Tramite un semplice sguardo siamo in grado di comunicare molto più di quel che crediamo, fin da bambini la gestualità è fondamentale nelle nostre vite.

Uno studio pubblicato recentemente ci mostra come un bambino tramite il suo sguardo è capace di comunicare qualcosa, di riconoscere una persona buona da una cattiva, come dunque la gestualità è una parte fondamentale del linguaggio umano.
I gesti dei bambini
Secondo uno studio recentemente pubblicato, i bambini in età preverbale sono capaci di distinguere azioni morali da azioni immorali. Ciò accade perchè il bambino, anche se ancora non è in grado di parlare, ha la capacità di esprimersi tramite dei gesti, in particolare tramite lo sguardo. Sono stati posti infatti dei bambini di fronte a dei video nei quali avvenivano episodi immorali, dove delle persone picchiavano delle vittime; nel momento in cui il bambino fissava a lungo uno dei due personaggi della scena quest’ultimo scompariva. È stato dimostrato in questo modo che il bambino poteva riconoscere quale dei due era la vittima e quale il colpevole in quanto nella maggior parte delle volte il bambino fissava la persona che effettivamente stava compiendo del male. Il fatto che una persona riesca a comunicare con lo sguardo è sinonimo del fatto che la gestualità sia un elemento fondamentale nella comunicazione fra esseri umani, a tal proposito sono stati fatti diversi studi, uno dei più famosi è sicuramente quello della cosiddetta psicologia sociale di George Herbert Mead.
Psicologia sociale
Mead arriva a ricondurre l’origine del linguaggio e della mente dell’uomo alla sua capacità sociale innata. Uno dei concetti chiave che utilizza per spiegare questo passaggio è quello della comunicazione gestuale (l’interazione che gli animali hanno tra loro attraverso i gesti) il gesto è l’inizio di un’azione, il sostituto di un atto che viene interrotto. Per esempio digrignare i denti costituisce il resto di una modalità di attacco (il mordere), ma tolto il mordere rimane il digrignare i denti. Viene interrotto perché, quando l’animale sta per attaccare e digrigna i denti, l’altro animale si tira indietro. Il secondo animale ha una reazione al nostro gesto dunque in questa dinamica l’animale capisce che digrignare i denti provoca una reazione, senza il bisogno di attaccare. In questo modo si separa la dimensione dell’azione da quella del gesto, il quale assume un protosignificato (una qualche forma di significanza, che non raggiunge però la completezza di un significato). Secondo Mead, in questo modo si è venuta a costituire la capacità di interazione, ovvero un modo di aggiustamento delle risposte degli individui (appartenenti alla stessa specie e o a specie differenti) coinvolti in uno stesso atto sociale. Il gesto del primo organismo stimola la risposta del secondo organismo che porta al compimento dell’atto sociale.
Un linguaggio gestuale
Mead ovviamente non è l’unico ad arrivare a questa concezione, studi più avanzati sostengono che il linguaggio umano derivi dall’idea di Mead della conversazione di gesti, e proprio perché il linguaggio deriva da movimenti corporei e gestuali. Questo collega la dimensione gestuale e corporea all’origine non solo della capacità comunicativa, ma anche di quella riflessiva umana; solo dopo la reazione dell’altro al mio gesto, io comprendo completamente il significato del gesto stesso, questa è la primissima origine della capacità riflessiva umana. Il significato quindi non ha più natura esclusivamente mentale, non è un contenuto mentale che viene espresso a posteriori attraverso il linguaggio; in realtà noi abbiamo un linguaggio, primariamente e inizialmente gestuale, a partire dal quale costruiamo dei significati, dei contenuti mentali.