la più temibile. È una droga potente, con effetto immediato e letale. Queste sostanze sono largamente diffuse nel Regno Unito, dove, di recente, hanno portato alla morte di Drake Morgan Baines (19 anni) e Morgan Miller Smith (16 anni). Queste pasticche possono essere acquistate nel dark web per pochi soldi, l’assurdo servizio comprende anche la consegna rapida il giorno successivo.

Effetti e meccanismi d’azione dell’ecstasy

Le turbodroghe agiscono dai 30 ai 60 minuti dopo l’assunzione. Inizialmente queste inducono uno stato di stordimento generale, successivamente hanno effetto energizzante e inducono anche una propensione alle relazioni interpersonali e allucinazioni. Gli effetti collaterali dell’ecstasy, invece, comprendono disidratazione, spossatezza, ipotermia e persino convulsioni.

L’ecstasy colpisce i canali su cui agisce la serotonina. Questo è un neurotrasmettitore molto importante, infatti agisce nei meccanismi di controllo dell’umore e delle emozioni, nella regolazione del sonno e dell’appetito, nei processi di memoria e molto altro. Stimolando il rilascio di serotonina, questa sostanza provoca di conseguenza un’alterazione dell’umore e della percezione sensoriale. Dopo qualche ora dall’assunzione di questa droga, i livelli di serotonina registrati sono al di sotto della soglia normale. Dopo mesi si registrano alterazioni dei livelli di questa con conseguenti disturbi dell’umore. L’ecstasy stimola anche il rilascio di dopamina che, tra le altre cose, agisce sulla branca simpatica del sistema nervoso comportando un aumento della frequenza cardiaca e della pressione sanguigna, la sua azione è quindi quella di stimolante. Inoltre, un maggiore rilascio di questa sostanza solleva il tono dell’umore e aumenta la trasmissione del piacere.

Effetti dell’MDMA sui neuroni serotoninergici del cervello delle scimmie

In uno studio sulle scimmie viene data loro una dose di ecstasy due volte al giorno per quattro giorni. I danni sui neuroni serotoninergici sono visibili anche dopo 7 anni dall’interruzione dell’esperimento, infatti questa droga provoca una drastica diminuzione del numero dei neuroni. La riduzione della trasmissione serotoninergica ha conseguenze negative anche sull’ippocampo (struttura coinvolta nei processi mnemonici) e può provocare anche alterazioni croniche della neurofisiologia del sistema visivo.

Marco Prevedello